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Blocco pesca nell'Adriatico, i prodotti freschi garantiti da Porto San Giorgio, Civitanova e San Benedetto

peschereccio

“In un Paese come l'Italia che importa più di 2 pesci su 3 nei territori interessati, con il fermo biologico aumenta peraltro anche il rischio- sottolinea Impresapesca Coldiretti- di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone".

PORTO SAN GIORGIO – Si apre il mese di gloria e super lavoro per la marineria marchigiana. Perché da oggi si fermano le barche da triste ad Ancona e quelle da Manfredonia a Bari. Spazio quindi per i pescatori di Civitanova, Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto. “Stop al pesce fresco a tavola per l'avvio del fermo pesca che porta al blocco delle attività della flotta da pesca italiana lungo l'Adriatico" spiega la Impresapesca, ma il provvedimento che dura 42 giorni non vale per tutti Nel tratto da San Benedetto e Termoli si potrà continuare a pescare, fino al 28 agosto, quando scatterà il periodo di riposto per questa zona, che durerà fino all'8 ottobre.

“In un Paese come l'Italia che importa più di 2 pesci su 3 nei territori interessati, con il fermo biologico aumenta peraltro anche il rischio- sottolinea Impresapesca Coldiretti- di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare". Il tutto sotto il controllo degli uomini della Capitaneria, nell'area fermana guidati da Ciro Petrunelli.

Torna in auge quindi l’etichettatura del pescato che per legge deve prevedere l'area di pesca (Gsa). Le provenienze sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta).

"Secondo quanto assicurato a livello istituzionale si tratterà dell'ultimo anno di applicazione dell'attuale formula del fermo biologico che, come abbiamo più volte denunciato, si è manifestata fallimentare- conclude Coldiretti Impresapesca- L'auspicio è che dal 2018 si possa mettere in campo un nuovo sistema che tenga realmente conto delle esigenze di riproduzione delle specie e delle esigenze economiche delle marinerie". 

r.vit.

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