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Monteurano

Bettini, la famiglia che dona il futuro: aule e laboratori per gli alunni di Monte Urano

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Il sunto di tutto è nella canzone che i bambini, davanti a centinaia di genitori e cittadini, dedicano alla famiglia Bettini: “Con tutto il cuore grazie". Esempio di intesa pubblico - privato con il supporto del progetto Pge della Piccola Industria.

di Raffaele Vitali

MONTE URANO –  Giacca rossa e fascia tricolore. Il sindaco Moira Canigola è felice. Dietro di sé la targa blu da scoprire della ‘nuova’ scuola primaria don Milani, con i bambini che hanno cantato l’inno d’Italia seguendo il ritmo della banda cittadina. “E finalmente un inno suonato a una tonalità che possiamo cantare tutti, in primis questi stupendi bambini” sottolinea con il sorriso l’arcivescovo Rocco Pennacchio.

“La scuola che si fa carico di far ripartire una comunità che ha avuto paura e ha però saputo far fronte all’emergenza dopo l‘inagibilità parziale della scuola Media. Oggi tagliamo il nastro di un primo risultato bello e importante che ci fa prendere fiato e ci fa guardare alla nuova scuola media che verrà realizzata”. All’interno i tre laboratori e le tre aule: “Un risultato di cui tutti dobbiamo sentirci orgogliosi. Un lavoro di squadra tra pubblico e privato, Protezione Civile, Miur, scuola e Comune. Una sfida vinta, ma il grazie più grande va alla famiglia Bettini, titolare della famiglia Rosss. E grazie alla piccola Industria che ha fatto incontrare il settore pubblico a quello privato dell’industria. La ditta Rosss ha dimostrato la vicinanza ai bisogni del territorio e ha guidato una serie di aziende e associazioni e ci ha donato il modulo da 400 metri quadri ospita tre classi e tre laboratori, ricchi di materiale, un lungo lavoro con 40 imprese entrate in azione”. Inaugurare scuole significa non avere paura del futuro conclude la sindaca.

Il sunto di tutto è nella canzone che i bambini, davanti a centinaia di genitori e cittadini, dedicano alla famiglia Bettini: “Con tutto il cuore grazie. Conosciamo una parola magica che ha una forza titanica. Con gli occhi al cielo, con tutta la voce dì Grazie”. Parole e note nate dal mondo magico dello Zecchino d’Oro che fanno commuovere i fratelli Bettini, in piedi ad ascoltarli quasi increduli di quanto quello che hanno donato sia importante per la comunità di Monte Urano.

“L’Inno d’Italia – prosegue Pennacchio conquistando l’attenzione dei piccoli - lo ha scritto un giovane, non un ottantenne. È la riprova di come l’investimento sui piccoli sia più grande di noi stessi, anche se i frutti li dà dopo. La scuola è il luogo dei valori, di quelli che diventano regole di vita. Bello vedervi variopinti, dimostra che la scuola è il luogo della tolleranza e dell’accoglienza reciproca”.

Sul ruolo della scuola si inseriscono tutte le autorità: dal prefetto Maria Luisa D’Alessandro, “ci sono norme vincoli che rallentano e sono dovute al fatto che nessuno crede che gli altri operino correttamente”, al presidente della Regione Luca Ceriscioli, “nella scuola le comunità si ritrovano, perché nell’oggi si ricostruisce il domani. La nuova struttura darà ancora più forza e prospettiva. Dico grazie al sindaco che fin dall’inizio ha messo al primo posto la scuola. Il suo desiderio verrà realizzato. Ma è tramite la Canigola che dico grazie a tutti i sindaci”.

Poche parole da Alessandro Borgese della Protezione Civile nazionale: “il mio è un grazie alla Rosss. Spero che il loro esempio si diffonda nel Paese, che si rafforzi la sinergia tra privato e pubblico”. chi ha svolto un ruolo chiave è la Piccola Industria di Confindustria che con il progetto Pge ideato dal fermano Roberto Cardinali ha reso l’incontro tra pubblico e privato possibile. “gli imprenditori hanno dato quello che serviva e quando serviva. Ci chiamarono per Monte Urano, una grande sfida. Ma nell’aver trovato la famiglia Bettini ci ha fatto diventare tutto facile Simone ha accolto con entusiasmo la realizzazione del progetto. Noi siamo imprenditori, viviamo il presente con un’attenzione al futuro. Nel Dna c’è responsabilità sociale, qui siamo passati dalla responsabilità sociale a una responsabilità generazionale” sottolinea Diego Mingarelli, presidente della Piccola regionale.

Incassa il dono la dirigente Anna Maria Isidori: “I sorrisi e i canti dei bambini danno un’immagine di serenità e di fiducia nel futuro. Gli ambienti possono fare la differenza rispetto alla formazione al benessere. In questi due anni i docenti hanno fatto del tutto per alleviare i piccoli disagi, hanno investito tante energie programmando l’uso degli spazi per far andare avanti tutto in serenità. Oggi grazie alla lungimiranza del sindaco che ha saputo cogliere questa opportunità. Mentre aspettiamo la nuova scuola, grazie a questa scelta strategica della Canigola abbiamo tre grandi aule e tre laboratori ricchi, incluso quello di musica che rende felice la nostra insegnante Natalia”.

In chiusura, prima del taglio del nastro, le parole di Bettini, l’imprenditore illuminato che insieme coni fratelli ha adottato Monte Urano: “Mi ricordo la telefonata di Roberto Cardinali, dopo quella del direttore Paparoni. Eravamo pronti, certo abbiamo dovuto attendere un anno per la firma della donazione. Un anno per una firma, non dico altro, ma ce l’abbiamo fatta. Dico grazie ai nostri dipendenti, grazie a chi ha collaborato, grazie a Confindustria, ma soprattutto grazie al sindaco Moira Canigola che ha saputo seguire ogni passaggio con Lara Millevolte. Questa è una struttura nata come temporanea ma che ha tutto per essere definitiva. È fatta per durare e resistere. Siamo soddisfatti”. E l’abbraccio con i bambini che tra pochi giorni prenderanno possesso della struttura, l’ingresso ci sarà mercoledì dopo il carnevale, è per i fratelli Bettini il regalo più bello. 

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