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Omicidio Di Silvestre, almeno due i killer. Telecamere e testimonianze per capire

carabinieri web 3

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire il percorso fatto dalla Bmw dotata di Gps, elemento che ha permesso di ricostruire alcuni passaggi, da quello davanti allo stadio Del Duca di Ascoli, alla sosta dal benzinaio di Montalto, fino all’abbandono a Porto Sant’Elpidio.

PORTO SANT’ELPIDIO – Ci sono almeno due persone dietro il brutale omicidio di Demetrio Di Silvestre, il piccolo imprenditore edile i cui resti sono stati trovati carbonizzati lo scorso 16 novembre alle pendici del monte dell'Ascensione ad Ascoli Piceno.

Gli inquirenti, guidati dal sostituto procuratore Monti, stanno cercando di ricostruire il percorso fatto dalla Bmw dell’uomo. Un’auto dotata di Gps, elemento che ha permesso di ricostruire alcuni passaggi, da quello davanti allo stadio Del Duca di Ascoli, alla sosta dal benzinaio di Montalto, fino all’abbandono a Porto Sant’Elpidio lungo la Statale dopo un’ulteriore sosta nel parcheggio del centro commerciale Auchan, dove le telecamere hanno inquadrato un uomo di corporatura robusta.

Ora le indagini si concentrano in Abruzzo, da dove era scomparso Di Silvestre, che viveva a Tortoreto con moglie e figlio. È atteso per domani l'esito ufficiale dell'esame del Dna sui resti trovati nei pressi della frazione di Morignano, confrontati con un tampone prelevato al figlio della vittima. L'esame è stato affidato al professor Adriano Tagliabracci. In mano alla Procura e ai carabinieri di Ascoli ci sono comunque già molti elementi che portano all'identificazione della vittima in Di Silvestre.

I carabinieri stanno cercando immagini registrate dalle telecamere di sicurezza dislocate lungo tutto il percorso che ha portato l'auto di Di Silvestre anche sul luogo dove i resti sono stati orribilmente bruciati. Gli inquirenti stanno sentendo persone che nel recente passato hanno avuto a che fare con Di Silvestre, per questioni di lavoro e non. Il sospetto è che sia stato attirato nel Piceno in una trappola per punirlo, è una delle ipotesi, per avere cercato di aiutare una persona in difficoltà. Un omicidio, quindi, che nulla avrebbe a che fare con l’attività edile dell’imprenditore.

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