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Monteurano

L'orto urbano per superare la solitudine e risparmiare: la scelta di Monte Urano

Monte Urano

"La concessione è a titolo precario ed è revocabile in qualsiasi momento, con preavviso di almeno tre mesi e senza che nessun diritto o risarcimento spetti al concessionario”.

MONTE URANO – Le buone esperienze vanno copiate. E una di queste è quella degli orti urbani. Approda in consiglio comunale a Monte Urano il regolamento per la concessione di spazi comunali. “L’agricoltura urbana porta con sé vari benefici dal punto di vista sociale, poiché implica un uso attivo del territorio urbano da parte della popolazione. La presenza di orti urbani in un quartiere può creare interazione tra le persone, portando alla nascita di reti informali di scambio e aiuto e un maggiore senso di appartenenza al territorio che si riflette in una maggiore attenzione al contesto urbano allargato”. L’orto come coesione come condivisione di spazi è la premessa dell’Amministrazione Canigola che vede “nell’agricoltura urbana anche un importante strumento educativo”.

A questo si aggiunge anche il motivo economico, con l’autoproduzione. “Il regolamento di assegnazione e gestione delle aree per orti urbani, allegato alla presente e facente parte integrante e sostanziale, avrà quindi la finalità di assegnare a cittadini appezzamenti di terreno, delle dimensioni comprese tra i 50 ed i 150 mq. Massimo, destinati alla coltivazione di ortaggi, erbe aromatiche, fiori, con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini in attività occupazionali al fine di rompere l’isolamento, di incentivare i momenti di socializzazione ed incontro”.

Tra l’altro, se ci saranno spazi in più rispetto a quelli richiesti, il Comune prevede anche la realizzazione di orti scolastici, dove i bambini possano svolgere attività didattiche ed educative. Sarà un commissione a decidere chi può avere un orto e quale in base a criteri oggettivi. Il primo requisito è quello del reddito che va con l’Isee, poi c’è l’età. C’è una fascia 26-30 che può fare domanda, ma da un punto di vista di punteggio hanno prerogativa gli over 72. “La concessione dell’orto decade al compimento dell’85esimo anno d’età”.

L’orto assegnato sarà delimitato con una rete metallica di altezza massima cm. 140 colore verde, infissa nel terreno con pali a T in ferro verniciato dello stesso colore ed altezza, oppure con soli cordoli prefabbricati di altezza di 15 centimetri fuori terra. Sarà vietato piantumare piante da frutto, vite e arbusti vari. “Bisogna tenere l’orto in buono stato di manutenzione, pulendo anche le parti comuni, viottoli e fossi di scolo” precisa il regolamento.

È anche vietato far diventare l’orto un canile o un’aia, ma non è vietato portare con sé un animale durante le ore che ci si passano. È anche vietato installare gruppi elettrogeni, bombole di gas e qualsiasi altro elemento che possa costituire pericolo per l’incolumità propria e altrui. L’assegnazione è quadriennale. Allo scadere dei quattro anni, si procederà alla pubblicazione di un nuovo bando e alla formazione di una nuova graduatoria di assegnazione. “All’aggiudicatario dell’orto urbano verrà assegnato l’orto più vicino alla propria residenza. Le domande accolte in sede di gara ma non soddisfatte per insufficienza di lotti, potranno essere oggetto di assegnazione in caso di rinuncia degli assegnatari nel corso del quadriennio. La concessione è a titolo precario ed è revocabile in qualsiasi momento, con preavviso di almeno tre mesi e senza che nessun diritto o risarcimento spetti al concessionario”.

Un punto è chiaro, gli orti assegnati debbono essere coltivati direttamente dai concessionari o loro familiari, che non possono avvalersi di mano d’opera retribuita. “È vietato l’uso di pesticidi, antiparassitari e diserbanti, o altri prodotti similari pericolosi per gli ortaggi e le persone. L’accertamento dell’uso di tali prodotti – conclude la delibera comunale - comporta la revoca della concessione”. Infine, l’ultimo sguardo all’ambiente: gli scarti ortivi devono essere trasformati in compost e pertanto ogni assegnatario è tenuto ad installare contenitori per il compostaggio e/o a smaltire i rifiuti prodotti dalle attività svolte nell’orto urbano presso i centri di raccolta comunale dei rifiuti.

r.vit.

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