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Intervista. El Fanni, imam di Fermo: “Il Fermano modello di integrazione. Il radicalismo lo combattiamo insegnando i valori comuni”

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La grande festa di fine Ramadan ha richiamato a Monte Urano migliaia di fedeli. Ospiti il sindaco Calcinaro e la presidente Canigola.

di Raffaele Vitali

MONTE URANO – In migliaia riuniti nella palestra di Monte Urano, nel cuore della zona industriale. È il giorno della fine del Ramadam, che per i musulmani, guidati nel Fermano per anni dall’Imam Labdidi e oggi da Mohammed El Fanni, è una delle feste principali.

“E’ uno dei giorni più importanti. Ci incontriamo per la preghiera, le famiglie si scambiano gli auguri. I bambini ricevono doni e vestiti nuovi. Tutto questo per la felicità di avere terminato un mese di digiuno, di preghiera, di alta spiritualità, pazienza e grande disciplina. Un mese segnato da amore e solidarietà”.

La comunità musulmana si ritrova giornalmente durante il mese di digiuno, perché?

“E’ il periodo in cui i nostri valori vengono condivisi con tutti. E insieme si festeggia anche la risoluzione dei peccati. Per noi è come uno stage in cui i valori vengono insegnati a chi è al suo fianco. Il Ramadan per noi rappresenta anche il mese di attenzione alla povertà, ma soprattutto è il periodo che ci insegna quello che poi dobbiamo perseguire tutto l’anno”.

Dove vi ritrovate per pregare?

“Abbiamo più sedi, a Porto Sant’Elpidio, Fermo, che è la principale, Monte San Pietrangeli e altre piccole in zone diverse”.

Quanti siete nel Fermano?

“La comunità musulmana si è ridotta durante il periodo della crisi economica, specialmente sono partite le famiglie che da più anni erano in Italia con i figli perché bisognose di lavoro. Al contempo, c’è stato un ricambio con l’arrivo dei profughi. Sotto questo aspetto ci siamo attivati dall’inizio, perché dobbiamo fare la nostra parte nell’accoglienza per aiutare a inserire al meglio nella società chi non conosce questa terra. anche durante questo mese di Ramadan, abbiamo aiutato tutti i punti di accoglienza, dal seminario al comune di Monte Urano. Abbiamo accolto i rifugiati, abbiamo organizzato cene spiegando l’importanza del vivere insieme e dei valori dell’Italia”.

El Fanni, come è il vostro rapporto con gli italiani?

” Credo che il Fermano sia un esempio: da 23 anni questa comunità musulmana è un esempio di dialogo e convivenza. E questo grazie al rapporto con i cittadini e le istituzioni. Un rapporto che continua e crescere. è vero che il clima generale non aiuta, c’è qualche sospetto in più, ma è importante proprio per questo camminare sempre più insieme. Noi siamo convinti che la natura del popolo italiano e del fermano sia storicamente accogliente e carico di amore”.

Labdidi ha sempre sperato di portare in moschea italiani e cattolici, ci state riuscendo?

“Non facile, ci proviamo. Le attività stanno riprendendo. Ho ribadito durante il mio discorso ai fedeli, che la comunità islamica deve essere partecipe, dobbiamo aprirci. E questo è possibile se c’è una collaborazione da entrambe le parti. Ma di certo noi come comunità dobbiamo dare visibilità e apertura alle nostre iniziative. Al contempo vorremmo accoglienza e dialogo dalle altre religioni. Nel Fermano le basi ci sono”.

Un legame spesso diventa il cibo, le tradizioni. Perché non pensare a feste multietniche?

 “Per l’anno prossimo organizzeremo, magari durante il ramadan, una iniziativa che coinvolga le persone. Vogliamo far vedere quello che sappiamo cucinare. Intanto partecipiamo ai momenti chiave per l’Italia. Il 2 giugno eravamo presenti alla festa della Repubblica, questo per noi è un segnale importante: facciamo parte di questo Paese”.

Cosa potrebbe migliorare, cosa non funziona?

“Noi cerchiamo di dare il nostro meglio. La collaborazione aiuta a portare avanti l’integrazione. Non possiamo essere lasciati soli, siamo legati al volontariato. Oggi avere al nostro fianco la presidente della Provincia Moira Canigola e il sindaco Paolo Calcinaro (”Questo è un giorno di accoglienza, di incontro tra le nostre comunità. Continuiamo insieme a percorrere la strada che fa crescere i valori comuni” hanno ribadito) è stato un segnale importante. Abbiamo tenuto molto alla loro presenza, perché dà tranquillità alla comunità. In questo periodo è fondamentale far capire che siamo tutti parte della stessa famiglia”.

Quali sono le etnie principali all’interno della comunità musulmana fermana?

 “I musulmani italiani sono tanti, aumentano in continuazione e stanno diventando un numero importante. Le etnie principali sono i marocchini, i macedoni, gli albanesi, i pakistani e gli algerini”.

Avete dovuto fronteggiare qualche caso di radicalizzazione?

“Abbiamo lavorato sempre e continuiamo a lavorare proprio per educare la nostra comunità e formarla ai valori giusti, proprio per evitare che avvengano scelte sbagliate. E poi agiamo per non lasciare argini e spazio al radicalismo. Casi allarmanti non ne abbiamo fino adesso avuti e se mai ci fossero saremo i primi a combatterli”.

El Fanni, ultima domanda: ha incontrato il vescovo Rocco Pennacchio?

Ci siamo incrociati in due cerimonie, quella per il Natale e poi il 2 giugno e ci siamo salutati dandoci appuntamento quanto prima per confrontarci. E quindi sicuramente ci ritroveremo. Intanto con il Prefetto, che mi ha chiamato perché non poteva esserci alla nostra cerimonia, abbiamo in programma un incontro per parlare dell’immigrazione e della comunità musulmana”.

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