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8 marzo. Donne e infortuni sul lavoro, l'Anmil di Fermo accende la luce

donne anmil

“Calano infortuni e malattie, ma non per le donne” sottolinea il sindaco Paolo Calcinaro. Per sensibilizzare i cittadini, appuntamento con lo spettacolo ‘Lavorare da morire’ in programma l’11 marzo alle 21 all’Arlecchino di Monte Urano.

FERMO – “L’Anmil è il luogo dove ogni dramma, ogni dolore, trova casa. Qui- sottolinea la consigliera Giuliana Nerla -  ci si sente meno soli, si collabora, ci si aiuta, si scambiano esperienze e si cercano soluzioni”.  Il vecchio che diventa nuovo, ma non cambia l’esito: infortuni sul lavoro e infortuni di donne. Tra il 1965, primo periodo monitorato dall’Anmil, al 2014, i posti di lavoro femminili sono aumentati del 70,4% contro un calo del 7,7% a livello maschile. Numeri che fanno sorridere, 9milioni e 334mila le donne occupate nell’ultimo anno censito. “Si è passati dal dominio dell’agricoltura a quello dei servizi”.

Ma la medaglia ha un’altra faccia: gli infortuni. E i numeri li dà il dirigente Inail di Fermo, Esposito: “Nel complesso calano: nel 1965 in Italia erano 1milione e 300mila, oggi sono 662mila. Una evoluzione dovuta alla crisi occupazionale, alla prevenzione e alle nuove leggi di sicurezza, ma anche il cambiamento della tipologia di lavoro, dalle fabbriche ai servizi”. Restano però le cifre, drammatiche, femminili: “I numeri per noi sono la base, ma non cancellano il dramma umano” ribadisce Esposito nel fotografare il Fermano: 1592 gli infortuni denunciati, di questi 552 hanno riguardato le donne.

A Fermo, il 20% degli infortuni arriva dagli incidenti stradali. Nel 2015, dati di proiezione visto che gli ufficiali usciranno a maggio, cambia poco: “Siamo in linea con il 2014, la differenza è di poche decine di casi con una riduzione inferiore al 2%”. Nel 2014 gli infortuni mortali riconosciuti sono stati 4, due uomini e due donne. Nel 2015 i morti sono stati gli stessi, ma tutti uomini.

Un fenomeno che sta crescendo è quello delle malattie professionali, forse anche per la consapevolezza di cosa si possa rivendicare: crescono le denunce, +19% tra 2013 e 2014. Quelle riconosciute sono stati 385 su 727, 200 uomini e 185 donne. Per il 2015 c’è un calo di denunce del 7-8%. “Un dato a cui si doveva arrivare, perché sono anni che nel sud delle Marche crescono. Ma tra denunce presentate e denunce accolte siamo poco sopra la metà. Vorremmo diminuire la forbice”.

“Calano infortuni e malattie, ma non per le donne” sottolinea il sindaco Paolo Calcinaro ricordando come sia aumentata l’incidenza delle morti femminili anche a livello di incidenti stradali. La maggior responsabilizzazione nel lavoro è la lettura del bicchiere mezzo pieno. Ma la minor tutela delle donne negli orari e nelle responsabilità è la chiave del bicchiere mezzo vuoto. “La donna spesso è madre e ha appuntamenti di vita che non sono possibilità ma necessità. Ricordo come una donna morì in un incidente a Fermo perché correva a casa in pausa per preparare da mangiare al figlio”.

Chiede garanzie e flessibilità per le donne lavoratrici il sindaco di Fermo. La collega di Monte Urano, Moira Canigola, punta sul monitoraggio che l’Anmil fa con costanza nel settore manifatturiero: “I numeri sono troppo alti. Non basta più ragionare sulla prevenzione nelle imprese, serve sensibilizzare tutta la cittadinanza sulle buone pratiche. A Monte Urano, per la prima volta, abbiamo aiutato l’Anmil con uno spettacolo teatrale”. ‘Lavorare da morire’ è il titolo e va in scena l’11 marzo alle 21 all’Arlecchino: “E’ l’inizio di una collaborazione” che si spera venga premiata dal teatro pieno.

redazione@laprovinciadifermo.com 

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