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Beni, un eroe da ricordare. Aiosa: "Persi due uomini, un peso incredibile". Tutti al fianco dei carabinieri

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Questa è la vita del carabiniere, sempre a rischio per il bene comune. Lo ricorda anche il sindaco Nicola Loira (VIDEO), lo ricorda il generale Del Sette: “Parliamo del sacrificio di persone che si mettono a disposizione per gli altri".

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – “Perdere due uomini per un comandante è un peso enorme”. La voce del generale Rosario Aiosa, allora capitano al comando della compagnia di Fermo, è strozzata dall’emozione. Si commuove quarant’anni dopo ascoltando il generale Tullio Del Sette raccontare la storia di quella terribile notte tra il 17 e il 18 maggio 1977. La notte in cui perse la vita l’appuntato Alfredo Beni. A ucciderlo un gruppo legato al clan dei catanesi. "Per la loro azione hanno usato la macchina di mio padre, la rubarono di notte, tagliando il tettuccio della 500. Noi lo scoprimmo il giorno dopo, quando i carabinieri vennero a suonare a casa. Non lo dimenticherò mai" racconta Maria Pia, la figlia del proprietario dell'auto Davide Davidici.

“Mi ricordo tutto come se fosse oggi. Incrociammo per caso questo gruppo davanti al ristorante Il Caminetto, sul lungomare. Loro erano soliti agire nella zona di Torino, ma erano arrivati qua perché in fuga dopo aver ucciso un poliziotto. Ci siamo resi conti di chi fossero e – racconta Aiosa – organizzammo l’azione di controllo”. Questa è la vita del carabiniere, sempre a rischio per il bene comune. Lo ricorda anche il sindaco Nicola Loira (VIDEO), lo ricorda il generale Del Sette: “Parliamo del sacrificio di persone che si mettono a disposizione per gli altri. E lo fanno ogni giorno senza sapere quello che li aspetta, ma affrontando consapevolmente il rischio”. Aiosa quel giorno rimase gravemente ferito e dell’azione porta con sé i segni nel cuore e nel corpo: “I catanesi erano sei. Alla fine ne abbiamo uccisi quattro e arrestati due. Ma ho perso due uomini. Beni a Porto San Giorgio e Sergio Piermanni, che rientrò apposta dalla licenza dopo aver saputo dello scontro a fuoco mortale della sera, il giorno dopo a Civitanova Marche”.

Il sindaco Nicola Loira, a 40 anni di distanza, ha deciso di consegnare la cittadinanza onoraria alla vedova beni, Elena Cecchetti che è arrivata a Porto San Giorgio con i tre figli, Filippo, Francesca ed Emanuele. “Tramandare la memoria dell’azione di questi eroi è importante. Lo dico a voi ragazzi – sottolinea il generale del Sette rivolgendosi agli alunni della Nardi – che portate nel futuro i valori del nostro Paese”. Sventolano le loro bandierine tricolori preparate a scuola e ascoltano attenti tra i tanti militari riuniti, in servizio e in congedo con le divise delle associazioni. “Nessun gesto è vano se si ricorda e serve al progresso del Paese” conclude il Generale dopo aver posizionato la corona assieme ai prefetti di Fermo e Ascoli davanti al cippo dedicato a Beni.

Nessuno è voluto mancare: dal sindaco di Fermo al consigliere regionale Giacinti fino al vicepresidente della Provincia Pompozzi, dai comandanti di stazione del Fermano ai vertici delle compagnie di Fermo e Montegiorgio, dal questore al colonnello della Finanza, tutti uniti per dire ai carabinieri che non sono soli, che la comunità è con loro e che la memoria è con chi ha permesso di vivere in un mondo più libero e democratico. "Grazie a tutti per la riuscita di questo importante momento che ha coinvolto l'Amminsitrazione comunale, la Protezioe civile, le associazioni combattistiche d'arma, la scuola Nardi, l'Emprorio Sollini e la Cfl di Ceroni e Falcioni oltre a tutta la cittadinanza per essersi stretti a noi in un giorno così particoalre" conclude il capitano di Fermo Roland Peluso.

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Loira ricorda il carabiniere Beni

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