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'Il maestro ideale, sapiente, che insegna con l'esempio'. L'addio di P.S.Giorgio a Franco Loira

francoloira

Ho visto subito in lui il padre buono di cui ogni bambino avrebbe bisogno per diventare uomo, un padre che ama profondamente sua moglie, suo figlio, la sua famiglia, la sua città e che spende le sue doti migliori per essi, l’intelligenza, la generosità, la sua cultura, il suo sapere”.

PORTO SAN GIORGIO – C’era Porto San Giorgio dentro la chiesa della Sacra Famiglia per dire addio a Franco Loira. Tutti stretti alla moglie Elvirella e al figlio Nicola, il sindaco che dal padre ha ereditato la passione della politica, la correttezza e al capacitò di fare squadra. Un addio composto, come era l’ex sindaco professore, con un solo lungo applauso dopo le parole di Francesco Tota Gramegna. Il vicesindaco ha parlato a nome di tutti, ma soprattutto a nome di chi Franco Loira l’ha conosciuto davvero. Un po’ come Silvio Sebastiani ieri con il suo articolo sul Carlino. “Quando l’ho conosciuto – ha sottolineato Gramegna - subito mi hanno colpito di lui la sobria eleganza e le movenze signorili “misurate” di chi è per natura, ma forse anche per esperienza, abituato a dar valore ad ogni gesto e a vivere con intensità ogni istante”.

Un modo di fare che il figlio fa rivivere ogni giorno. “Ho visto subito le qualità di un maestro ideale, sapiente, che insegna con l’esempio più che con le parole, che non assume l’atteggiamento paternalistico di chi è arrivato e sa già tutto, un maestro autorevole che non si sostituisce all’allievo, ma lo lascia libero di scegliere e di agire perché ha fiducia in lui e gli ha già fornito gli strumenti necessari per farlo, i punti di riferimento, i valori ideali, la bussola per orientarsi.

Ho visto subito in lui il padre buono di cui ogni bambino avrebbe bisogno per diventare uomo, un padre che ama profondamente sua moglie, suo figlio, la sua famiglia, la sua città e che spende le sue doti migliori per essi, l’intelligenza, la generosità, la sua cultura, il suo sapere”. È questo il passaggio che ha toccato di più Nicola Loira, che ha visto davanti agli occhi correre le immagini di bambino e poi adolescente cresciuto in mezzo alla politica e all’amore di alunni che sognavano un padre come il suo. “Lo sguardo buono dell’uomo giusto che è vissuto e vive per costruire il bene comune e che non dà peso alle polemiche sterili o ai particolari insignificanti perché orientato a quel bene. Ho notato nel suo sguardo, integro e limpido, anche l’espressione malinconica, ma non nostalgica, di chi ha intravisto nei propri sogni la giustizia, la pace tra gli uomini, la città ideale e non ha smesso mai di cercarla e di credere di poterla realizzare, ma soffre per i mali che ogni giorno affliggono gli uomini”. Tante parole, ma del resto le ha racchiuse tutte Gramegna nel suo intervento, prima che la folla accompagnasse la famiglia di Franco Loira verso il cimitero accompagnati dai tre parroci sangiorgese: don Piero Quinzi, don Mario Lusek e don Pietro Gervaso.

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