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La Boxe conquista Porto San Giorgio: si allenano bambini e donne. E domani i campioni all'Arena Europa

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L’obiettivo è trovare “l’astro nascente che ci rappresenti alle Olimpiadi, un nuovo Russo”. A Porto San Giorgio il pugilato ha vissuto momenti di gloria con le palestre di Fermo, ora il salto di qualità: “La palestra sangiorgese è fatta di maestri qualificati e una struttura eccellente. È un vero valore aggiunto per la regione”.

PORTO SAN GIORGIO – L’Arena Europa diventa un ring. “Un anno fa è nata la boxe a Porto San Giorgio con l’associazione Boxing Sangiorgese che indossa anche i colori nero azzurri della città. E oggi siamo qui per presentare il primo evento nazionale” sottolinea l’assessore Valerio Vesprini. Un movimento quello della boxe nato in silenzio: “Prima si sono strutturati e hanno aperto la palestra, poi ci hanno chiesto aiuto per crescere”.

Fitness, cura del benessere e uno sport come la boxe, che in Italia ha una grande tradizione, in un’unica struttura posizionata nel parcheggio di fronte al comune. “Questo è il primo tassello per portare eventi sempre più importanti in città” ribadisce Vesprini. Bruno Cozzi, vicepresidente della Federazione regionale Boxe, ascolta: “Questa nuova realtà ha già portato ottimi atleti sul ring. Noi lavoriamo per divulgare la disciplina e farlo in modo corretto e non abusivo, cosa che sta avvenendo invece con numeri sempre più alti”.

L’obiettivo è trovare “l’astro nascente che ci rappresenti alle Olimpiadi, un nuovo Russo”. A Porto San Giorgio il pugilato ha vissuto momenti di gloria con le palestre di Fermo, ora il salto di qualità: “La palestra sangiorgese è fatta di maestri qualificati e una struttura eccellente. È un vero valore aggiunto per la regione”.

Sono tanti i bambini che si sono avvicinati alla boxe dopo l’apertura: Teniamo due corsi al giorno solo per i più piccoli” racconta Danilo Spurio. Sono 150 le persone che gravitano nelal palestra, “meno d’estate quando tutti vanno al mare”. Non solo uomini: “Sono molte anche le donne che scelgono di iscriversi alla boxe per dimagrire e, soprattutto tra i 16 e i 18 anni, per autodifesa.

L’appuntamento con il ring dell’Arena Europa è per domani sera, sabato, dalle 20, quando ad aprire saranno le esibizioni dei più piccoli. Otto incontri tra dilettanti e il clou, sarà il quinto incontro quindi verso le 22.30, con la sfida tra professionisti. Il pubblico sarà tutto per Jonny Cocci, pugile trentenne di San Benedetto del Tronto, allenato da Attilio Campanelli. “50 match all’attivo tra i dilettanti, con sole sette sconfitte. E lui sarà la stella nella sfida contro Yao Assouman Jean Marc, con 50 match da dilettante alle spalle e un match da professionista” precisa Cozzi che ha puntato su Cocci come star della serata perché è di San Benedetto, “ma difende i colori di Ascoli”, perché piace al pubblico, “è un fighter”, perché è alle prime armi tra i professionisti, “quindi ha grande possibilità di crescita e di trascinare il pubblico”.

La Boxe di Porto San Giorgio parte così, affidandosi a Danilo Spurio e ai suoi collaboratori: “La nostra prima occasione per farci vedere in città. Se penso che è nato tutto durante una colazione con Giovanni, è incredibile”. Tra gli otto match, da non perdere quello con Diego Vergoni, che ha vinto il ‘Guanto d’oro’, la manifestazione in cui si affrontano i migliori pesi medi d’Italia.

Per Cocci una sfida su sei riprese, da tre minuti ognuna. Ci arriva preparato: “Mi sono allenato tutta l’estate. Non p stato facile, perché le palestre chiudono e molti colleghi si riposano. Ma ho trovato due pugili, Seghetti e Rossi, che mi hanno aiutato, sudando con me” racconta il pugile trentenne, canonico naso storto, “è successo una volta, ma è una leggenda che i pugili lo rompano sempre”, e muscoli tirati. L’atleta marchigiano è diventato professionista dopo aver raggiunto ottimi risultati tra i dilettanti. Ha sperato fino all’ultimo di entrare in Nazionale, ma la sconfitta contro il campione Pigmalione, “è stata contestata, ma ci ha convinto che le potenzialità sono ottime” spiega l’allenatore, ha fatto cambiare i programmi indirizzando l’attenzione sul professionismo.

Deve iniziare a vincere, crescere nei risultati in modo da aprirsi le porte per gli incontri dove il pubblico cresce e quindi anche le borse per gli atleti. “Per arrivare qui bisogna allenarsi a lungo, la preparazione è dura. Il che significa cinque allenamenti a settimana. E non lo si fa per soldi”. Il Coni aiuta la parte dilettantistica, “ma per andare in tv nonostante gli atleti che vincono medaglie olimpiche paghiamo noi” racconta Cocci, poi si entra nel mondo del professionismo fatto di bravi allenatori e occasioni da cogliere. Come quella di domani sera con cocci che a 30anni, “ho iniziato tardi, ma ho bruciato le tappe”, cercherà di mettere il segno tra i professionisti superando l’ostico pugile italo africano che si allena in Emilia.

Raffaele Vitali

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