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Bullismo, la battaglia inizia alle elementari. La nuova sfida alla rete parte da P.S.Giorgio

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Da tutti lo stimolo a rafforzare la rete territoriale dei servizi per la presa in carico nei casi di bullismo. Il che significa, come ha spiegato Marilena Tiburzi, coordinare pediatri, servizio pubblico e scuola. Il teatro di porto San Giorgio si è riempito, anche di politici.

PORTO SAN GIORGIO – Dal bullismo ai Dsa, confrontarsi per capire e trovare rimedi. Questo l’obiettivo del primo congresso organizzato dalla Medicina Legale dell’Area Vasta 4 di Fermo al teatro di Porto San Giorgio.

“La scelta degli argomenti proposti è stata certamente motivata dall’attualità ed interesse che entrambe le problematiche suscitano non solo in ambito sanitario ma anche scolastico e sociale coinvolgendo a vario titolo operatori delle strutture sanitarie, della scuola, dei servizi sociali, delle forze dell’ordine e della magistratura” sottolineano gli organizzatori che hanno affrontato in maniera approfondita anche uno dei temi chiave per il futuro: il cyberbullismo.

“Una iniziativa originale e importante che ci fa ribadire la necessità di affidarsi al sistema sanitario per affrontare entrambe le problematiche unitamente alla necessità di creare una rete territoriale di intervento che coinvolga Asur (in particolare la Medicina Legale ed i Servizi per l’età evolutiva), Autorità Giudiziaria, polizia postale e certamente la scuola” hanno ribadito il direttore di Area Vasta 4 Licio Livini e il direttore di Distretto Unico Vincenzo Rea. “La legge 71 del 2017 ci pone nuove sfide, per la prima volta si definisce l’abuso e l’offesa informatica come reato penalmente perseguibile, anche per i minori di 14 anni”.

Da tutti lo stimolo a rafforzare la rete territoriale dei servizi per la presa in carico nei casi di bullismo. Il che significa, come ha spiegato Marilena Tiburzi, coordinare pediatri, servizio pubblico e scuola. Il teatro di porto San Giorgio si è riempito, anche di politici: il vice Presidente della Provincia Stefano Pompozzi, il Consigliere comunale, e medico, Renato Bisonni e il consigliere di Fermo Mirko Giampieri.

È emersa a più voci la necessità di prendere in carico a più mani il fenomeno del bullismo segno di un disagio e sofferenza non solo della vittima di bullismo ma anche del cosiddetto bullo come estrinsecazione di rabbia, conflittualità di rapporti, solitudine. Gli esperti hanno ribadito che le situazioni di bullismo emergono già nella scuola primaria, poi si passa per l’esclusione sociale, l’isolamento e si manifestano sintomi come l’avversione per la scuola, una stanchezza assoluta, la depressione che può portare anche sai tentativi di suicidio.

A guidare i lavori il dottor Santini, la dottoressa Mazzotta Caterina e la dottoressa Clementi che lavoro al Consultorio Familiare. Nel pomeriggio, sotto la regia di Ianni, Marchionni e della professoressa Scatasta, la sessione dedicata ai Dsa, affrontati dal punto di vista medico legale, in cui si sono susseguiti gli interventi di Bruno Acciarri, “natura e diagnosi specialistica dei  Dsa”, Claudia Recchioni, “sofferenza ed emarginazione dei minori”, Simona Tosoni Simona, “il ruolo di famiglia e insegnanti nel gestire il minore”, e Giuseppina Benedetto che ha parlato della “valutazione medico legale in ambito di assistenza sociale”.

“Una giornata ricca di interventi, confronti, propositi per il futuro in cui la Medicina Legale si è posta e si pone con la propria professionalità al servizio delle Istituzioni e del territorio. Un lavoro iniziato solo ieri con grande entusiasmo ma che ha l’intento di riuscire in futuro a creare una rete concreta fra le diverse istituzioni ed i singoli operatori” concludono gli organizzatori.

@raffaelevitali

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