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Una casa per i senzatetto a P.S.Giorgio entro il 2019. Gramegna: 'Sei posti all'ex Cespi'

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Dopo una serie di promesse, è arrivata la risposta concreta, anche se ancora sulla carta, da parte dell’amministrazione comunale.

PORTO SAN GIORGIO – Capita che la stampa sia utile. È il caso degli articoli del Resto del Carlino che ha accesso un faro, più volte, sui senzatetto che dormono all’aperto in giro per la cittadina. Dopo una serie di promesse, è arrivata la risposta concreta, anche se ancora sulla carta, da parte dell’amministrazione comunale. “Un tetto e sei posti letto accoglieranno a Porto San Giorgio coloro che ne hanno immediato bisogno”. Le parole sono dell’assessore ai Servizi sociali Francesco Tota Gramegna che è riuscito a trovare le risorse necessarie per realizzare l’annunciata struttura nei locali ex Cespi, in piazza San Giorgio. Il 2019 sarà l’anno dell’allestimento della struttura e dell’apertura del servizio. ovviamente prima del prossimo inverno. “Sia chiaro, le esigenze quotidiane sono garantite dalla rafforzata collaborazione con la Caritas Diocesana. Proprio nei giorni scorsi, lontano dalle cronache, un clochard che si trovata in condizioni fisiche non buone nella zona sud della città è stato soccorso dai vigili urbani del Comune e condotto nelle strutture della Caritas per avere quanto necessario”.

L’assessore entra poi nel dettaglio del progetto che ha sulla scrivania: “Ho avuto un incontro con l’Ambito territoriale 19 e con lo Sprar per definire l’intervento economico di realizzazione e di gestione degli spazi. Entro fine gennaio sono programmati altri confronti per il nuovo Centro. Abbiamo la possibilità che il progetto vada in porto: si tratta di 6 posti letto in due stanze divisi tra uomini e donne nei locali ex Cespi”. Ma non solo: “Un altro progetto che stiamo cercando di portare a termine è quello su altri due alloggi che il Comune possiede nella zona sud della città. Con i referenti del Dipartimento di Salute mentale sono andato a visionare due appartamenti. Stiamo valutando l’idoneità per un progetto di coabitazione, assistenza e reinserimento sociale destinato a pazienti seguiti dai Servizi sanitari. Parliamo, anche in questo caso di almeno altri 6 posti letto”.

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