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Controlli a tappetto sui furbetti: Castelli guida la crociata sui rimborsi da 5mila euro post terremoto

palazzocapitani

Il sindaco di Ascoli Piceno: "Una norma che, d’altro canto e paradossalmente, in sede applicativa ha penalizzato sicuramente molti soggetti che avrebbero avuto pieno diritto di ottenere l’indennità ma che per rigore e scrupolo intendeva suffragare in modo particolarmente oggettivo il loro diritto”.

ASCOLI PICENO – Cinquemila euro per chi e per quale motivo? Il sindaco di Ascoli, Guido Castelli, vuole che si faccia chiarezza sulle indennità una tantum di 5mila euro per sospensione delle attività professionali a causa del sisma. Vuole che facciano chiarezza le autorità, dalla Regione, e verifichino la fondatezza e la legittimità delle richieste avanzate dai lavoratori autonomi che hanno voluto avvalersi di quanto stabilito all’articolo 45, comma 4, del D.L. 189/2016. “Questi controlli dovranno essere svolti a tappeto, con rigore e inflessibilità, per evitare che avvenga la cosa più odiosa e cioè che vengano messi sullo stesso piano i furbi in vena di sciacallaggio e coloro che, al contrario, si trovavano nel pieno diritto di conseguire l’indennità. Detto questo, non ci si può esimere tuttavia dal sottolineare che i furbetti del terremoto si sono inseriti tra le maglie di una norma scritta male e applicata peggio” ribadisce il sindaco. Sono 5mila le richieste nelle tre provincie terremotate, la maggior parte nel maceratese, poi l’ascolano e infine poche centinaia nel Fermano.

“Una norma troppo generica nei presupposti e che ha aperto la strada - almeno potenzialmente - a coloro che potrebbero aver dichiarato l’avvenuta “sospensione” dell’attività causa proprio sulla base di elementi artificiosi. Una norma che, d’altro canto e paradossalmente, in sede applicativa ha penalizzato sicuramente molti soggetti che avrebbero avuto pieno diritto di ottenere l’indennità ma che per rigore e scrupolo intendeva suffragare in modo particolarmente oggettivo il loro diritto” prosegue il primo cittadino.

“Entriamo nello specifico: Come è noto, Il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 14.4.2017. Per la presentazione delle domande era sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui si dichiarava di aver sospeso l'attività a causa del terremoto. Ciò nonostante molti soggetti, per amore di trasparenza, hanno ritenuto di attendere - prima di formulare l’istanza - i provvedimenti ufficiali attestanti l’inutilizzabilità degli uffici o delle sedi aziendali. In realtà è frequentissimo il caso, soprattutto nella nostra Città, di ordinanze emesse successivamente al termine del 14/04/2017 o di professionisti che, sebbene le ordinanze fossero antecedenti alla 14.4.2017, ne hanno avuto notizia solo successivamente essendo meri affittuari dell’immobile oggetto dell’ordinanza. Insomma la norma ha certamente scoraggiato quanti intendevano suffragare oggettivamente la propria istanza e sicuramente non dissuaso i temerari che volevano provarci”.

Teme che venga messo in dubbio, di nuovo, il sistema della ricostruzione: “Bisogna recuperare i soldi consegnati ai furbi e riassegnarli a coloro che, anche dopo il 14 aprile, sono in grado di dimostrare inconfutabilmente il loro diritto a ricevere l’indennità. Ne parlerò con Errani: la situazione è troppo grave per non meritare un intervento del commissario”.

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