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Organizzati e agguerriti: arrestati i banditi che facevano saltare i bancomat. Il covo era a P.S.Elpidio

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I modus operandi erano chiari: attaccare l’obiettivo con la tecnica dello “sradicamento” e poi con la tecnica dello “scoppio a mezzo deflagrazione” di una miscela di ossigeno e gas acetilene iniettata nello sportello erogatore delle banconote, utilizzando come innesco una scia di benzina e poi asportare le cassette con il denaro; in questo caso bastavano quattro soggetti del commando.

FERMO – Presi. I carabinieri della Compagnia di Osimo sono riusciti a scoprire, fermare e sgominare definitivamente la banda di criminali pugliesi che dall’inizio dell’anno avevano messo a segno una serie continua di assalti a bancomat di filiali bancarie, uffici postali, casse continue di distributori di carburanti e gioiellerie nelle Regioni Marche, Puglia ed Emilia Romagna. “Si tratta di 4 malavitosi pluripregiudicati brindisini ben organizzati e agguerriti” spiegano i militari.    

Un’operazione d’indagine che ha unito i carabiieri di tre provincie, coordinati dal Pm Dicuonzo del tribunale di Ancona. Numerosi i colpi da gennaio in poi, tutti con la tecnica dell’esplosione a mezzo di gas acetilene. L’operazione denominata “CASHPOINT” nasce con lo scopo di arginare il fenomeno della recrudescenza dei furti in danno degli sportelli bancomat ad opera di gruppi criminali, fenomeno che dalla fine dell’anno 2015 e fino allo scorso 25 settembre, si era esteso soprattutto nelle Regioni Marche e Puglia, contro vari istituti di credito che insistono nella Provincia di Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Brindisi e Lecce.

Il minuzioso studio investigativo messo in atto dai militari  portava alle seguenti analogie: i furti venivano perpetrati da un “commando” ben organizzato ed eterogeneo, i cui esponenti venivano reclutati all’occorrenza, ed agiva secondo un preciso modus operandi; il malviventi preparavano a tavolino nei minimi particolari i colpi, gli obiettivi, le vie di fuga, le caratteristiche culturali e morfologiche del territorio, il tutto poi supportato da specifici sopralluoghi e da una base operativa che veniva utilizzata come “covo”, quasi sempre risultata un’abitazione affittata in nero nel comune di Porto Sant’Elpidio.

I modus operandi erano chiari: attaccare l’obiettivo con la tecnica dello “sradicamento” e poi con la tecnica dello “scoppio a mezzo deflagrazione” di una miscela di ossigeno e gas acetilene iniettata nello sportello erogatore delle banconote, utilizzando come innesco una scia di benzina e poi asportare le cassette con il denaro; in questo caso bastavano quattro soggetti del commando.

I malviventi, per garantirsi la fuga dopo gli assalti utilizzavano una potentissima Audi RS6 di colore nero del valore commerciale di circa 130.00,00 Euro, con apposte targhe clonate, che poi veniva nascosta in garage preso in affitto in nero, sempre nel comune di Porto Sant’Elpidio. Il gruppo criminale agiva sempre in orario notturno, verso le ore 03:00/03:30 circa e nei giorni in cui gli istituti di credito provvedevano a ricaricare di denaro contante gli sportelli ATM.

La svolta il 24 settembre, quando i carabinieri hanno individuato il covo a Porto Sant’Elpidio. Veniva predisposta una consistente operazione di “manovra di accerchiamento” con la collaborazione ed il coinvolgimento, nelle fasi esecutive e conclusive, del Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno, per contrastare e sgominare definitivamente la banda dei malviventi brindisini. Durante il monitoraggio serale e notturno dell’appartamento scoperto, venivano individuati quattro soggetti provenienti dalla Provincia di Brindisi, che giungevano a bordo della nota Audi RS6 e che dopo poco a tutta velocità si dirigeva in direzione Nord verso Ancona lungo la S.S. n.16 “Adriatica”.

I militari operanti della Compagnia di Osimo allertavano i colleghi di Macerata e Ascoli Piceno, ponendosi alle ricerche dei malviventi, venendo a conoscenza che la banda, alle ore 03.30 del 25.09.2016 avevano fatto esplodere il bancomat della banca Carifermo di Villa Musone di Recanati (MC), a pochi passi tra i comuni di Loreto e Castelfidardo, senza riuscire ad asportare nulla e dandosi a precipitosa fuga a seguito di intervento dei carabinieri del Nucleo Investigativo maceratese.

Analogamente, alle ore 03:50 successive il commando colpiva con la stessa tecnica il bancomat della banca Monte dei Paschi di Siena – filiale del comune di Monte Urano, non riuscendo, anche in quest’occasione, ad asportare banconote e dandosi alla fuga a folle velocità, inseguiti dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ascoli Piceno.

Dopo averli presi, scattava la perquisizione che consentiva di rinvenire varie bombole con ossigeno e acetilene, attrezzature da scasso, mefisti, guanti, giubbetto antiproiettile, fotocopie di documenti di terze persone per nascondere le loro generalità, chiodi a tre punte per ostacolare l’inseguimento delle FF.PP. nonché, in un garage ubicato in una zona tranquilla di Porto Sant’Elpidio, l’autovettura AUDI RS6 sulla quale erano state effettuate delle blindature tipiche dei “contrabbandieri pugliesi”, come la creazione di pannelli con lastre di acciaio poste dietro agli schienali dei sedili e la parte posteriore. Alla fine delle indagini si è anche scoperto che l’auto era stata rubata nel giugno 2015 a Porto San Giorgio.

I quattro pluripregiudicati pugliesi fermati e arrestati sono ora ai domiciliari con l’obbligo di firma.

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