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Il ritorno del pennello: Loira in regione per l'opera che può salvare porto e costa

loirapennello

La Regione spende ogni anno soldi per il dragaggio, come sostiene Marinangeli, per una procedura farraginosa che crea disagi a diportisti, pescatori e balneari. “Il pennello dovrebbe avere come funzione di contenere la sabbia e rilanciare così porto e pesca”.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO - “Il pennello? Stiamo cercando di capire se in regione è ancora una ipotesi tecnica percorribile”. Nicola Loira ha sul tavolo piani e progetti, cartelline con all’interno la possibile strategia che porterà al ‘salvataggio’ della costa centro nord della città.

Il pennello è una vecchia idea, nata nel 2008 nella mente del Marina, il gestore del porto. Un progetto che venne presentato tra la fine dell’amministrazione Brignocchi e l’avvio di quella Agostini. “L’ex sindaco presentò il piano in Regione- spiega Loira – e diede il via all’iter progettuale ottenendo la dichiarazione di non assoggettabilità a Via, ma poi qualcosa si arenò”. E di quel pennello salva costa non si seppe più nulla. “Abbiamo assistito in questi anni ad un immobilismo che ha causato inoltre uno sperpero di danaro pubblico sconsiderato, assistendo a due dragaggi annuali con costi anche fino a 280.000,00 l'anno, senza neppure soddisfare pienamente le esigenze di sicurezza e percorribilità del canale. Tutto ciò quando era pronta una soluzione tecnica che avrebbe risolto il problema ed avrebbe evitato di buttare soldi dei cittadini e magari oggi sarebbero rimasti tanti diportisti e pescherecci” commenta il consigliere comunale di minoranza, Marco Marinangeli.

Lo stallo dura fino a quando nel 2014 la Regione non invia una lettera al Marina e per conoscenza al Comune: “La richiesta era semplice: ci fate vedere quello che avete realizzato? Ma non essendo stato fatto nulla il progetto è decaduto”. Qui è cominciato il cammino del sindaco Loira per capire se il pennello fosse ancora la soluzione giusta, dopo dieci anni e dopo che erano cambiati due dirigenti preposti. “Ho parlato con il nuovo dirigente, ho ripresentato il progetto e concordato un iter. Gli uffici valuteranno se è una ipotesi valida anche alla luce del nuovo stato dei luoghi, visto che la linea di costa è cambiata. Andrà riparametrata”. E poi è cambiata la competenza che dalla Regione è passato allo Stato: “Per cui – prosegue Loira - scriveremo una lettera noi e la Regione per chiedere se il procedimento può proseguire. Poi partiremo con l’iter, servono mesi, durante i quali ci sarà di sicuro un altro dragaggio”.

Sulla parte economica Loira non ha dubbi: la Regione spende ogni anno soldi per il dragaggio, come sostiene Marinangeli, per una procedura farraginosa che crea disagi a diportisti, pescatori e balneari. “Il pennello dovrebbe avere come funzione di contenere la sabbia e rilanciare così porto e pesca”. Su cui il comune vuole investire, “parto dal nuovo mercato ittico che può ricevere barche anche da fuori Regione”, ma prima servono i lavori. Nel mentre, Loira ha chiesto anche una valutazione, dopo 15 anni, degli effetti del pennello perpendicolare alla spiaggia che la Regione realizzò nella parte sud della città. “Voglio capire tecnicamente come ha funzionato”.

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