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Direttivo dimissionario per non perdere tempo: la nuova strategia di rilancio della Croce Azzurra

croceazzurragruppo

É per questo motivo che hanno deciso “di tornare alle elezioni interne. Questo direttivo ha lavorato molto, ha dato delle regole, i problemi ci sono stati nel passato, erano dovuti principalmente al fatto che c’erano troppe teste pensanti”.

PORTO SAN GIORGIO - “Ma quale terremoto nella nostra associazione” dicono compatti i volontari della Croce Azzurra Sangiorgese, un gruppo di persone unito, che continua a portare avanti il sodalizio di pubblico soccorso nonostante le dimissioni del direttivo e della presidente Trobbiani, che era però assente all’incontro con la stampa. Dichiarazioni che vogliono fare chiarezza e che servono per fare il punto della situazione sullo stato delle cose dell’associazione. Che dopo molte difficoltà ora, dicono, “è in salute. Stiamo andando avanti anche se non è semplice. Il consiglio direttivo si è dimesso per evitare di perdere sei mesi di tempo e dover interrompere il lavoro fin qui svolto”.

La scadenza naturale del consiglio direttivo era infatti prevista per il mese di aprile, e nei sei mesi precedenti l’elezione, non sarebbe stato possibile fare se non l’ordinaria amministrazione.  La Croce azzurra di Porto San Giorgio, infatti, dopo una nuova cucina donata dall’avvocato Rocchetti, inaugurerà presto una sala riunioni, nuova, più grande, che conterrà 50 posti, donata da alcune imprese del territorio. Inoltre, durante l’ultima fiera del soccorso a Montichiari, hanno di recente acquistato delle nuove attrezzature, all’avanguardia. Non solo, perché di recente c’è stata una nuova edizione del corso di pronto soccorso da cui sono usciti 21 nuovi tesserati che saranno impiegati come volontari al servizio della pubblica assistenza. Una assemblea pubblica è prevista nelle prossime settimane per confrontarsi con l’intera città.

É per questo motivo che hanno deciso “di tornare alle elezioni interne. Questo direttivo ha lavorato molto, ha dato delle regole, i problemi ci sono stati nel passato, erano dovuti principalmente al fatto che c’erano troppe teste pensanti”. Annunciano nuove strategie, ma non scendono nello specifico se non annunciando che riguarderanno l’organizzazione dell’associazione, che, quindi, chiude compatto il gruppo di lavoro, “non traballa è una realtà che dopo le difficoltà ha ripreso la marcia”. Appuntamento a gennaio per le elezioni in cui si eprimeranno i 160 associati.

Chiara Morini

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