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Micam, c'era una volta il bambino. Missouri, l'highlander di un settore dimenticato: "L'estero ama ancora la qualità"

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Cristiano Ferracuti: “Abbiamo aperto un corner per due mesi, luglio e agosto, dentro Harrods. Un tentativo importante, nel massimo periodo di turisti a Londra. Certo, non ci compravano gli inglesi, ma i turisti di mezzo mondo sì".

di Raffaele Vitali

MILANO – E’ atterrato questa notte dalla Russia, il tempo di cambiarsi d’abito ed era già nel suo stand nel padiglione 4 del Micam al fianco del padre Sergio. “Non c’è tempo da perdere. Questo è il periodo in cui i clienti ti cercano e se non ti cercano, li devi raggiungere tu”. Cristiano Ferracuti è il volto giovane, e internazionale, del calzaturificio di famiglia Missouri. Sono gli highlander del settore bambino di Monte Urano, un tempo comune gioiello per la produzione 0-14 anni. “C’è poca gene in questo settore, inutile negarlo. E dire che Assocalzaturifici ha pure costruito la nuova Micam Square proprio qui vicino per portare gente”. Un pensiero verso il settore bambino, che soffre più di altri, ma anche la consapevolezza che un tempo non ci sarebbe stato quello spazio vuoto, perché le aziende erano tante. Missouri è una di quelle che resiste e, anzi, si conferma ai livelli consolidati da decenni di attività.

“Abbiamo 25 dipendenti diretti, nove solo di famiglia, ma sommando quelli delle aziende che lavorano con noi arriviamo a 50” precisa il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Marche. Resta il problema Italia: “Ormai non è più una questione di prodotto. Le scarpe che facciamo, noi come altri, piacciono. Ma è un problema di prezzo. Solo che non si può pensare di scendere sotto certi livelli, le imprese che fano vero made in Italy ci rimetterebbero. L’unica alternativa sarebbe far fare delle parti all’estero, ma di certo non è la volontà di Missouri”.

Non resa quindi che puntare sul mondo con Missouri già bene affermato in Russia, Paesi Arabi, Gran Bretagna e Francia. “Abbiamo aperto un corner per due mesi, luglio e agosto, dentro Harrods. Un tentativo importante, nel massimo periodo di turisti a Londra. Certo, non ci compravano gli inglesi, ma i turisti di mezzo mondo sì. E anche il mercato britannico ha cominciato a guardarci con curiosità. Con Harrods l’intessa è stata immediata. Loro hanno apprezzato a qualità del prodotto e la storia dell’azienda, hanno subito creduto in noi. E noi in loro”.

Tra qualche settimana si tireranno le somme, tra investimento e resa, ma è un segnale: “Dobbiamo credere nel mercato e continuare a cavalcarlo. La Russia ad esempio ci dà buoni riscontri, a cominciare dal Cpm che si è appena chiuso”. Un tema su cui bisogna insistere è al salute del bambino: “Le nostre scarpe rispondono a ogni criterio, dal plantare al pellame fino ai lavaggi, tutti con prodotti anallergici. Ormai il nostro cliente il lato ‘sanitario’ lo dà per scontato, ma il messaggio va sempre veicolato.

Al fianco dell’imprenditore il sindaco di Monte Urano, Moria Canigola. Dieci le imprese del suo comune, un tempo leader assieme a Montegranaro, che espongono a Milano. “Serve il supporto di tutti. Bene venga la battaglia per la defiscalizzazione dei campionari che si conduce a livello nazionale, poi per quanto riguarda il nostro piccolo cerchiamo come Comune di ascoltare le esigenze degli imprenditori”. Il tutto in attesa di tornare a riempire i capannoni di quella che era una delle migliori e principali zone industriali fermane.

@raffaelevitali