09242017Dom
Last updateLun, 25 Set 2017 7am

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

La crostata e il sorriso della signora Anna per Gentiloni: c'è chi crede nella ricostruzione

annapiedilama

Lo capisce anche Gentiloni, che in questo è l’opposto del suo predecessore Renzi: “Non posso escludere che non ci siano difficoltà, perché sarei un pazzo, siamo di fronte ad un compito enorme, ma abbiamo un buono impianto, risorse economiche necessarie e l'impegno di tutti". (VIDEOINTERVISTA AL PREMIER)

di Raffaele Vitali

ARQUATA DEL TRONTO – La pinza gigante del genio civile lavora senza sosta. Sta arrivando il premier Gentiloni (VIDEOINTERVISTA) e l’immagine deve essere quella di azione. Così si presenta Piedilama, frazione di Arquata del Tronto dove da oggi sedici casette hanno un nuovo padrone. Una famiglia con quattro figli è entrata nella casa di 80 metri quadri. Poi tante persone sole, come la signora Anna Maria, per tutti Anna. Ha 72 anni, è vedova, ma ha una meravigliosa nipotina che la verrà a trovare d’ora in poi lì, dove alzando lo sguardo si vede il Vettore.

“Sono felice, come potrei non esserlo. Finalmente torno nella mia terra” sottolinea la signora Anna. Che ha un sorriso stampato sul volto. Un sorriso vero, di chi ora vuole guardare il positivo, senza volgere lo sguardo alle case crollate a cento metri da lei. “Lo so che lì ci sono le macerie, ma da oggi ho una casa qui, dove vivranno le persone che conosco”. Sono 33 i residenti, divisi in sedici casette. “Ho un solo dubbio: non è che – commenta un altro nuovo residente – sono venute troppo bene? Me lo chiedo, perché, chissà…”. E si ferma, non aggiunge altro. Ci pensa la signora Anna a dire quello che pensano gli altri al premier Gentiloni, che si ferma dieci minuti dentro casa con l’arzilla 70enne. “Gentiloni sa quello che voglio: ho chiesto di poter vedere la mia vera casa entro 7-8 anni. Sono disposta a resistere per questo tempo. Ma voglio rivedere casa mia”. La reazione del premier è stata silenziosa, come consuetudine. Ha alzato le spalle, ha detto sussurrando ‘speriamo’ confessa la signora Anna.

Nessuna promessa da titolo di giornale per Gentiloni, se non fosse per le macerie: “La rimozione è uno degli argomenti importanti del percorso di ricostruzione, è un segnale indispensabile per guardare al futuro”. Non è questione di accelerare, a di fare e fare bene: “L'obiettivo di queste visite - ha aggiunto - è da una parte dare atto al lavoro che si sta facendo da una decina di giorni da parte del genio dell'Esercito per la rimozione delle macerie, dall'altro è un'occasione per esprimere solidarietà ai sindaci e alle autorità locali, anche per rendersi conto dei problemi ed esercitare la pressione che è necessaria esercitare. Dobbiamo lavorare - ha ribadito - perché le strozzature, le difficoltà che si possono manifestare siano affrontate”.

Ascoltano al suo fianco il presidente della Regione Luca Ceriscioli, il commissario Vasco Errani, il prefetto Stentella di Ascoli e il capo della Protezione civile Borrelli. Tutti uniti al sindaco Petrucci, simbolo di un comune che sta reagendo e ripartendo. Con fatica, con qualche polemica, come quella dell’area a bordo strada in cui è stata posizionata Pescara del Tronto, ma anche con determinazione. “Tutto potrebbe essere meglio - ribadisce la signora Anna che ha offerto una crostata al premier – m bisogna accontentarsi. Se mi davano 5 metri in più avrei avuto una stanzetta per ospitare mia figlia e mia nipote, pazienza”. E su questo ha ragione, perché 40 metri quadri sono un bilocale piccolo. Ma è quanto definito per chi è solo o in coppia.

Il premier passeggia, osserva dopo essere atterrato con l’elicottero e poi, dopo un’ora riparte. Con i militari, è arrivato ad Arquata anche il generale Graziano, ha fatto il punto sulle macerie da rimuovere, con Petrucci sulle mancanze di una crescita che deve proseguire, con Ceriscioli delle criticità della ricostruzione, con i residenti il punto su quelle casette, “simbolo della ripresa, che non devono fermare la rinascita. Quella per cui Ceriscioli, con franchezza, definisce “complessa”. Per tanti motivi: “Il più delle volte, l'immagine che si ha di questi luoghi è come quella della pianura padana. Se si vieni qui ci si accorge della complessità degli interventi che si stanno effettuando: di grado medio o di grado più complesso. Quello che stiamo costruendo le chiamano casette ma sono delle vere e proprie case".

Che non significa fermare la ricostruzione, ma affrontare con serietà la questione: “Siamo consapevoli che la ricostruzione in questi luoghi non sarà veloce. Anche la scelta di ricostruzione per le varie frazioni - aggiunge Ceriscioli - è stata fatta per mantenere l’identità di questi luoghi, aumentando la complessità, ma restituendo la vita dove c’era”. Quella vita che ora tornerà a pulsare, rompendo l’incredibile silenzio che domina dopo il ceck-point dell’esercito che blocca la strada che porta a Pretare e poi su, dentro i Sibillini dove volano le aquile ma anche qualche residente che non riesce a stare a casa dalla propria terra. Lo capisce anche Gentiloni, che in questo è l’opposto del suo predecessore Renzi: “Non posso escludere che non ci siano difficoltà, perché sarei un pazzo, siamo di fronte ad un compito enorme, ma abbiamo un buono impianto, risorse economiche necessarie e l'impegno di tutti. Penso che ce la possiamo fare”. Possiamo? Il verbo giusto è dobbiamo.

@raffaelevitali

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.