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Lago di Pilato, dopo il bagno dei nudisti arrivano i controlli: carabinieri e guide

lago pilato monte vettore 041

Diventa così fondamentale, oltre al comportamento civile di chi lo raggiunge, il controllo. A questo deve pensare chi guida il Parco nazionale dei monti Sibillini assieme ai Carabinieri Forestali.

È l’estate del lago di Pilato. Prima è stato dato per morto, con fantomatiche notizie di scomparsa smentite nel giro di pochi minuto da due scatti fotografici; poi è diventato la piscina di un gruppo di turisti nudisti. Ci sarebbe da ridere pensando alla notizia che lo aveva dato per prosciugato, ma non si può sorridere perché fare il bagno dentro le sue acque azzurre e gelide mette a rischio l’ecosistema.

Diventa così fondamentale, oltre al comportamento civile di chi lo raggiunge, il controllo. A questo deve pensare chi guida il Parco nazionale dei monti Sibillini assieme ai Carabinieri Forestali. “Tutelare il lago di Pilato è un dovere per tutti, non solo per l’ente che presiedo. La consapevolezza del valore di questo bacino lacustre, sia dal punto di vista ambientale che scientifico, deve muovere tutti, turisti compresi, ad avere il massimo rispetto per quelle acque che, tra l’altro, ospitano una specie endemica, il Chirocefalo del Marchesoni, la cui sopravvivenza è legata anche a precise disposizioni che non consentono, ad esempio, di avvicinarsi alle rive del lago per salvaguardare le uova di questo minuscolo crostaceo” spiega il presidente del Parco Olivieri.

“Proprio in questi giorni, il Parco ha avviato, tramite le guide del Parco, il servizio di monitoraggio dei siti più delicati, tra cui il lago di Pilato, per informare e sensibilizzare i visitatori affinché abbiano un comportamento consapevole e rispettoso. Ci appelliamo dunque al buon senso di tutti, affinché sia scongiurato il ripetersi di situazioni simili, che possono creare un danno non solo al delicato equilibrio biologico del Parco ma anche un danno d’immagine a tutto il territorio”.

Per chi volesse raggiungere il lago di Pilato, a seguito degli eventi sismici, non è ancora consentito il percorso da Foce, “mentre è fortemente sconsigliato da Forca Viola in quanto il sentiero passa sotto a pareti di roccia presumibilmente instabili”. La discesa dal rifugio Zilioli richiede invece esperienza in montagna per il superamento di tratti su roccia e buona conoscenza dell'area in quanto non vi sono sentieri. “Forca di Presta – conclude il presidente - è ora raggiungibile solo da Norcia”.

r.vit.

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