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Terremoto, un anno dopo: Pescara del Tronto. Il silenzio, i morti, la campana (video)

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È la campana del campanile di Pescara del Tronto, è il simbolo della città e alle 3.36 diventa il suono che accompagna, uno a uno, i nomi delle vittime. Tanti, troppi, anche per chi c’era quel giorno, come i volontari della Protezione Civile di Fermo, di nuovo in prima linea per supportare la comunità (VIDEO).

di Raffaele Vitali

PESCARA DEL TRONTO – Bastassero le stelle a dare speranza. Perché sopra il cielo di Arquata, alle 3.36 del 24 agosto ce ne erano migliaia. Ma sono stelle e stanno in alto, lontane. Davanti agli occhi di mille persone ci sono invece le macerie.

Nessun parola, solo voglia di stare insieme per chi a Pescara del Tronto ha perso la casa, un figlio, il marito o la moglie, un amico. “IN questo terremoto 100 persone mi hanno lasciato. Qui, mentre io riuscivo a uscire da casa con mia moglie e i miei due figli, ad Amatrice e Accumoli. Ci conoscevamo tutti, bene. Oggi non ci sono più. E a me fa rabbia vedere queste fiaccole, queste persone, chi non salutava fino a un anno fa, chi dovrebbe fare qualcosa e invece ci lascia in una stanza d’albergo da un anno”. Lo sfogo è di uno dei tanti sopravvissuti. Ha gli occhi lucidi, ma la stretta di mano è forte. Non sa se commuoversi o esplodere, non sa se seguire il silenzio di questo 24 agosto 2017 o il boato insanguinato del 24 agosto 2016.

La fiaccolata è breve, ma ti entra dentro con il suo incedere lento, fatto di piccoli passi durante cui nessuno parla. Nessuno. Le parole le spenderà il vescovo D’Ercole, che ha fortemente voluto questa lunga veglia fino alle 3.36, quando il silenzio, fino a quel momento rotto dal vociare e dalle preghiere, diventa la casa di risonanza per la campana (VIDEO).

È la campana del campanile di Pescara del Tronto, è il simbolo della città e alle 3.36 diventa il suono che accompagna, uno a uno, i nomi delle vittime. Tanti, troppi, anche per chi c’era quel giorno, come i volontari della Protezione Civile di Fermo, di nuovo in prima linea per supportare la comunità (VIDEO). Ma ogni rintocco, seguito da una luce che si accende e dallo sguardo verso il cielo dei mille partecipanti, è un colpo alle coscienze, ai ricordi. Di lato, tutti in linea, ci sono i politici, i vertici della Regione Marche. Gli assessori Sciapichetti e Casini, molti sindaci, il presidente della Provincia. Non è tempo di parole, ma di osservare e nel silenzio ascoltare le parole di uno dei tanti sopravvissuti, di chi ce l’ha fatta a uscire da quelle macerie che comodamente restano ferme da un anno. In attesa di qualcosa che mai, per Pescara, ci sarà: la ricostruzione.

La notte durante la fiaccolata ha nascosto tutto, ma prima di ripartire si accendono i fari di vigili del fuoco, polizia, protezione civile e allora, il silenzio diventa rabbia, diventa commenti, diventa delusione, diventa realtà. Non fatta di morti, quelli sono stati ricordati con la campana, ma di impotenza. Che è l’avversario dei prossimi anni.

@raffaelevitali 

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Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

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