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Terremoto, un anno dopo: Monte Urano. Una scuola Rosss per gli alunni. Il donatore: "Sarà bella e sicura"

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I fratelli Bettini coinvolti grazie al progetto Pge ideato da Cardinali: “Siamo vicini a chi ha perso i propri cari, ma dopo la vicinanza dobbiamo prendere tutti l’impegno di cambiare il modo di agire. Basta con ‘si è sempre fatto così’. Puntiamo su ricerca, innovazione, strutture efficienti, anche dovendo toccare qualche mattone che le Sovrintendenze ci vietano di fare.

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di Raffaele Vitali

MONTE URANO - Un anno fa il terremoto che ha danneggiato i Comuni del centro Italia. Un anno dopo, in uno dei comuni feriti dal terremoto, il primo segno di rinascita. Rosss, un nome da ricordare a Monte Urano. È stata siglata questa mattina la convenzione per la donazione di un modulo di 400 metri quadri da adibire a scuola Media per il plesso di monturanese.

“Un giorno particolare per la comunità di Monte Urano, perché dopo la terribile scossa del 24 agosto, seguita da quelle di ottobre, abbiamo perso la nostra scuola Media per colpa di numerose lesioni. Immediato il trasferimento delle aule nel plesso delle Elementari, in cui avevamo appena finito l’adeguamento sismico” commenta il sindaco Moira Canigola.

Il generoso donatore è la ditta Rosss di Scarperia e San Pietro, piccolo comune toscano a due passi dal Mugello. I titolari, i fratelli Simone e Stefano Bettini sono arrivati nelle Marche per firmare l’atto. L’idea agli imprenditori, che gestiscono una azienda con 100 dipendenti e un mercato che tocca 40 paesi nel mondo, è arrivata da Roberto Cardinali, componente nazionale di Piccola Industria e ideatore del progetto Pge, Programma Gestione Emergenze. Un'idea che ha trovato subito l'appoggio della Protezione civile Nazioanle, rappresentata oggi dal componente marchigiano del Dicomac Giordano.

“Sono tante le aziende che si sono avvicinate alla Regione, da Toscana e Campania, con le territoriali di Confindustria in prima linea. Il mio compito è stato quello di far nasce il Programma gestione emergenze (Pge) che fa dialogare il mondo del privato e della pubblica amministrazione sulla resilienza. Che è preparazione, gestione e risposta all’emergenza” spiega Cardinali, per anni presidente della Piccola Industria di Fermo. In 291 giorni il Pge ha coinvolto oltre 250 tra aziende e territoriali di Confindustria e ha 3milioni di euro di beni e progetti. “Tutto fatto sulla base di specifiche richieste, con risposte arrivate anche dopo sole 48 ore”.

Tra le donazioni quella fondamentale della ditta Rosss. Solo di materiali il modulo vale 250mila euro. “Lo renderemo ancora più bello di quanto pensato. Quando le cose richiedono più tempo del previsto, avremmo voluto realizzarlo per settembre, poi producono migliorie. E grazie ad altri amici e imprenditori che si sono avvicinati in questa avventura, faremo in modo che non manchino panchine e scrivanie per rendere la scuola, nata come temporanea, una struttura definitiva a tutti gli effetti” sottolineano gli imprenditori toscani.

L’obiettivo è di inaugurare il modulo, che sarà perfettamente collegato alla scuola Elementare e che ospiterà sei classi su dieci delle Medie oggi inserite nel plesso dei più piccoli, entro gennaio 2018: “Ma speriamo di essere qui a dicembre” conclude Simone Bettini, ex presidente di Confindustria Firenze e numero due di Confindustria Nazionale Federmeccanica.

“Siamo vicini a chi ha perso i propri cari, ma dopo la vicinanza dobbiamo prendere tutti l’impegno di cambiare il modo di agire. Basta con ‘si è sempre fatto così’. Puntiamo su ricerca, innovazione, strutture efficienti, anche dovendo toccare qualche mattone che le Sovrintendenze ci vietano di fare. Troppi uffici non hanno le idee chiare su cosa sia vecchio e cosa di valore e antico. Così troveremo una nuova strada di sviluppo del Paese, ridando linfa alle nostre migliore imprese” hanno ribadito i vertici di Rosss che a Monte Urano sono stati accolti anche dal direttore di Confindustria Centro Adriatico Giuseppe Tosi.

Un merito anche al maresciallo di Scarperia che è di Monte Urano ed è stato il collegamento territoriale, il cuore, dell’operazione che la famiglia Bettini, impegnata nel volontariato e in progetti di solidarietà, non ha esitato a concretizzare sapendo di avere al proprio fianco anche Ance Toscana. “Non abbiamo scelto l’emozione, ma nel silenzio abbiamo lavorato e oggi raggiungiamo un importante risultato” aggiunge l’imprenditore toscano. “Siamo orgogliosi del contributo che diamo come imprenditori, siamo orgogliosi di avere al nostro interno una persona come Cardinali. Questa è la riprova che se il privato si mette al lavoro con il pubblico, si raggiungono risultati senza disperdere risorse. Noi, con Pge, abbiamo raccolto solo quello che serviva per dove serviva” prosegue Tosi, direttore di Confindustria Fermo, ora diventata Centro Adriatico. Il grazie finale di politica e imprenditori è per l’ingegner Millevolte, responsabile dell’ufficio tecnico di Monte Urano, “che è stata capace e paziente nel gestire tutti i layout preparati, con cambiamenti anche di dieci centimetri che ci facevano ripartire da zero”.

Chiusura affidata all’assessore Federico Giacomozzi, che ha lavorato in prima persona per raggiungere la soluzione finale che unisse le necessità del Comune, “un’area che non richiedesse anche troppi lavori di urbanizzazione” spiega la Canigola, a quelle del donatore: “È una struttura in acciaio. Temporanea per definizione, ma essendo in acciaio è una struttura che può durare a lungo. E quindi è uno spazio che abbiamo a disposizione e che è collocato in completa adiacenza alla scuola. Questo – conclude Giacomozzi, che parla affiancata dagli altri componenti di Giunta e di maggioranza -  ci lascia tranquilli in attesa della realizzazione della nuova scuola. Non è un box, un container ma un edificio vero e proprio alto un piano”.

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Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

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