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I balneari fermani tra incudine, proroga ancora non ufficiale, e martello, tasse più alte

beach ceco

Montagnoli: C'è preoccupazione perché ancora non si ha nulla di certo. Questa proroga, che il nostro presidente nazionale chiama ‘diversa scadenza’, è stata annunciata ma ancora non si sa come la otterremo.

di Chiara Morini

PORTO SAN GIORGIO - Sarà presto fatta chiarezza in merito alle modalità operative per l’attuazione della proroga delle concessioni, stabilita circa un mese fa dal governo. Almeno questo è quanto si aspetta la categoria dei balneari dalla conferenza delle regioni che si riunisce giovedì. «Il problema è duplice: da un lato si tratta di definire un modo unitario per attuare queste proroghe, dall’altro vogliamo avere qualcosa in mano prima di investire». A parlare è Romano Montagnoli, vicepresidente dei balneari di Confcommercio Marche Centrali, che aggiunge «C’è preoccupazione perché ancora non si ha nulla di certo. Questa proroga, che il nostro presidente nazionale chiama ‘diversa scadenza’, è stata annunciata ma ancora non si sa come la otterremo». Ovvero come fare per avere un titolo, una documentazione ufficiale, prima di investire?

I balneari chiedono qualcosa di chiaro da poter vantare in eventuali aule di tribunale. L’ultima volta che sono state prorogate, infatti, molti comuni in Italia hanno adottato modalità diverse a seconda dei territori e delle regioni. «Qui però ancora non si capisce a chi chiederla, quanto durerà, come fare ad averla – commenta il presidente dei balneari Carlo Iommi – siamo preoccupati per il lato burocratico della questione».

Dopo che la conferenza delle regioni avrà deciso cosa fare, i balneari della provincia si riuniranno in assemblea per discutere non solo di proroga, ma anche di avvio della prossima stagione balneare. «Se come speriamo ci salveremo dalla Bolkestein rischiamo di essere soffocati dalle tasse – chiude Montagnoli – da una parte la tari, dall’altra l’iva, al 22% sulle spiagge, la più alta rispetto agli altri operatori turistici».

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