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Don Osvaldo in ginocchio nella sua chiesa di San Giorgio: "Paura e timore, ma il Signore mi guiderà"

osvaldoginocchio

“Era nell’aria, lo sapevo da tempo che ero destinato a questa chiesa – ha detto don Osvaldo aprendo la sua prima omelia nella chiesa di San Giorgio – l’attesa è divenuta presto trepidazione".

PORTO SAN GIORGIO – La comunità di San Giorgio ha accolto il suo pastore: don Osvaldo Riccobelli. Nel giorno del suo cinquantesimo compleanno e della festività di San Giovanni Battista, ha preso possesso di quella che, a meno di cambiamenti, sarà la sua parrocchia per almeno nove anni.

“Era nell’aria, lo sapevo da tempo che ero destinato a questa chiesa – ha detto don Osvaldo aprendo la sua prima omelia nella chiesa di San Giorgio – l’attesa è divenuta presto trepidazione e poi paura. Paura degli anni che passano, paura per le mie insufficienze, paura per il peccato, che temo. Ringrazio il Vescovo che è qui ad accompagnarmi all’inizio del nuovo cammino”.

L’arcivescovo di Fermo, Luigi Conti, come da prassi lo ha fatto inginocchiare, lo ha benedetto e gli ha ufficialmente affidato la parrocchia di San Giorgio. Il vangelo di ieri ha risposto subito ai timori di don Osvaldo, come ha detto lui stesso: “Oggi comprendo che non devo avere paura, che devo accantonare i timori che avevo. Mi arrendo alla misericordia del Signore. Sotto questo ricco vestito c’è un uomo pieno delle sue debolezze, e a voi dico che non dobbiamo avere paura di mostrare la nostra fede, ascoltiamo la voce del Signore per essere un solo gregge”.

Piace già don Osvaldo alla sua nuova parrocchia, che ha accolto la sua prima omelia con un grandissimo e lungo applauso. Ed è piaciuto tanto averlo come guida pastorale ai fedeli della comunità di Campofilone, dove è stato per quattro mesi, fino a ieri, nominato amministratore della parrocchia al posto del parroco malato. Ad accompagnarlo all’inizio del suo nuovo cammino c’erano Nicola Loira, sindaco di Porto San Giorgio, ed Ercole D’Ercoli sindaco di Campofilone. Ad ascoltare chi lo ha conosciuto e non solo nel piccolo borgo dei maccheroncini, don Osvaldo sa farsi amare, sa riunire i fedeli, sa farsi seguire. Sa essere coinvolgente, tanto che, a quanto sembra, non è difficile seguire quello che è stato l’invito del Vescovo alla fine della celebrazione: “Camminate insieme nella gioia. È un augurio che faccio a don Osvaldo e a ciascuno di voi”.

chia.mo.

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