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Mattarella tra le macerie riparte con il 'cacio amico' fatto con il latte delle stalle dei Sibillini

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Il Presidente della Repubblica: “E’ normale che il pensiero vada ai momenti difficili vissuti, ma dovete avare fiducia, i Natale e Capodanno nei prossimi anni torneranno belli come prima”.

ARQUATA – “I bambini pensavano venisse un sosia. Erano così emozionati” racconta un maestra. E proprio dai bambini, dalla scuola, è partito Sergio Mattarella, del resto per il presidente della Repubblica scuola e giovani sono i pilastri da cui ripartire nelle zone colpite dai terremoti dell'Italia Centrale.

Alle porte del Natale e all'indomani del decreto approvato definitivamente alla Camera, il capo dello Stato sceglie di visitare Amatrice, Acquasanta e Pescara del Tronto. Tre realtà diverse in cui Mattarella registra, tuttavia, i primi segni di rinascita. Parte da Amatrice, dalla scuola Romolo Capranica, un edificio antisismico costruito ex novo nella frazione di San Cipriano. Entra in ogni classe Mattarella e riceve regali fatti dai bimbi. “La scuola è una garanzia del futuro per tornare come si era prima e voi dovete reggere gli adulti nella speranza” ribadisce. “E’ normale che il pensiero vada ai momenti difficili vissuti, ma dovete avare fiducia, i Natale e Capodanno nei prossimi anni torneranno belli come prima”.

Una fiducia che Mattarella registra non solo nei giovani di Amatrice, ma anche in quelli di Acquasanta, dove è accolto da 140 alunni della nuova scuola antisismica. “Distruzione e rinascita sono i due aspetti - come osserva il presidente delle Marche Luca Ceriscioli - della visita di Mattarella nei due comuni del Piceno”. Ad Acquasanta emergono i primi segnali di una ripresa; a Pescara del Tronto invece ricostruire risulterà un'impresa. Ed lì che il capo dello Stato entra nel paese in macerie. “Qui la ricostruzione sarà impegnativa” ammette Mattarella che agli sfollati ribadisce però, agli sfollati che “non c’è pericolo che qualcuno venga dimenticato”.

Questo perché l'emergenza terremoto “è una priorità avvertita da tutti gli italiani. Quello che è indispensabile e che sarà fatto è non abbassare mai l'attenzione e l'impegno nel corso del tempo”. Parole accolte dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi: “Sono fondamentali all'indomani della crisi di governo”.

Una visita importante, toccante, con un omaggio finale che Mattarella si porta come simbolo a Roma. La Coldiretti di Ascoli Fermo gli ha donato una forma di 'Cacio amico’, un formaggio fatto con il latte delle stalle terremotate delle Marche. UN formaggio che nasce da un'idea di Coldiretti Marche d'intesa con Martarelli Formaggi di Camerata Picena (Ancona). Il caseificio ritira il latte di mucca e di pecora da una ventina di stalle che si trovano nei comuni del cratere delle province di Ascoli, Fermo e Macerata e lo trasforma in forme del peso di quasi un chilo. Il formaggio viene venduto al prezzo di 13 euro, che, esclusi i costi vivi di produzione, vengono devoluti ai territori colpiti dal sisma.

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L'inno dei bimbi per Mattarella

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