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Coraggio, sfida e passione: le ricette dei giovani di Forza Italia per fermare la fuga dei cervelli

forzaitaliagiovani

Nei loro interventi il leit motiv è stata la critica ai governi di sinistra, compreso quello attuale di Paolo Gentiloni, che in un momento di difficoltà per il Paese, non hanno saputo affrontare adeguatamente il problema della disoccupazione, non sono riusciti ad andare al di là della propaganda.

PORTO SAN GIORGIO - Giovani forzisti fermani che parlano del loro mondo, di come i giovani si approcciano alla realtà del lavoro, della fuga dei cervelli dall’Italia e dei Neet, giovani inattivi che non hanno un’occupazione e non la cercano più perché scoraggiati e sfiduciati. Nell’incontro promosso dal movimento giovanile di Forza Italia della provincia di Fermo e dal coordinatore Lorenzo Pelacani, hanno portato il loro utile contributo diversi relatori, a partire dal professore Daniele Di Giorgio (Università Lumsa di Roma) che ha concentrato l’attenzione proprio ai neet e alla condizione in cui vivono.

Per la dottoressa Iris Magrì, giovane imprenditrice nel mondo dell’editoria, i giovani devono raccogliere le sfide, mettersi in gioco, puntando sulle proprie capacità e sulle competenze e conoscenza acquisite nel percorso di studi. Ingredienti fondamentali sono il coraggio della sfida e la passione, un concetto quest’ultimo che ha trattato nel suo libro ‘Osa essere grande’. Oltre alle relazioni tecniche, ci sono state quelle politiche portate dal coordinatore regionale giovanile di Fi, Alessio Pagliacci, dal consigliere regionale Piero Celani, dalla vice coordinatrice regionale Barbara Cacciolari e dal coordinatore regionale, senatore Remigio Ceroni. Nei loro interventi il leit motiv è stata la critica ai governi di sinistra, compreso quello attuale di Paolo Gentiloni, che in un momento di difficoltà per il Paese, non hanno saputo affrontare adeguatamente il problema della disoccupazione, non sono riusciti ad andare al di là della propaganda.

I dati, “ma non certo quelli ritenuti forniti dal governo che sono falsi”, parlano chiaro: dall’inizio della crisi ad oggi, sono stati persi 1milione di posti di lavoro; sono stati 285mila gli italiani (soprattutto giovani diplomati, laureati e ricercatori) che solo nel 2016 hanno lasciato l’Italia per andare a cercare fortuna e lavoro, all’estero (in Germania, Francia, Inghilterra) e molti di questi difficilmente torneranno sul suolo natìo. Giovani in fuga da un Paese che si sta impoverendo dal punto di vista economico ed intellettivo.

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