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Monteurano

Violenza di genere, due strade per combatterla: cultura a Monte Urano, azione politica in Regione

uranoviolenza

Manuela Bora: “Garantire la parità di genere e contrastare la violenza alle donne sono due impegni politici che ho assunto sin dall'inizio del mio mandato e una volontà ben precisa che intendo perseguire con determinazione".

di Raffaele Vitali

MONTE URANO – Fino al 2001 non esisteva neppure il termine femminicidio, oggi invece ci si confronta, si riflette, si cercano soluzioni partendo anche dalla legge del 2013. “E’ troppo alto il numero di donne che subiscono violenze. Ce ne rendiamo conto solo quando emergono i numeri delle morti, ma la violenza di genere spesso si subisce quotidianamente aa livello verbale o sessuale” sottolinea il sindaco di Monte Urano Moira Canigola nel presentare la seconda edizione di ‘Lei è Franca Viola’. Violenza che troppo spesso nasce in casa e di cui si parla poco.

Nel mentre, in Regione, l’assessora Manuela Bora presentava la Rete regionale antiviolenza: “Garantire la parità di genere e contrastare la violenza alle donne sono due impegni politici che ho assunto sin dall'inizio del mio mandato e una volontà ben precisa che intendo perseguire con determinazione. La Rete che abbiamo istituito è uno strumento fondamentale per garantire il diritto alla tutela e per proteggere le donne ferite dalla violenza”. La Rete riconosce, rafforza e coordina in una logica di rete il sistema degli interventi tra diversi soggetti che a vario titolo operano per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere.

“Si tratta di organismi di carattere operativo indispensabili per garantire nei diversi territori la comunicazione tra i soggetti aderenti alla Rete locale - servizi sociali, centri antiviolenza, case rifugio, forze dell'ordine, presidi ospedalieri, istituzioni scolastiche, Prefetture, autorità giudiziarie - insieme ad una adeguata presa in carico, protezione e reinserimento lavorativo delle donne e dei loro figli, anche in situazioni di emergenza perché vittime di violenza nelle diverse forme in cui può esprimersi” conclude la Bora, che non potrà che complimentarsi con Monte Urano che si apre al territorio e coinvolge numerose associazioni per un ciclo di incontri che iniziano il 17 marzo con la presentazione del libro ‘Trasmigrazioni. Storie di donne, di violenze, di rinascite’ di Simonetta Peci e la mostra fotografica ‘Ragazze interrotte’ di Fulvia Menghi.

Loretta Morelli è la consigliera che ha costruito il programma: “Con ancora più forza abbiamo riproposto la seconda edizione, perché abbiamo capito che è necessario riflettere e costruire pensieri positivi”. La violenza di genere verrà affrontata partendo dal concetto di ‘diversità di trattamento’ nei confronti della donna con risvolti politici, sociali, culturali e familiari. “Una rassegna che simboleggia la condivisione e l’unione di intenti tra istituzioni e mondo civile” ribadisce la consigliera Lucia Diomedi. “Un anno fa la partecipazione non fu alta, ma l’integrazione con le associazioni siamo certi amplierà il messaggio. Non abbiamo l’ambizione di far cambiare il modo di pensare di tutti, ma vogliamo far riflettere” ribadiscono le due giovani politiche. Primo e ultimo appuntamento sono i due più istituzionali, con la presidente della Commissione Pari Opportunità Regionale, Mary Marziali e con la presidente provinciale Silvana Zechini, che si confronterà con l’associazione On the Road, in prima linea per contrastare la tratta delle donne.

IL CERCHIO

“La nostra serata è dedicata al tema ‘Donne ferite’. Appuntamento al 30 marzo con Donatella Mandolesi. “Dobbiamo sensibilizzare le opinioni delle donne, ancora prima degli uomini, su quello che accada”.

L’ALVEARE

Tra i nostri scopi c’è anche quello di intervenire nei casi di abuso e violenza e di proteggere persone in difficoltà. Non potevamo quindi mancare in questa rassegna. Il nostro contributo è legato al tema sulla legalità, con una attenzione alla violenza di genere”. È nato così il rapporto con Libera, rappresentata da Sara Malaspina, che porterà come caso simbolo il primo aprile alle 15.30 la storia di Lea Garofalo, testimone di giustizia. “Da anni mi occupo e studio la donna di mafia, da quella supplente del boss a quella di contrasto, la donna ribelle che per amore magari di una figlia dice no”.

URBAN PLAY

Andrea Vitali parla per i giovani: “Noi portiamo la discussione in un bar, in un luogo dove difficilmente si parla di violenza di genere. Nel farlo abbiamo coinvolto due ragazzi di Monte Urano che uniscono luci e musica”. Appuntamento venerdì 7 aprile alle 22 al caffè La Piazza.

EFFETTO LUCE

“Abbiamo coinvolto fotoamatori, non avendo collezioni interne. E abbiamo contattato una fotografa che si divide tra Sant’Elpidio e Napoli che tra i vari reportage ne aveva uno perfetto tra le prostitute di un delle zone malfamate di Napoli. Con le foto verrà mostrata la sofferenza dietro lo sfruttamento delle donne”. La mostra sarà allestita nella sala riunioni del palazzo comunale.

CIRCOLO SAN CRISPINO

“Siamo un circolo sempre più anziano, aprirci ai giovani ci farà bene, ma al contempo speriamo di poter dare il nostro contributo” sottolinea il presidente Giancarlo Ancillotti che ha al suo fianco la professoressa Nanda Anibaldi: “Il circolo è anziano, ma ricco di menti vive”. E la dimostrazione si avrà il 31 marzo con ‘Scrivo d’amore’ in cui la poetessa Patrizia Gambini incontrerà parole e musica.

“La sfida è di far conoscere il problema. Non ci scoraggiano i piccoli numeri. Invitiamo gli uomini a partecipare, sono l’altra metà della medaglia” conclude il sindaco Canigola.

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