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Chiusura dei tribunali fallimentari, l'avvocato Agostini rilancia: "E' una rivoluzione, ma facciamola insieme"

agostini studio

Entrando poi nel dettaglio, l’avvocato sangiorgese sottolinea che “quella che avrebbe dovuto essere una riforma organica si appresta a diventare una rivoluzione di sistema, che va ben oltre la scomparsa dal vocabolario dei termini “fallimento e fallito”.

PORTO SAN GIORGIO - L’avvocato Andrea Agostini dopo le critiche dei presidenti degli ordini degli avvocati delle Marche   al disegno di legge n.2681 “Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza” (Modifiche alla legge fallimentare) che ha superato il 4 ottobre scorso il vaglio della commissione giustizia ed è prossimo all’approvazione definitiva in Senato, si pone una semplice domanda: difesa del tribunale di provincia o specializzazione del giudice?

Nella retorica del quesito, l’avvocato racchiude già la sua risposta, che va in controtendenza, almeno in parte, a quella data dai colleghi. “Mi chiedo se in tempi di profonda crisi del sistema giustizia il superamento dello stesso non passi piuttosto attraverso la digitalizzazione del processo e la specializzazione del giudicante”. Questo dopo che l’avvocato Francesca Palma (LEGGI), numero uno regionale e provinciale, aveva sottolineato i problemi di “inadeguatezza degli uffici anconetani a sostenere il nuovo carico di lavoro, i problemi logistici per gli operatori di giustizia con aumento dei costi per il cittadino utente, e l’impoverimento professionale e perdita di rapporti con il giudice naturale più vicino”. Ragionamento logico anche per Agostini, che però crede in uno sviluppo diverso del mondo legale: “La dematerializzazione dei documenti e quindi del processo nella fede della firma digitale trasforma l’avvocato in azienda legale chiamata ad operare ben oltre il circondario di tribunale. Il tribunale delle imprese quale sezione specializzata in materia di impresa ha segnato da anni il solco sul quale oggi muove la riforma per la quale materie giuridiche di specifico elevato tasso tecnico pretendono un’elevata specializzazione del giudice”.

Entrando poi nel dettaglio, l’avvocato sangiorgese sottolinea che “quella che avrebbe dovuto essere una riforma organica si appresta a diventare una rivoluzione di sistema, che va ben oltre la scomparsa dal vocabolario dei termini “fallimento e fallito”. Le procedure di allerta preventive, la semplificazione delle procedure di accertamento dello stato di crisi o di insolvenza del debitore, le misure salva famiglia, questi ed altri strumenti attendono di essere declinati da slogan politici a contenuti di valore”. Insomma, bene combattere qualcosa che non funziona, ma attenzione a non perdere di vista la vera sfida che richiede “una ampia concertazione tra avvocati, commercialisti e Governo. Concertazione fino a oggi mancata”.

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