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Raccolta rifiuti, i conti non tornano. Loira: 'Spese necessarie'. Agostini: 'Chiedi consiglio, ti aiuto'

ceccaraniloira

Agostini: Excelsior, non conosco la sentenza, è chiaro che questa città è ostaggio di troppe cose. Ma se la città deve ripartire, l’unica strada è il porto.

PORTO SAN GIORGIO – “L’Amministrazione comunale non ha aumentato le tasse, ma ha inteso riconoscere una cifra ulteriore alla società Sangiorgio Multiservizi in ragione dell’aumentato quantitativo di rifiuti prodotto nella nostra città rispetto alle previsioni di 6 anni fa, al costo dell’adeguamento dei contratti dei lavoratori e agli investimenti inderogabili sia riguardo le attrezzature (ad esempio la macchina pulisci spiaggia) sia agli interventi presso l’Ecocentro per la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini che frequentano lo spazio”. Così Nicola Loira in Consiglio comunale per motivare il +4% di tari, che per i balneari tocca il +5,5%.

L’opposizione non ha risparmiato critiche. Chi c’era, come Marco Marinangeli, ha sottolineato che “la Tasi e l'addizionale Irpef sono già al massimo del consentito dalla legge e quindi non sarebbe stato possibile incrementare l'imposizione fiscale. Ulteriore gravità è che l'incremento della tari è stato adottato senza un piano industriale scaduto il 31 dicembre 2018”. Chi non c’era, come Andrea Agostini, allarga il tiro.

Andrea Agostini, cominciamo da qui, dalle parole di Loira ‘senza aumentare le tasse’.

“Ovviamente non è vero, l’ennesimo errore prima ancora che di azione di comunicazione di questa Amministrazione. Bastava dire che resta invariato tutto tranne la tassa rifiuti. Se per far tornare i conti, che non riescono a contenere e prevedere, visto che l’aumento della Tari sembra sempre una sorpresa, devono farlo, lo spiegassero”.

Piano industriale della San Giorgio, qualcuno lo conosce?

“Il piano industriale è il loro ed evidentemente lo hanno sbagliato. Ma al di là delle ragioni, ovviamente il mancato contenimento dei costi, siccome governano con numeri importanti, con un’opposizione che non esiste, l’unico disturbo può arrivare dal cittadino che si vede un aumento del 4%, ma i balneari lo ritengono superiore, a sorpresa. Guardate che per chi è nel commercio e nel turismo, con la crisi dirompente, con questi aumenti può solo pensare di andarsene dalla nostra città”.

Aumenta il quantitativo dei rifiuti, il sangiorgese non ricicla?

“Il sangiorgese fa quello che la Sgds fa. I bidoncini con chip stanno solo in un’area. Il problema è nel piano aziendale, ha ragione Loria. Peccato che il piano è loro”.

Poi tante altre voci, dal contratto lavori agli investimenti.

“Ordinaria amministrazione, è la riprova che non hai il controllo della macchina. Sarebbe bastato dirlo che le spese sono aumentate, ma dirlo in maniera chiara. Non camuffando dietro un titolo di non aumento che poi è un testo vuoto”.

Preoccupato in vista dell’estate?

“Sono preoccupato a prescindere dall’estate. Se vogliamo l’estate è l’unico momento di vitalità. Il problema è la normalità della vita a Porto San Giorgio, fatta di desertificazione. Mancano iniziative e ci ritroviamo a svendere le sale per paventati nuovi incassi. Ma non era meglio dire ‘intendo investire in cultura e iniziative’ piuttosto che dire abbasso per guadagnare. A questi prezzi le strutture difficilmente si potranno mantenere, tra luci e sicurezza. Quando il commissario prefettizio stimò quei costi, lo fece per far guadagnare il Comune. Quindi ora l’assessore almeno documenti i costi disservizio, altrimenti siamo al danno erariale. Almeno svendessero per una scelta di investimento in cultura e attrattività. A livello di comunicazione sono proprio poco capaci”.

Agostini, un consiglio a Loira?

“Se mi chiamano li aiuto. Non cerco lo scontro, vorrei collaborare per evitare errori di questo genere. Ma se vengono in Consiglio con le carte piene, poi c’è poco da fare. La mia assenza di ieri era legata a motivi personali, ma a monte ci deve stare la concertazione delle scelte. È mio dovere aiutare la mia città, sono un consigliere, ma l’Amministrazione cerchi e accetti l’aiuto. Purtroppo siamo sempre più indietro a livello territoriale, anche Amandola organizza iniziative migliori delle nostre”.

Agostini, ultima cosa, si sente un po’ di colpe dopo la sentenza sull’ex cinema Excelsior?

“Proprio no. Il convincimento che l’immobile sia del Comune non era solo mia, ma di tutti gli uffici. E il convincimento era anche di Nicola Loira, è lui che ha deciso l’appello. Il contenzioso di primo grado, la sentenza e l’appello non li ho gestiti io. Loira ha fatto la mia stessa scelta: ritenendo il bene fondamentale per la città. Non conosco la sentenza, è chiaro che questa città è ostaggio di troppe cose. Ma se la città deve ripartire, l’unica strada è il porto. È inutile fare progetti con la città, dialoghiamo con il privato per capire se è ancora interessato, altrimenti va sostituito. Questa Amministrazione è purtroppo inerme, sarebbe bastato proseguire sulla strada che avevo tracciato e oggi avremmo un’altra realtà, purtroppo si tende sempre a travisare, ama quando io mi mossi c’era il consenso di Spacca e del privato per poter andare poi al tavolo con la città. Oggi non c’è più nulla e forse non c’è neppure più un privato interessato a investire. Cambiamo questa storia, una città così non va bene a nessuno”.

r.vit.

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