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Commemorazione dei caduti e tanto pesce fritto: una folla per la Festa del Mare

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La memoria prima di tutto e così dopo la messa celebrata all’interno dei locali del mercato ittico, sindaco, Guardia Costiera e turisti sono saliti a bordo delle imbarcazioni per raggiungere il largo, e lanciare la corona di alloro in memoria dei caduti in mare. La corona deposta poi al monumento ai caduti in mare.

PORTO SAN GIORGIO – Successo per l’edizione 2017 della Festa del Mare, che ha segnato il ritorno in acqua dei pescherecci e delle vongolare per la processione dedicata alla memora di tutti i caduti in mare, e che ha visto protagonista ancora una volta la padella gigante dell’Adriatico.

La memoria prima di tutto e così dopo la messa celebrata all’interno dei locali del mercato ittico, sindaco, Guardia Costiera e turisti sono saliti a bordo delle imbarcazioni per raggiungere il largo, e lanciare la corona di alloro in memoria dei caduti in mare. Non è stata riportata semplicemente in banchina, al porto, perché quest’anno la corona è stata recuperata dalla protezione civile a bordo del gommone, che però l’ha consegnata ai bagnini di salvataggio. L’idea è nata ieri mattina e ha preso corpo dopo una riunione del comandante del Circomare, Ciro Petrunelli, col sindaco Loira e il responsabile della protezione civile, Luciano Pazzi. E’ stato deciso di incontrarsi al largo, al confine con il limite della balneazione, e i bagnini di salvataggio, a bordo del pattino, hanno preso in consegna la corona dalla Protezione Civile, e col pattino l’hanno riportata a riva. Ad accoglierli, e prenderla in consegna, ci sono stati il sindaco e il comandante della Guardia Costiera, che l’hanno deposta davanti al monumento ai caduti in mare, in piazza del marinaio, accanto l’istituto delle Canossiane. “Sono stati pochi minuti in più rispetto al solito – commenta Petrunelli – ma significativi per la memoria dei caduti in mare”. “Un momento toccante – gli fa eco il sindaco Loira – una bella processione, non dobbiamo mai smettere di fare memoria dei nostri avi”.

Una memoria radicata nella cultura sangiorgese, così come radicata è la padella, che ha animato piazza Napoli, dalle 17, orario di accensione dei fuochi e di apertura della cassa, fino a sera inoltrata, con la frittura di gamberi e calamari. Non sono mancati i selfie con il “padellone” sullo sfondo, sempre bello da vedere all’opera, sia per chi lo conosce da una vita, sia per chi invece lo ha visto per la prima volta. E in attesa dei fuochi, mancando il mercatino, quest’anno tra un calamaretto, una patatina e un gamberetto fritti, si è ascoltata della buona musica fin dalle 19, quando la fila allo stand per il ritiro delle porzioni era lunga già fino alla zona del luna park.

 Chiara Morini

redazione@laprovinciadifermo.com 

 

  

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