11202017Lun
Last updateDom, 19 Nov 2017 10pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Intervista. Andrea Della Valle: "Creiamo posti di lavoro, ma pensiamo anche ai più piccoli: li faremo divertire col calcio"

arquataragazzi
andreadiegomario

I fratelli Tod's ad Arquata per il lancio della nuova fabbrica: "Per quanto riguarda il Maceratese, proprio oggi siamo riusciti a sistemare venti famiglie di Tolentino che lavorano in una azienda di pellami che è nostro partner fedele da anni e che stavano ancora in auto".

di Raffaele Vitali

ARQUATA DEL TRONTO – Tutti con la testa all’insù a guardare l’elicottero che si avvicina. Volontari e cittadini con il cellulare in mano per fotografarlo, visto che per una volta non era un mezzo delle forze dell’ordine. Scendono Diego e Andrea Della Valle, assieme a Mario Andrenacci, l’uomo scelto per gestire il mondo sociale a cui la famiglia Tod’s sta dedicando sempre più tempo e risorse. L’acquisto dei terreni per la nuova fabbrica ad Arquata serve anche per parlare di altre iniziative senza limiti di età.

Andrea Della Valle, lei per tutti è il volto della Fiorentina. Dopo il terremoto ha pensato a qualche iniziativa per coinvolgere i ragazzi sfollati, quelli che amano il calcio?

“Stavo pensando anche io a qualche iniziativa per portare un po’ di serenità. Mia figlia ha 12 anni, il terremoto l’ha sentito sulla costa e ancora non riesce a dormire, quindi la problematica dei più piccoli è parte del mio cuore. L’idea è coinvolgere più territori terremotati”.

Non solo Arquata quindi?

“Noi abbiamo aziende anche a Tolentino e San Severino, oltre che a Comunanza. Sto pianificando una iniziativa che metta tutti insieme. Una giornata da passare o con noi a Firenze o portando una parte del mondo del calcio in quest’area. Siamo una delle prime società che hanno destinato l’intero incasso di una partita ai terremotati. Ora starà a Mario Andrenacci decidere come spendere quei soldi tra Amatrice e Arquata”.

Si aspettava una accoglienza così ad Arquata?

“Non mi aspettavo di avere di fronte tanti giovani. Spesso in questi momenti, soprattutto nei paesi, la risposta maggiore arriva dagli anziani. E invece, davanti a noi oggi c’erano i giovani. Quelli su cui noi investiamo”.

C’è grande fiducia in voi, avete pensato a quante persone assumerete?

“Questo ancora lo dobbiamo pianificare. Dipenderà dai rilievi tecnici, dalla selezione, da tante cose. Di certo c’è che la vogliamo fare. Secondo me serve un anno e mezzo, ma mio fratello è più ottimista ed è certo di farcela con meno di un anno”.

Quanti curriculum avete già ricevuto?

“Sono oltre 40 quelli che ci hanno consegnato. Partiamo prima dalle liste che ci ha fornito il sindaco di Arquata, poi valuteremo anche i paesi vicini che sono stati toccati da questa tragedia, penso ad esempio a Montegallo”.

Arquata come priorità, ma state guardando anche al Fermano e al Maceratese?

“Il Fermano è casa nostra, siamo in prima linea in tante situazioni. Per quanto riguarda il Maceratese, proprio oggi siamo riusciti a sistemare venti famiglie di Tolentino che lavorano in una azienda di pellami che è nostro partner fedele da anni e che stavano ancora in auto. Anche questo è un modo per tenere le persone salde alla propria terra: il lavoro c’è, mancavano le case. Ora hanno entrambe e anche un aiuto per i figli, visto che abbiamo organizzato dei supporti per farli stare sereni”.

L’obiettivo che condividete con suo fratello è quello di essere un esempio da imitare. Ci sono altri imprenditori interessati a investire in queste zone?

“Abbiamo molti amici imprenditori che sono convinti che queste terre si riprenderanno. Soprattutto nel maceratese sappiamo che diversi stanno valutando delle posizioni. Non tutti qui ad Arquata, perché le aree devastate ora sono molteplici. E il lavoro serve per ripartire”.

Ma questa fabbrica serve anche alla Tod’s?

“Non era nei nostri programmi, ma mio padre, che purtroppo ci ha lasciato, ci ha insegnato una cosa fondamentale: chi ha di più, deve dare di più. Per noi è un insegnamento di vita”.

Questa non è una terra di calzaturieri, i giovani impareranno?

“Questo anno di tempo tra la firma di oggi e l’apertura dell’azienda servirà per formare i dipendenti. Passeranno il tempo di apprendistato a Comunanza. Qui li formeremo e li valuteremo. Anche a Comunanza trent’anni fa non c’era nulla. Ma mio padre credette in quell’area e siamo ancora lì, pieni di soddisfazione”.

Tornando ai giovani, lei crede che possano rilanciare questa terra mentre lo Stato la ricostruisce?

“Quelli che erano qui sono pieni di speranza, ho visto volti determinati. Noi siamo un anello, poi, come sottolineava Alvaro Cesaroni, patron della Sigma, c’è anche un ulteriore possibile business: l’indotto. Artigiani e laureati ora sanno che ci sono chance importanti per lavorare restando qua e contribuire alla rinascita”.

 Dietro di lui, ascoltano Guido Polidori e Daniele Fortuna. Sono due dei giovani, 27 e 28 anni, che in questi giorni vivono a Porto D’Ascoli e ogni mattina tornano ad Arquata: “Noi siamo pronti, non ci spaventa imparare un nuovo mestiere. Siamo in tanti a voler lavorare e vogliamo farlo qui. La testa ogni tanto ci dice di andare via, ma l’amore per Arquata è più forte. Quindi, siamo pronti per Della Valle e per l’anno di formazione”.

@raffaelevitali 

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.