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Piccolo è bello: ad Ascoli Piceno Fratelli d'Italia spiazza tutti. Forza Italia perde il sindaco

fiorafiori

Sapendo quindi di vincere, il centrodestra è andato avanti in lunghe e poco costruttive serate di confronto. Fino a quando non si è fatto avanti Piero Celani, l’ex sindaco oggi consigliere regionale.

ASCOLI PICENO - Saper di vincere crea un sacco di problemi. Soprattutto se le idee non sono chiare e soprattutto se a vincere, alla fine, vogliono essere tutti. E’ il caso del centrodestra e di quanto sta succedendo ad Ascoli Piceno.

Il sindaco uscente Guido Castelli non ha un suo delfino. Non l’ha formato, non l’ha creato, non l’ha lanciato. E così, nel piatto ricco di una città in cui il Pd non esiste, la riprova arriva dalla candidatura del giornalista Pietro Frenquellucci, preso da fuori centrosinistra e senza il placet dell’ex onorevole Luciano Agostini. Sapendo quindi di vincere, il centrodestra è andato avanti in lunghe e poco costruttive serate di confronto. Fino a quando non si è fatto avanti Piero Celani, l’ex sindaco oggi consigliere regionale. “Io mi candido” è il sunto del pensiero dell’uomo che con Castelli da 15 anni rappresenta Forza Italia nel Piceno e anche fuori dai confini, vuoi per l’amicizia con Tajani di Celani, vuoi per il ruolo nazionale di Castelli dentro l’Anci.

L’accelerazione di Celani ha fatto saltare il banco, togliendo serenità ad Andrea Antonini, che era il candidato più forte in caso di corsa unitaria rappresentando la Lega (che con l’onorevole Latin ha dato l’ok decisivo per Fdi), ma soprattutto sembrando di togliere dalla corsa Fioravanti, il rampollo di Fratelli d’Italia. Marco Fioravanti era stato ‘cancellato’ da due fatti: la scelta di Pesaro, che ha deciso di candidare Nicola Baiocchi, Fdi, contro il colosso Matteo Ricci, e la scelta di Celani, che con Fioravanti ha lo stesso rapporto di un toro con il rosso.

Il problema è che Ascoli Piceno, luogo di vittoria certa, è diventata una semplice pedina nel quadro nazionale. E nel momento in cui le segreterie hanno deciso il candidato alla presidenza della regione Piemonte, ed è un forzista, il domino ha cominciato a muoversi. Incredibile ma vero, Ascoli avrà un candidato di Fratelli d’Italia, il partito più piccolo della coalizione, e quindi Fioravanti. Ma Forza Italia non l’ha digerita bene: “La decisione del tavolo nazionale del centrodestra di prevedere che la candidatura per la carica di Sindaco al Comune di Ascoli tocchi a Fratelli d'Italia, mi sorprende non poco. Viste le scelte dei candidati compiute nelle altre città delle Marche e dopo 20 anni di buon governo alla guida della città di Ascoli, sarebbe stato naturale che il candidato fosse espressione di Forza Italia. questa scelta avrà ripercussioni sul resto della Regione" commenta Marcello Fiori, commissario regionale del partito di Berlusconi. Che significhi nessuno lo sa, ma è difficile pensare che improvvisamente gli azzurri rompano la coalizione ad Ascoli Piceno andando magari ad appoggiare Celani, che correrà comunque con una sua civica contro centrodestra e centrosinistra.

Raffaele Vitali

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