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Il premier Conte tra Whirlpool e terremotati: “Ricostruzione difficile, massimo impegno”. Il vescovo: "Scopa nuova pulisce meglio” VIDEO

contearquata

Tema caldo, affrontato con il sindaco di Comunanza, di Amandola e di una decina di comuni a cavallo tra i due lati dei Sibillini, è quello dei 131 licenziamenti previsti alla Whirlpool.

di raffaele Vitali

ARQUATA – “Mi rendo conto che la ricostruzione sarà molto difficile”. Non è giorno di proclami per il premier Giuseppe Conte: Non sono qui per fare promesse o annunci, ma per capire, per rendermi conto” ribadisce dopo aver visitato Amatrice, Accumoli e infine Borgo 1, uno dei centri realizzati nel comune di Arquata del Tronto dopo il sisma che nel 2016 ha distrutto case e ucciso decine di persone.

Arriva in ritardo, ma dall’auto scende e subito rasserena i tanti cittaidni che l’hanno atteso. Sguardo rassicurante, tono pacato, voglia di ascoltare. Parla con i sindaci, tanti quelli che hanno scelto di indossare la fascia e attenderlo a bordo strada, insieme a chi ha perso tutto. Parla con il presidente della regione Marche, Luca Ceriscioli, che gli ha preparato un pacchetto di quattro semplici norme per agevolare la ripartenza. Parla con il primo cittadino di Comunanza, di Amandola e di una decina di comuni a cavallo tra i due lati dei Sibillini che stanno rischiando di perdere 131 dipendenti alla Whirlpool. “Ma dobbiamo calcolare che sono almeno tre volte tanti ragionando sull’indotto” precisa Ceriscioli dando pieno sostegno alle maestranze.

Sono tanti i dossier che ha in mano il neo premier e tanti altri se li ritrova dopo ogni passo. C’è la lettera degli abitanti di Montegallo, strozzati da una strada chiusa, c’è quella delle piccole frazioni che si sentono sole, isolate e priva di servizi, ci sono quelle di chi ancora aspetta che vengano portate via le macerie, c’è quello che gli ha presentato la commissari Paola De Micheli, arrivata prima del premier e subito presa d’assalto dai sindaci per avere chiarimenti e risposte.

Macchina complessa quella del sisma e Conte lo ha capito in mezza giornata dopo che con mano ha potuto toccare i cippi che ricordano le vittime, le mura delle nuove casette, “che almeno sono basse e non crolleranno” ribadisce una delle residenti, e passare tra le strade ancora traballanti in molti punti, “ma su sui stiamo lavorando senza sosta” ribadiscono due uomini con giubbino dell’Anas addosso.

Le richieste sono semplice: meno burocrazia, più potere alle amministrazioni locali, risorse certe. “Una richiesta è inderogabile: il rinnovo degli ammortizzatori sociali per non strozzare le imprese che già faticano a ripartire” chiede Ceriscioli a nome delle istituzioni, ma anche di Confindustria che si è presentata con il presidente Simone Mariani. Tanti esponenti dalla Lega, che sono ormai il tramite tra i primi cittadini e il Governo. E se di Whirpool si è parlato e forse si tornerà a parlare a breve, merito va agli operai, ai sindaci e a chi ha preso a cuore una vicenda che il 6 luglio sarà sul tavolo del Mise: “Ci ha promesso che ne parlerà quanto prima con il ministro Di Maio, dobbiamo essere fiduciosi” ribadiscono i sindacalisti Uilm e Fiom.

La gente esce dalle case, vuole incontrarlo, fargli capire che nelle aree costruite manca anche la fontanella, “ci penso io a dirlo alla Ciip” interviene Ceriscioli, ma che soprattutto serve il ritorno di più persone possibili, altrimenti si muore. Un modo ci sarebbe: il lavoro. “Della Valle ha fatto tanto, ma è stato il solo. Servono altre imprese che come la Tod’s diano spazio ai nostri giovani, se no chi torna?” ribadisce Petrucci. E Conte incassa, del resto da professore ha una buona memoria.

Non resta che sperare che abbia ragione il vescovo Giovanni D’Ercole: “Scopa nuova pulisce meglio”. Vogliono crederci i residenti dei comuni terremotati, ma sono anche stanchi di parole: “Vogliamo i fatti, vogliamo vedere che quello che ci hanno detto in tv ora lo fanno”. Quando? “Prima terminiamo la riperimetrazione, poi potremo partire con la ricostruzione. È un lavoro lungo, ma questo permetterà di superare molti problemi tecnici e normativi” prova a rassicurare il governatore delle Marche. “Il problema – conclude il presidente del consiglio -  non è solo finanziario, per semplificare il piano burocratico ci sono passaggi molto complessi. Non prometto nulla, mi impegnerò con tutto il Governo con ministri competenti e parlamentari che mi appoggiano. Quanto prima vareremo il decreto che sarà lo strumento per avviare la ricostruzione”. 

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