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In volo col drone sul lago di Pilato: "Il Chirocefalo sta bene, può resistere anni senza acqua"

Drone sopra al Lago

L'ente Parco dei Sibillini: “Lo specchio d'acqua c'è, anche se con una quantità di acqua inferiore rispetto a quanto registrato mediamente nello stesso periodo. Occorre ricordare che le dimensioni e la portata d'acqua dipendono principalmente dalla distribuzione delle precipitazioni".

di Raffaele Vitali

I Sibillini sono vivi. Dopo la spedizione di giornalisti tra la Gola dell’Infernaccio e l’eremo di San Leonardo (LEGGI), ecco quella degli esperti al Lago di Pilato, il piccolo angolo di natura che non ha eguali nel mondo.

“Lo specchio d'acqua c'è, anche se con una quantità di acqua inferiore rispetto a quanto registrato mediamente nello stesso periodo. Occorre ricordare che le dimensioni e la portata d'acqua dipendono principalmente dalla distribuzione delle precipitazioni: il lago è infatti alimentato soprattutto dallo scioglimento delle nevi” precisano i vertici del Parco dei Sibillini.

Quello che ha preoccupato gli espetti son le numerose frane, soprattutto nella parte rocciosa del Pizzo del Diavolo, che richiedono una più approfondita valutazione del rischio di possibili altri crolli. Un rischio che non riguarda gli uomini, visto che il sentiero da Foce è inagibile e il transito fino a Forca di Presta è bloccato in quanto la strada da Montegallo è interrotta.

In azione i tecnici dell'ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale), il geologo Paolo Guarino e l'idrogeologo Lucio Martarelli per effettuare rilievi idrogeologici nel bacino del lago servendosi anche di un drone (foto) per riprese video.

Non facile arrivarci, ma le guide alpine hanno saputo scortare in sicurezza il Presidente dell'Ente Parco Oliviero Olivieri, il biologo del Parco Alessandro Rossetti, le guide del Collegio Regionale Guide Alpine Marche, Marco Vallesi e Tito Ciarma, l'accompagnatore di media montagna Fabio Micini, la zoologa Sara Marini e i Carabinieri forestali, il Tenente Colonnello Roberto Nardi e Giuseppina Fedeli.

È stata effettuata anche una rilevazione gps dai carabinieri forestali per perimetrare il lago in modo da confrontare l'estensione del bacino con le rilevazioni del passato e quelle che verranno effettuate nei prossimi giorni. La presenza della zoologa Sara Marini è servita anche a un rilevamento di eventuali camosci, che però nella giornata di ieri non sono stati rilevati. “È iniziato un lungo lavoro che comporterà il monitoraggio dei sentieri del Parco che volgiamo rendere fruibili e sicuri. Tra le diverse iniziative pensiamo anche di collocare strutture in legno a fianco dei rifugi non agibili per consentire agli escursionisti la possibilità di pernottare”.

E il chirocefalo del Marchesoni come sta? La risposta al naturalista del Parco, Alessandro Rossetti: “Non vi è pericolo nel breve periodo per la sua incolumità in virtù del fatto che le uova di questo crostaceo hanno la capacità di resistere per anni anche in assenza di acqua. È però fondamentale il rispetto dell'area per impedire che le uova, nascoste tra la ghiaia ora all'asciutto, vengano accidentalmente distrutte dal calpestio dei frequentatori del bacino che in alcuni periodi possono raggiungere le diverse centinaia al giorno. Per cui, dal momento in cui sarà di nuovo possibile raggiungere il sito, è necessario attenersi scrupolosamente alle indicazioni di rispetto dell'area in prossimità del lago”.

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