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Dieci quintali d'olio, cinque di pesce e una barca che ha fatto la storia: la padella gigante è pronta

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Domenica a Porto San Giorgio la grande festa che si chiude con i fuochi d'artificio.

PORTO SAN GIORGIO - Cinquant’anni di Festa del Mare. Per festeggiarli sono pronti dieci quintali d’olio e cinque quintali di pesce da friggere. La storia rivive a Porto San Giorgio il 18 agosto, . “Una ricorrenza importante per la città, che vogliamo coinvolta, come i turisti. Festa e commemorazione per ricordare i caduti del mare e chi lavora in questo settore” sottolinea il sindaco Nicola Loira. “Un tempo era la festa, oggi rischierebbe di essere uno dei tanti appuntamenti. Tutti amavano fare parte della festa, dagli infarinatori a chi friggeva, da chi vendeva i biglietti della lotteria a chi preparava i tavoli nella zona del pontile”. Quest’anno, per il 50ennale, lo schema non cambia: messa al Pic Pesca alle 9.30, poi uscita in mare con lancio della corona d’alloro, “parteciperanno anche Lega Navale, Circolo nautico Piceno e la Vittoriosa, unica testimonianza navigante di questo tipo d’imbarcazione”. Una barca appartenuta a Picassò, “barca su cui vogliamo costruire un progetto di memoria e turismo” aggiunge Loira.

Nel pomeriggio, alle 17 accensione della padella gigante dell’Adriatico, grazie a Eugenio Santarelli che si occupa della parte tecnica e organizzativa, ma anche ai giovani di ‘Per Sangiorgio’, realtà che rappresenta la continuità nella preparazione, vendita e distribuzione del pesce. “Una ventina di giovani che sentono il peso della memoria, molto attaccati alla comunità. Sono medici, insegnanti, imprenditori e studenti che hanno un grande entusiasmo e che spero di coinvolgere in qualcosa più duraturo, magari inserendoli nella Pro Loco” prosegue il sindaco.

Ci saranno poi i fuochi d’artificio: “Terza volta nell’estate, forse un eccesso. Dobbiamo riflettere sul fatto che tre manifestazioni pirotecniche sono troppe in pochi mesi. La storia torna nel manifesto, che riprende la grafica della prima edizione. “Ci sarà anche la musica, con note di tradizione marinare, legate al Mediterraneo” aggiunge l’assessora Elisabetta Baldassarri che ricorda come sarà tutto “plastic free, tranne che per l’aperitivo mattutino dopo l’uscita in barca dove si useranno le bottigliette classiche”.

Non poteva mancare Carlo Iommi, Lega Navale: “Il paese si spostava in questa zona che 50anni fa aveva solo la pescheria. Noi saremo presenti con le barche e un 4con che fa grande effetto in mare. Vogliamo onorare l’anniversario”. Stefano Orena rappresenta la Nautica Picena: “Il 17 faremo un pre evento ospitando la Vittoriosa. Una grande occasione per farla vedere da tutti i cittadini, abbiamo realizzato una maglietta commemorativa. Siamo molto felici di questa scelta del plastic free, perché noi abbiamo come primo obiettivo la tutela dell’ambiente”:

Se c’è la Vittoriosa è per merito della famiglia Fidani. “Una barca che compie 80 anni, è originale in ogni pezzo, tutta in legno. Unica superstite di barca che per un secolo ha caratterizzato queste coste, che vivono di pesca. Negli anni ‘40 e ’50 era in azione, tra l’altro è la prima barca immatricolata nel porto sangiorgese. Una barca con vela al terzo, tante le foto in bianco e nero di quando qui ce ne erano un centinaio. A sud viene chiamata ‘paranza’, la sua caratteristica è essere una barca in legno da pesca in vela. Normalmente parcheggiata nel molo B” precisa Marco Fidani.

Basilio Ciaffaroni rappresenta la marineria sangiorgese: “Testimoniamo che il porto vive. Siamo vicini a chi crede nella struttura. Far venire qui le persone è importante. La vita del porto è al minimo, ma speriamo che torni ai suoi fasti. Questi momenti sono una testimonianza di quanto può dare il porto a livello di lavoro e visibilità non solo a Porto San Giorgio”

La voce ai giovani, il gruppo dai 18 ai 30 anni, che dice grazie a Paolo Canaletti: “Lui ci ha coinvolto. Siamo partiti in tre e ora siamo in venti. Noi vogliamo far vivere le tradizioni” spiegano i fratelli Bruno e Giorgio Nesca. La padella si potrebbe fare al porto, suo luogo storico, ma per coinvolgere di più la città il sindaco ha scelto piazza Napoli. “Ragioni tecniche ci avrebbero costrutto a friggere il pesce altrove e poi a posizionarlo nella padella scegliendo il centro cittadino: per questo restiamo vicino al porto”.

Chiusura affidata a Eugenio Santarelli della Sirio 2006 che fa un appello ai ‘volontari’: “Ci sono giovani e anziani, chi sta seduto con il mal di schiena e che quel giorno viene a infarinare. Per unire ancora di più i volontari nasce il gruppo WhatsApp (371.3343174) ‘Per san Giorgio gruppo spontaneo’ in cui attingere per manifestazioni, per collaborazione. È il gruppo ‘nati con le maniche tirate su’, senza colore politico e con la voglia di lavorare”. Dalla padella alle altre feste, la collaborazione deve e può crescere, almeno questo sperano i sangiorgesi.

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