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Le varianti urbanistiche infiammano il Consiglio. Loira fa il pompiere

municipio consiglio

Discussione su via Galliano, dove con una variante il Comune ha voluto assecondare una richiesta del privato che è da tempo impegnato anche con una battaglia legale arrivata al Tar. “Ci siamo presi la responsabilità di affrontarla".

PORTO SAN GIORGIO – L’Urbanistica è tornata protagonista in consiglio comunale a porto San Giorgio dopo un’assenza durata troppo tempo. “C’erano scelte non più ritardabili, anche perché sono questioni datate e volevamo affrontarle con determinazione prima di iniziare il nuovo corso” spiega il sindaco Nicola Loira.

Non è stata una passeggiata, soprattutto perché, a parte le attese critiche dalla minoranza, c’è stato uno scontro verbale, molto animato, tra il consigliere Renato Bisonni e l’assessore Massimo Silvestrini. Inaspettato e in parte comprensibile, come spiega lo stesso sindaco: “Renato in maggioranza aveva espresso alcune critiche su alcune varianti e aveva chiesto che non venisse fatta una delibera sola ma che venissero divise. In questo modo avrebbe potuto esprimere i suoi dubbi senza inficiare tutto il percorso. Il problema è che, nonostante io fossi d’accordo, gli uffici hanno detto che non c’erano più i tempi tecnici per farlo. Siamo così andati in Consiglio e le abbiamo presentate insieme”. Il problema è scoppiato quando la minoranza, che è stata favorevole a quasi tutte le operazioni, ha chiesto di votare a parte la variante numero 9. Prima un no dal segretario, poi un nì, infine il sì se fosse stato d’accordo tutto il Consiglio. È a quel punto che Bisonni si è infuriato, perché sembrava che la maggioranza avesse dato ascolto all’opposizione e non alla sua richiesta. “Non è così, poi mi son chiarito con lui. È stato un disguido” aggiunge il sindaco che intanto ha incassato il placet a una serie di piccole varianti, oltre a quella più corposa che permetterà l’ampliamento dello stabilimento Fendi.

Discussione su via Galliano, dove con una variante il Comune ha voluto assecondare una richiesta del privato che è da tempo impegnato anche con una battaglia legale arrivata al Tar. “Ci siamo presi la responsabilità di affrontarla. Normale che la minoranza non abbia condiviso parte delle scelte. Verranno accorpati tre edifici, la minoranza critica la manovra parlando di aumento di volumetrie, ma in realtà parliamo di cento metri quadri. Gli edifici vengono raggruppati per agevolare il privato”. Una critica è quella di aver fatto un favore al privato in cambio di troppo poco: “Opere compensative? Abbiamo ottenuto di poter formulare una osservazione durante l’iter per ottenere oltre la riqualificazione di una parte di via Settembrini, un risanamento del fosso e una piantumazione di essenze arboree per 5mila euro”. Il niente per il consigliere Agostini che spiega “ai giovani consiglieri di maggioranza” quello che sta succedendo: “>Si permette a chi non ne ha diritto di ampliare e di tanto le sue volumetrie. E per cosa? Il privato fa bene la sua operazione, ma voi state gestendo male la parte pubblica. Ciò che ieri, con l’assessore Talamonti, non era possibile, oggi con Silvestrini, Pd come il sindaco, si può fare”.  E come lui Petrozzi: “Non mi sporco le mani in questa operazione, aveva proprio ragione Del Giovane: il Pd è il partito del mattone”.

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