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De Micheli e Montegallo come simbolo: "Renderò le norme della ricostruzione più agili. E lo faremo capire a tutti"

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“Quanto realizzato è la sintesi di cosa possa produrre la bellezza della solidarietà di cui il nostro Paese è ricco. Insieme possiamo superare tutti i momenti più difficili” prosegue il presidente della regione Marche, Luca Ceriscioli.

di Raffaele Vitali

MONTEGALLO – “Questo terremoto ha avuto più finanziamenti immediati di altri sismi – sottolinea la commissaria Paola De Micheli - ma molte opportunità non vengono colte per mancanza di informazioni. Realizzeremo a breve dei vademecum per informare i sindaci, i professionisti e i cittadini sulle opportunità che la ricostruzione offre. Quella privata sta procedendo, occorre accelerare quella pubblica perché le comunità si riuniscono, si indentificano e si riaggregano attorno agli spazi e ai servizi pubblici”.

Dietro le sue spalle la struttura in legno che ospiterà ambulatori sociosanitari su una superficie di 60 mq, due esercizi commerciali e due ristoranti per un totale di 240 mq. Il tutto a Montegallo, uno dei comuni dei Sibillini più colpiti, ma anche uno di quelli più indietro da tutti punti di vista, dalla demolizione delle case danneggiate alla ricostruzione completamente ferma, in ogni frazione. La struttura è stata donata dalla regione Emilia Romagna, che adottò Montegallo per diversi mesi, prima di trasferirsi nel maceratese. Avrebbe voluto fare anche di più il presidente emiliano Bonaccini, ma tra burocrazia e incapacità locali non gli è riuscito.

Le strutture sono state realizzate grazie a una cordata di imprese e di enti pubblici emiliano-romagnoli, capitanati dalla onlus "Tutti insieme a Rovereto e S. Antonio" nata nel 2012 nel territorio del Comune di Novi (Modena) e capofila di "Insieme per ricostruire". La Regione Marche allestirà gli interni, per una spesa complessiva di circa 180 mila euro, in modo da rendere operativo il centro entro Natale. “La sfida del terremoto la vinciamo con la ricostruzione delle Marche, la terra più devastata dal sisma” ha ribadito la de Micheli. “Quanto realizzato è la sintesi di cosa possa produrre la bellezza della solidarietà di cui il nostro Paese è ricco. Insieme possiamo superare tutti i momenti più difficili” prosegue il presidente della regione Marche, Luca Ceriscioli.

“Quando siamo stati chiamati dal Governo a intervenire qui, lo scorso anno, abbiamo messo in campo tutta la forza possibile, memori della solidarietà che solo quattro anni prima avevamo ricevuto per il sisma emiliano, una solidarietà che allora ci consentì di rialzarci in piedi e guardare con fiducia al futuro. Circa mille volontari emiliano-romagnoli hanno operato a Montegallo, con l'Anci, i funzionari di Protezione civile, il personale tecnico, sia nella fase di prima emergenza, sia in quelle successive di stabilizzazione e ricostruzione. Un impegno che ci rende orgogliosi”. Oltre a questa struttura l’Emilia ha donato alle zone terremotate fino a oggi 1 milione e 600 mila euro tra fondi regionali e donazioni di privati in progetti di ricostruzione a Caldarola, San Severino Marche, Visso e Crognaleto. Questo come regione, mentre a Montegallo hanno agito le imprese costruendo la Cittadella commerciale e sanitaria.

“Era il 25 settembre 2016, appena un mese dopo il sisma in Italia centrale, quando a Montegallo veniva inaugurata la 'Cittadella della solidarietà’ realizzata dall'Emilia-Romagna. Scuola, Comune, farmacia, chiesa e la sede del Corpo forestale dello Stato trovavano spazio in 43 moduli prefabbricati (2.500 metri quadri) frutto di donazioni delle imprese. A metà ottobre i campi della prima emergenza venivano chiusi con un bilancio che registrava 458 prestazioni sanitarie fornite al presidio medico avanzato. Al lavoro per la comunita': 36 infermieri, 13 medici, 3 autisti per 2 ambulanze, 6 veterinari. Nello stesso tempo era stata costituita una rete di assistenza con medici di base, assistenti sociali e psicologi del territorio per fornire sostegno alla popolazione” ricorda l’assessore Gazzolo. Ma non solo, perchp l’Emilia Romagna ha mandato tecnici amminsitrativi, assisteni sociali, informatici: 1.700 volontari emiliano-romagnoli sul campo. Che superata la fase delle scosse soo poi diventati fondamentali durante la maxi nevicata.

Ora bisogna accelerare, lo sanno tutti: “Il lavoro al servizio delle popolazioni terremotate non conosce pause e all'inizio della prossima settimana depositerò in Senato nuove norme per ridurre ulteriormente la burocrazia” ribadisce la De Micheli. “Con la giornata di oggi – conclude la commissaria - sono trascorsi 54 giorni dalla nomina di commissario straordinario del terremoto e mi rendo conto che dobbiamo comunicare meglio ai cittadini la grande mole di norme che abbiamo prodotto, comprese tutte le agevolazioni che non conoscono e quei diritti che talvolta non sanno esercitare”.

@raffaelevitali

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