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Un lungo e generoso 'Abbraccio' stringe l'Hospice di Montegranaro e lascia dieci nuovi letti

"Senza il volontariato non ci sarebbero cure palliative e non sarebbe stato possibile fare di questo hospice una eccellenza a livello regionale ed europeo. Ben vengano le donazioni, ma ciò che è fondamentale siete voi, con quello che fate”.

dondero e hospice


MONTEGRANARO – Un lungo e caldo Abbraccio quello che si stringe attorno ai dieci pazienti dell'Hospice 'La farfalla'. Un Abbraccio fatto di emozioni, vicinanza, attenzione sincera e partecipe che gli impagabili volontari dell'associazione fondata dal compianto Gaetano Di Rosa, e ora guidata da Luciano Pini, donano ai malati e ai loro familiari attraverso diverse forme, siano esse donazioni (l'ultima delle quali sono i dieci letti nuovi fiammanti) o semplicemente le presenze quotidiane dei volontari accanto a pazienti e ai loro familiari, per una parola buona, per un aiuto, un conforto o anche semplicemente per ascoltare.

La consegna dei nuovi letti più funzionali, pratici e confortevoli che andranno a sostituire quelli in dotazione al reparto fin dal 2009 (quando venne aperto) è stata l'occasione per la presentazione ufficiale di una onlus che opera già da qualche anno a favore dell'hospice e che ha sempre preferito mantenere un basso profilo, pensando alla propria mission.

La sala riunioni della Croce Gialla era strapiena di gente: amministratori comunali, vertici dell'Area Vasta 4 dal direttore Licio Livini, al direttore del distretto Vincenzo Rea, al primario del reparto di oncologia del Murri di Fermo, Lucio Giustini e tutto il suo validissimo staff. Ma c'erano anche i rappresentanti di numerose altre associazioni che collaborano con l'Abbraccio e, insieme, raccolgono fondi da destinare all'acquisto di oggetti che rendono la vita nel reparto più a dimensione familiare, che mirano a dare un senso di quotidianità e di normalità a degenti e familiari.

Sono oltre 80 gli iscritti all'Abbraccio e di questi 35 sono volontari che, formati dallo staff dell'Hospice, frequentano quotidianamente le dieci camerette che ospitano i malati terminali di tumore e regalano il loro tempo, un sorriso, un Abbraccio, senza chiedere nulla in cambio se non altri sorrisi e abbracci di chi vive il dolore e di chi assiste una persona amata che si spegnersi piano piano.

Sono i volontari dell'Abbraccio che, al mattino, si impegnano nella cucina interna al reparto (anch'essa frutto di donazione) e preparano i pasti che con il loro profuma annienta l’odore dei medicinali; che organizzano laboratori creativi e attività che servono a far passare il tempo pensando ad altro, a creare oggetti che abbelliscono il reparto; che trascorrono ore nel salottino guardando insieme la televisione, giocando a carte, tutto all'insegna della normalità.

“La nostra è un'attività silenziosa, costruita insieme all'équipe medica e infermieristica dell'hospice, coordinati dal dottor Giustini, dalla dottoressa Borriello, dalla psicologa” ha spiegato il presidente Pini a tutti gli intervenuti. Non c'è stata nessuna retorica nelle parole dei direttori Livini e Rea, del dottor Giustini nel ringraziarli per la meritoria opera che svolgono, insieme al riconoscimento di un'attività di volontariato di importanza fondamentale: “Noi siamo felici di avere accanto persone come voi. Senza il volontariato non ci sarebbero cure palliative e non sarebbe stato possibile fare di questo hospice una eccellenza a livello regionale ed europeo. Ben vengano le donazioni, ma ciò che è fondamentale siete voi, con quello che fate”. “I mesi passati qui sono stati un dono della vita” sono state le parole di Laura Strappa, compagnia di Mario Dondero che tra quelle mura ha trascorso un lungo periodo. “Per me è stato un punto di vista molto privilegiato tra la vita e la morte, esperienze che, se condivise, ci fanno capire che la vita è bellissima e va vissuta”.

L'immagine simbolo di Dondero, quella dell'uomo che voleva raggiungere la luna è stata donata all'hospice e appesa lungo i muri del colorato corridoio della 'Farfalla': un altro ricordo, un altro simbolo che va ad aggiungersi ai tanti donati negli anni.

@raffaelevitali

Il colpo. Rubate altre 4mila paia di scarpe. E per quelle prese da Bigioni si indaga sul web

I banditi hanno caricato le calzature e un migliaio di fondi a bordo di un furgone, e sono scappati. Solo questa mattina il titolare della 'Barchetta' si è accorto.


MONTEGRANARO – La banda specializzata colpisce ancora e un altro calzaturificio si risveglia con il magazzino vuoto. Sono state rubate 4mila paia di scarpe nell’azienda Barchetta di Trodica di Morrovalle. Un colpo differente da quello commesso a danno della Dino Bigioni se non altro per il fatto che a Morrovalle non c’erano allarmi inseriti. I banditi hanno caricato le calzature e un migliaio di fondi a bordo di un furgone, e sono scappati. Solo questa mattina il titolare si è accorto.

Un modus operandi per furgone e abilità che ha fatto pensare alla banda che aveva colpito a Montegranaro. Anche se è convinzione degli inquirenti che quella in azione nel calzaturificio Bigioni, in zona villa Luciani, sia la stessa a cui danno la caccia da due anni e che ripulì anche Botticelli.

Oltre alle immagini delle telecamere interne all’azienda di Montegranaro, sono state visionate le riprese dell’outlet Il Castagno e della Tod’s, le due strutture vicine che hanno messo a disposizione per quanto possibile le loro riprese. Nel mentre, in attesa di recuperare le migliaia di paia di scarpe già inscatolate, un danno da centinaia di migliaia di euro, i Bigioni sono tornati in produzione. “I clienti ci hanno dato fiducia, anche perché non era mai successa una cosa simile e hanno confermato gli ordini. Per noi è un segnale molto importante” sottolinea Ronny Bigioni. “Abbiamo cambiato anche tutto l’impianto di allarme, inserendone uno ancora più sofisticato”. Le calzature rubate ai Bigioni sono d’alta fascia e non vendibili sul mercato italiano, perché prodotte per l’America. Da qui la convinzione che i ladri potrebbero metterle in commercio sul web. Lo sanno gli inquirenti che stanno monitorando i canali principali del commercio online di calzature.

Raffaele Vitali

Più buyer, ma non basta. La proposta: "Uniamo Micam e LineaPelle"

I presidenti delle sezioni calzaturiere di Femo, Ascoli e  Macerata fanno il punto. Di Battista riassume: "Il segno finale è più. Ma dobbiamo capire che i prezzi vanno abbassati".

micam post uniti


di Raffaele Vitali

FERMO – Come è andato il Micam? “Il segno è positivo, ma non basta”. Struttura interna, look e date da spostare verso marzo e la terza di settembre, oltre a una immagine più internazionale che spazzi via il provincialismo ancora attaccato al marchio: sono queste le richieste post fiera. A dirlo sono i tre presidenti della sezione calzaturiera del distretto più importante d’Italia: Valentino Fenni, Ascoli, Giampietro Melchiorri, Fermo, e Claudio Sagripanti, delegato di Macerata. “Ci stiamo preparando all’accorpamento e ci stiamo scaldando collaborando su ogni passaggio” esordisce Melchiorri.

“theMicam per me è la manifestazione indispensabile. Che è un termine diverso dal solito grande che usiamo. La dimostrazione viene anche da chi ha lo showroom e nonostante ciò partecipa al Micam”. La fiera ha chiuso con 32.703 visitatori. “E sono tornati i russi, come dimostra il +13%. Vedere il segno più dà fiducia, ma non nascondiamo che i buyer arrivati sono quelli con una struttura più consolidata, capace di superare le difficoltà del rublo, il crollo del petrolio e le sanzioni”.

Il Fermano. “I nostri calzaturieri hanno visto un aumento di interesse. Ma prima di brindare vediamo quanto interesse diventerà ordine” ribadisce Melchiorri che sottolinea il successo di due padiglioni, il 5 e il 7. Meno soddisfazione per i padiglioni 1-3 e 2-4. “Questo quanto emerso parlando con gli associati”. Come mai? “Incide il fattore prezzo, essendo il 5 e 7 più appetibili, avendo prodotti più concorrenziali”.

Altra novità sono state le collezioni, “più universali e aperte a ogni mercato”, con seconde linee più abbordabili, “ma c’è anche chi ha abbassato i suoi prezzi per andare incontro alla svalutazione del rublo”. Da qui l’aumento di interesse secondo Melchiorri.

Il Maceratese. “theMicam resta la manifestazione regina”. Non cambia idea Claudio Sagripanti rispetto a Melchiorri. “Gds e Düsseldorf hanno ridotto gli spazi e diventano sempre più fiere regionali, ecco che il Micam non può arretrare, ma anzi deve investire maggiormente anche a livello di marketing”. Sagripanti ricorda che 1400 espositori sono 1400 opinioni: “Bilanciamo le voci, a me il 5-7 risultano in difficoltà. Il dato di fatto è il ritorno dei visitatori anche di aree scomparse. Tradurle in ordini è la scommessa, perché il rublo a 90 non stimola gli acquisti”. Il d-day arriverà a fine estate, quando il campionario diventa produzione. “Lo sforzo sui prezzi riguarda tutti. E questo non è un dato positivo, perché significa che i margini sono quelli che ti permettono solo di restare in piedi. Ridurre il 3-5-10% significa entrare in difficoltà. E allora chi può lo capisca, che sia la politica o la banca”.

Il trend generale è che la Cina aumenta le esportazioni in valore, mentre l’Italia riduce prezzi. Nelle Marche la produzione cala del 4% e siamo al 30% di cassa integrazione: “Questi numeri ci fanno stare con i piedi per terra, perché una inversione di tendenza non è detto che duri”. Creatività e innovazione restano le due armi: “Se poi più che parlare di cifre parlassimo di infrastrutture, di burocrazia, di costi non necessari, saremmo un settore estremamente più competitivo. Manca un adeguato supporto della politica”.

Sagripanti lancia la poposta: “Dovremmo mettere insieme Micam e Lineapelle, far coincidere l’ultimo giorno. Porterebbe a un risparmio di costi enormi. Molti buyer sarebbero felici. Affittare tutta la fiera dovrebbe portare anche a un forte risparmio per Assocalzaturifici. Purtroppo non facciamo sistema”. A settembre ci si avvicina in realtà alla proposta, con le due fiere che si sfiorano, ma ancora non coincidono.

Il Piceno. “Noi fabbricanti andiamo pieni di speranze, ricchi di campionari. Siamo il centravanti del sistema. per cui dobbiamo accrescere la rete. Prioritario è spostare le date più avanti. Gds si sta suicidando, non arriviamo anche noi a quello. Servono 15 giorni di spostamento. La presidente Pilotti sta facendo il possibile, ma i contratti sono quasi blindati. Quindi paghiamo scelte sbagliate del passato”. Sui padiglioni, Fenni sottolinea il vuoto del 2-4 e l’ottima performance di 5-7. “La scelta delle ditte deve essere migliorata”. Il presidente di Ascoli accende il faro sul dramma del bambino “lasciato da solo in mezzo alla desolazione”. È la crisi nella crisi: “Chi si occupa di questo prodotto sta vivendo una crisi enorme. Soffrono la concorrenza più di altri” ribadisce Sagripanti. E poi il problema posizione: “Non posso avere a fianco un turco che vende le scarpe a 20 euro in meno delle mie” tuona Fenni. “Se si mischia il produttore da 50 euro con quello da 20, il prezzo è discriminante” ribadisce Melchiorri.

Unioncamere Marche. “Ma il segno è meno o più? Partiamo dai dati: il segno è +. Se per tenersi i clienti dobbiamo abbassare i costi, va fatto. Un tempo compravamo pelli senza pensare agli sprechi, oggi razionalizziamo anche gli acquisti e calare il prezzo è possibile. Non è svendere. Il bimbo soffre? La crisi – sottolinea Graziano Di Battista - ci porta a tagliare nel settore che dura meno e soprattutto comporta che chi produceva solo per i piccoli oggi fa anche scarpe da uomo o da donna”. Se arrivano più buyer il ruolo chiave questo distretto lo gioca. “Annarita Pilotti, con la sua irruenza. gli inviti li ha fatti arrivare. Altrimenti non si spiegherebbe il ritorno dei russi.

Il futuro è roseo? “Speriamo nei fondi della regione per l’innovazione che premia i campionari. Ma sia chiaro, i campionari son sempre innovativi. Poca burocrazia e semplificazione per non mettere in difficoltà gli imprenditori è quanto chiedo” conclude Di Battista. 

@raffaelevitali

Montegranaro, la svolta di Cimadamore: "Laureato in legge, ma col sorriso apro 'La bontà di una volta'"

“Tutti i prodotti provengono da aziende agricole che rappresentano il fiore all'occhiello del nostro entroterra e sono realizzati al naturale senza conservanti, addensanti e coloranti proprio come avveniva molti decenni fa”.

montegranaro


MONTEGRANARO – Una sfida, un’avventura, la voglia di cambiare la propria vita professionale. C’è tutto questo dietro la scelta di Abramo Cimadamore, giovane laureato con lode in Giurisprudenza impegnato politicamente da anni a Montegranaro. Poteva fare l’avvocato, come tanti amici, ma il mercato saturo e la passione che coltivava dentro di sé l’hanno spinto verso una nuova strada.

È nata così ‘La bontà di una volta’. Un negozio che è di per sé un mercato. Un luogo dove trovare quello che altrimenti andrebbe cercato con il lanternino. “Mi sono rimboccato le maniche, mi sono munito di tanta forza e coraggio e ho incominciato a elaborare il mio progetto. Ci sono stati giorni difficili in cui la burocrazia sembrava un ostacolo insormontabile ma alla fine ci sono riuscito e sono giunto in dirittura d'arrivo”.

Il negozio ha aperto in viale delle Rimembranze, zona San Liborio, e ha un solo obiettivo: valorizzare le Marche. “Vendo pane cotto a legna, dolci tipici marchigiani, dolci pasquali, pasta artigianale, marmellate, miele, conserve, salse al tartufo, legumi, spezie, cereali, tisane, vino, vino cotto, liquori tipici marchigiani, olio, caffè, formaggi, affettati”. Potrebbe parlare per ore Abramo Cimadamore (nella foto con il presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista) di quello che ha deciso di fare. Perché ha l’entusiasmo del giovane avventuroso. “Tutti i prodotti provengono da aziende agricole che rappresentano il fiore all'occhiello del nostro entroterra e sono realizzati al naturale senza conservanti, addensanti e coloranti proprio come avveniva molti decenni fa”.

Le bontà di una volta che tornano alla ribalta. “E' una sfida, perché aprire un 'attività commerciale di questi tempi richiede tanti sacrifici, ma alla fine lo faccio col sorriso in bocca perché è una scelta profonda”. Aveva due strade davanti a sé Cimadamore: prendere una aereo e raggiungere gli mici laureati in legge che professano in giro per l’Europa la loro professione o provare a vivere nelle marche, la terra che ama. Ha scelto la seconda, col sorriso.

Raffaele Vitali

Pignoramento da 300mila euro al Comune di Montegranaro: eslpode la grana Cpm

La vicenda riaccende lo scontro politico tra l'attuale sindaco, Ediana Mancini, e l'ex Gastone Gismondi.

montegranaro


MONTEGRANARO – Si amministra con avvocati tra aule di tribunale penali e civili a Montegranaro. Anche quando si parla di Cpm o Calepio. Due casi diversi su cui però incombe la giustizia ordinaria: da un lato per il risarcimento civile, dall’altro per l’esposto dei consiglieri di opposizione del Movimento 5 Stelle.

La notizia del giorno è il pignoramento notificato al Comune per un importo di 302.000 euro “riguardante il mancato pagamento di lavori commissionati dalla precedente Amministrazione alla ditta CPM dal 2009 e negli anni immediatamente successivi”. Le parole sono del sindaco Ediana Mancini che introduce il problema che si è trovato sulla scrivania. Trovato in realtà nel pignoramento, ma conosciuto fin dall’elezione.

“Si tratta di una situazione anomala, con fatture non emesse nell'immediato di cui una, quella dell'importo più consistente, addirittura nel periodo settembre/ottobre 2013 a cavallo tra la mancata approvazione del bilancio e la discussione della successiva mozione di sfiducia nei confronti dell'ex sindaco Gastone Gismondi. Successivamente, tali debiti non sono stati riconosciuti fuori bilancio dall'allora Commissario prefettizio. Sin dal nostro insediamento, datato giugno 2014, ci siamo attivati per cercare una soluzione concreta, partendo da una serie di verifiche, necessarie per appurare se le richieste della CPM fossero fondate o meno. L'essere arrivati a conclusioni diverse da quelle della ditta ci ha spinto ad avviare una trattativa per giungere ad una proposta compatibile a quanto accertato: 200.000 euro la cifra da noi ipotizzata, poco più di 300.000 la loro richiesta” ribadisce la Mancini.

Ha trattato quindi il Comune. Cosa che non aveva fatto l’allora sindaco Gastone Gismondi? “Falso” sottolinea l’ex primo cittadini, che in poche battute ricostruisce la vicenda che non emerge dal comunicato dell’amministrazione. “All’asilo nido, nel 2013, sentivano un odore di carburante all’interno della scuola. Sotto terra, dopo i controlli da me predisposti, scoprimmo un serbatoio bucato che causava le esalazioni. È arrivata l’Arpam e a seguire la Cpm che ha provveduto a rimuovere il serbatoio. A quel punto abbiamo aperto il sinistro con l’’assicurazione perché un bene del Comune si è rotto. Finito il lavoro, la ditta ha presentato la sua fattura: 90mila euro”. Ed è qui che è nato tutto il problema: “Una somma elevata, tropo per il Comune, congrua per la Cpm che aveva anche bonificato il terreno. È iniziata una discussione sull’importo e ho lasciato tutto all’assicurazione. La stessa procedura l’ha seguita il commissario. E per altri due anni loro, quindi?”.

Quindi ora si deve pagare. “E la colpa di certo non è mia, visto che ci sono tre avvocati in Giunta. Forse loro non sanno che se una ditta fa causa poi non dovrebbe più lavorare per il Comune? E invece, loro trattano. Ed ecco le conseguenze” prosegue Gismondi.

Una trattativa complessa, che ha visto impegnati in prima linea il vicesindaco Endrio Ubaldi, l'assessore ai Lavori Pubblici Aronne Perugini, il legale e i tecnici: “Inaspettatamente, la ditta ha scelto la strada del pignoramento presso terzi, mettendoci in grande difficoltà, pur essendoci due cause ancora in corso. Considerando che la CPM è ancora nostra fornitrice per gli impianti di calore, confidavamo infatti – sostiene Ediana Mancini - in una maggiore comprensione nei confronti di un'Amministrazione sempre rispettosa ed impegnata nella ricerca di una soluzione a situazioni pregresse, non imputabili a questa giunta”.

Colpa di Gismondi? “Noi abbiamo avviato le procedure per dire se dovevano essere pagati o no. Lo scandalo – conclude l’ex sindaco - è a distanza di tre anni non sapere a che punto fosse il sinistro. Questi non dovevano parlare con la Cpm ma lavorare con gli uffici e una volta avuto ragione agire o in caso di torto pagare”.

Resta il fatto e quanto già pagato dall’amministrazione Mancini in due anni: “Abbiamo risolto questioni gravi e annose, riconoscendo oltre un milione di euro fuori bilancio, con oltre 600.000 euro già pagati e con i residui da pagare fra questo ed il prossimo esercizio finanziario”. Nel mentre la discussione a Montegranaro passa dalla richiesta danni alla querelle politica, la Cpm è finita al centro di una inchiesta, esplosa questa mattina con perquisizioni condotte da 55 carabinieri, che riguarda l’appalto per l’illuminazione pubblica nel viterbese.

r.vit.

Montegranaro, le grandi manovre dell'opposizione. In attesa che Sel lasci la maggioranza

Passare dai problemi reali, dal no al piano di riorganizzazione del centro passando per Calepio e Bilancio, alla sfiducia diventerebbe molto facile.

lucentin cartelli


MONTEGRANARO – “Stiamo incontrando tutti i gruppi” sottolinea con poche parole Mauro Lucentini, volto con Gastone Gismondi di Viviamo Montegranaro. Nessun inciucio o ribaltone in vista. Non per ora. “Quattro volte abbiamo incontrato i 5 Stelle e ora l’incontro con Basso senza Gianni Basso per parlare di problemi reali”.

Non è un ‘no’ categorico quello alla presenza dell’ex sindaco, ma digerire il voto contrario che ha fatto cadere Gismondi non sarà facile. Ma le figure dentro l’area di Basso non mancano e così le riunioni ci saranno anche in futuro. Il tutto in attesa di incontrare un’altra forza, Sel. Ma questo non avverrà fino a quando il partito della sinistra italiana non lascerà i banchi della maggioranza. Cosa che dovrebbe avvenire durante il prossimo Consiglio comunale.

E a quel punto si aprirebbe la nuova partita, con l’inizio del conteggio dei voti. Perché passare dai problemi reali, dal no al piano di riorganizzazione del centro passando per Calepio e Bilancio, alla sfiducia diventerebbe molto facile.

La Poderosa ha perso, ma Montegranaro ha vinto. Il sindaco: “Ora tutti con i Bigioni”

Quando sono arrivati i tifosi, scesi da due pullman poco dopo mezzogiorno, si è scatenata la Mabo Band.

chefveregra 


RIMINI - “Ora c’è il campionato, quello che vorrei è vedere tutti i tifosi che sono arrivati a Rimini riempire il palazzetto di Montegranaro. Io di certo ci sarò”. Il sindaco Ediana Mancini, arrivata in Romagna con tutta la Giunta (Ubaldi, Perugini, Beverati, Basso e il consigliere Gaudenzi), centra il punto. “La famiglia Bigioni deve partire da un dato certo: un anno fa non c’erano, quest’anno l’hanno giocata. E da protagonisti. È una crescita”.

Avevano investito tanto gli imprenditori calzaturieri in questa tre giorni della Legapallacanestro con le finali R'n'B . Ed è vero che fuori dal campo hanno vinto, anzi, non hanno avuto rivali. Hanno scosso i padiglioni della Fiera di Rimini i veregrensi. L’hanno fatto in più modi. In primis con il maxi stand in cui chi entrava poteva prendere una delle brochure sui luoghi più belli del Fermano o comperare un pacco di pasta o un succo di frutta. Poi, girando l’angolo, lasciandosi affascinare dal cartoccio di olive o da un piatto di maccheroncini cotti sul momento, il tifoso di ogni angolo d’Italia ne gustava una tipicità. “E’ stato bello vedere tutta la famiglia lavorare insieme, dal padre ai figli, passando per i nipoti”

Quando sono arrivati i tifosi, scesi da due pullman poco dopo mezzogiorno, si è scatenata la Mabo Band. Un ingresso che ha attirato gli occhi dei curiosi, che poi si sono persi, tra i padiglioni e in campo, ad ammirare le esibizioni degli artisti del Veregra Street. E quando sul monociclo uno è rimasto in tanga, l’occhio stupito degli spettatori valeva il biglietto: diciamo che il nome di Montegranaro non lo dimenticheranno presto.

“Tutto questo è merito dei Bigioni, stanno investendo tanto. È normale che – conclude il sindaco – oggi ci sia un po’ di delusione, ma deve diventare carica”. E così sarà, parola di Riccardo Bigioni: “Lunedì appuntamento in azienda, non c’è tempo da perdere. La Coppa deve servirci da lezione per crescere”.

r.vit.

Showtime a Rimini: Montegranaro parte per vincere dentro, Poderosa, e fuori, cibo e Veregra, da campo

Ubaldi: “L’Emilia Romagna è la regione dei canestri e noi ci andiamo a testa alta. Ricordo le finali di Coppa con la Sutor, ma questa volta possiamo davvero vincerla”. (VIDEO PODEROSA)

montegranaro coppa giunta


di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Una maglia con lo stemma del Comune, la scritta Veregra Street, il colore giallo che si abbina a un blu, che è scuro ma non è più nero. “Si parte per Rimini. Montegranaro venga in trasferta”. L’appello del sindaco Ediana Mancini è ai tifosi perché seguano la Poderosa Basket in occasione delle finali nazionali di Coppa Italia RnB (4-5-6 marzo, biglietti a 12 euro per chi li compra dalla Poderosa, 18 euro a Rimini). “Il gialloblù? Abbiamo iniziato con lo striscione alla Bombonera, ora le maglie. È il colore sociale della città e noi vogliamo ridare il basket a Montegranaro” interviene Ronny BIgioni.

“I Bigioni porteranno il nome di Montegranaro fuori dai confini territoriali. È una famiglia che sta facendo rinnamorare i tifosi veregrensi al basket”. Ne è convinta la Mancini e a dimostrazione ci sono le centinaia di persone che scelgono di passare la domenica al palazzetto. “Merito dei Bigioni, dei tecnici e dei giocatori che stanno restituendo al paese il loro vanto”.

A Montegranaro il basket è come l’aria: “L’Emilia Romagna è la regione dei canestri e noi ci andiamo a testa alta. Ricordo le finali di Coppa con la Sutor, ma questa volta possiamo davvero vincerla”. Il Comune contribuisce con 2500 euro per la parte sportiva. A questa somma, si aggiungono altri 3mila euro, dal bilancio della Cultura, per portare il Veregra in trasferta. “Occasione unica, giusto investire su un evento in cui gravitano almeno 30mila persone”.

Montegranaro sogna con la Dino Bigioni, sogna con Barbante in Nazionale, sogna con la palala spicchi che a Rimini si riempirà di buon cibo, oltre che del divertimento garantito dagli artisti del Veregra Street. “In un momento così importante abbiamo visto che 30 entità istituzionali e imprenditoriali partecipano alle Finali partecipando nello stand organizzato a Rimini dai Bigioni. Noi – spiega Nazareno Dichiara, presidente dell’Azienda Speciale Fermo Promuove e padre di un ex giocatore della Poderosa – diamo visibilità al Fermano”.

Sette istituzioni e 20 imprese, 15 fermane, 5 tra Macerata e Ascoli. “Per un città che vive di basket e scarpe non si può non approfittare di ogni occasione per promuovere Montegranaro e l’altra metà del cielo, ovvero Macerata. Portiamo le scarpe, il Veregra e il cibo: cultura, attività produttive, turismo ed enogastronomia” ribadisce Giacomo Beverati, che di quei settori è l’assessore delegato.

Per i Bigioni “la Coppa era un primo obiettivo”. Riccardo, il fratello minore di una famiglia compatta che la domenica si ritrova alla Bombonera, non lo aveva mai negato: “Essere a Rimini significava portare una società di Montegranaro su un palcoscenico nazionale con 30mila spettatori certi nel we. E raggiunto l’obiettivo si è ragionato sull’abbinamento di altre eccellenze”. Non solo famiglia Bigioni però: “La passione noi l’abbiamo nel sangue. Come azienda garantiamo il campionato. Abbiamo una società sana. Per centrare la coppa Italia dovevamo essere primi a dicembre e per esserlo abbiamo allestito un roster di giocatori eccezionali con esperienze e campionati vinti”. Tra questi Simone Gatti, capitano e unico confermato dall’anno scorso.

Ronny Bigioni ascolta, si prepara per questa avventura e guarda al futuro: “Montegranaro si merita la A2, non si può permettere più la A1, ma la seconda serie è la sua casa”. Endrio Ubaldi ribadisce un concetto che a volte sfugge: “I Bigioni hanno voglia di allargare la società”. Ed è una strada obbligata per obiettivi più ambiziosi. Tutti sognano, ma intanto c’è la Coppa Italia, che coinvolge ogni istituzione. La Provincia non ha soldi, ma il supporto lo garantisce a livello di visibilità e promozione: “Il patrocinio c’è, anche della Regione con la promessa del consigliere Giacinti che al momento dell’approvazione del Bilancio diventerà oneroso” chiosa Aronne Perugini.

Vogliono divertirsi i veregrensi a Rimini e faranno sorridere, con gli artisti di strada, e mangiare, con olive, maccheroncini, marmellate, saluti, vino e birra, tutti gli spettatori: “Un bel regalo per il 18esimo compleanno del Veregra. È la prima volta, e sono orgoglioso, che Montegranaro si mette in rete. Gli spettacoli si terranno in campo e nelle fan zone. Portiamo tre compagnie professionistiche: due marchigiane solo di nascita, perché lavorano sempre all’estero. Per il Festival, andando nella terra dei buskers, pensiamo a Ferrara, dobbiamo dare il meglio”. Quello che in campo garantirà la Poderosa di coach Steffè: “Sportivamente è un onore portare il nome della famiglia Bigioni, ma indossare i colori gialloblù ci rende ancora più motivati, perché portiamo con noi la città”. Con la speranza di capitan Gatti di abbinare a quei colori, alla fine del we, un coccarda tricolore, quella dei campioni (VIDEO PODEROSA).

@raffaelevitali 

2016, l'anno della nuova palestra a San Liborio. Ubaldi: "Mutuo da 400mila euro"

Tornando alle associazioni, tante e diverse, la Giunta prosegue nella sua logica di “valorizzazione dei settori giovanili, luogo di formazione che di attenzione alle istanze delle nuove generazioni”. Ecco i fondi stanziati a Montegranaro.

giunta mgranaro


MONTEGRANARO – Soldi per tutti, in proporzione a livello e impegno. Sono i contributi che l’amministrazione Mancini destina alle società sportive di Montegranaro. Ma non solo contributi, anche investimenti,

“Per il 2016 – sottolinea il vicesindaco Endrio Ubaldi – è prevista l'approvazione del progetto e l'attivazione di un mutuo da 400.000 euro per la realizzazione della palestra polifunzionale nella zona San Liborio-Veregrense lottizzazione Rossi, comprensiva della sistemazione esterna della struttura e della realizzazione anche di un campo polifunzionale”.

Tornando alle associazioni, tante e diverse, la Giunta prosegue nella sua logica di “valorizzazione dei settori giovanili, luogo di formazione che di attenzione alle istanze delle nuove generazioni”. Tra la scuola Basket Montegranaro gestita dalla Poderosa, la scuola calcio della Veregrense, la Pallavolo Primavera Volley, la Danza Ritmica L'Aquilone, il softball, il judo e la Nuova Juventina nel calcio a 5, sono oltre 800 i giovani veregrensi che praticano attività sportiva a Montegranaro nelle strutture comunali.

Questi i soldi stanziati nel 2015: “Alla Scuola basket Montegranaro abbiamo deliberato un contributo di 1.500 euro, alla Poderosa in lotta per la serie A2 2.000 euro, alla Scuola Calcio della Veregrense, che non ha una prima squadra, 2.000 euro, alla Bocciofila Montegranaro in serie A ed in lotta per lo scudetto 1.500 euro per l'attività agonistica e altrettanti per la gara nazionale del "Memorial Stortoni", che si svolge tutti gli anni a novembre. Proseguiamo con i 2.000 euro per l'Unione Fermana Softball, che ha sfiorato la massima serie e che sarà la probabile organizzatrice del campionato europeo di Softball a Montegranaro nel prossimo settembre, avendo già nel 2014 ospitato la Coppa Campioni di Softball. Nel computo ci sono anche le 3 squadre di calcio a 5 della Nuova Juventina, della Polisportiva Montegranarese e della Futsal Montegranaro la squadra ciclistica dilettantistica dei Calzaturieri Montegranaro, la Podistica Montegranaro alle quali abbiamo dato un contributo di 1.000 euro ciascuna; poi l'Olimpia Sporting Club, per una cifra identica utilizzata per l'attività di sicurezza durante il Veregra Street dell'estate scorsa. Altri 750 euro sono andati al Circolo Tennis per l'attività giovanile, 500 allo Judo Club sempre per l'attività giovanile, 500 al Moto Club Lion per la partecipazione alla sfida fra Comuni a Monterosato e 750 per il Palio dei Comuni di trotto, per un totale complessivo di 19.000 euro per anno 2015”.

Nel 2016, unico contributo deliberato è quelli di 2.500 euro per la Poderosa, in vista delle finali di coppa Italia da venerdì 4 a domenica 6 marzo a Rimini.

Cresce l'Aido a Montegranaro. "Ma il Comune non risponde sulla donazione nella carta d'identità"

In totale oggi sono 403 gli iscritti della nuova articolazione provinciale che partendo da Montegranaro copre anche Torre San Patrizio, Monte San Pietrangeli e Rapagnano.

montegranaro


MONTEGRANARO – “Una esperienza stimolante, istruttiva e coinvolgente, premiata da 70 nuovi iscritti”. L’assemblea comunale dell’Aido saluta il presidente uscente, Dino Pesci, che ha chiuso con un primo lusinghiero consuntivo. E una amara sottolineatura. “Il direttivo ha lavorato promuovendo campagne mirate, anche tra i giovani, arrivando a 70 nuove iscrizioni”. In totale oggi sono 403 gli iscritti della nuova articolazione provinciale che partendo da Montegranaro copre anche Torre San Patrizio, Monte San Pietrangeli e Rapagnano: “Ora vogliamo attivare dei sottogruppi comunali in modo da far crescere la sensibilizzazione”.

La nota amara è in una lettera protocollata il 13 novembre 2015 in cui presidente e direttivo Aido chiedevano all’amministrazione guidata da Ediana Mancini di attivare il procedimento dichiarativo di adesione alla donazione di organi e tessuti in caso di morte cerebrale al momento del rilascio della nuova carta di identità.

“Purtroppo – spiega Dino Pesci - non ho mai avuto risposta. Lascio la carica senza questo risultato e mi dispiace”. Quando si è insediata, la Giunta Mancini fece suo un documento presentato dall’Avis e da altre associazioni in cui si chiedeva all’amministrazione di prendersi l’impegno di promuovere la cultura del dono. “Immaginavo quindi che fosse una cosa scontata l’attivazione della procedura. Invece, resta la nota stonata”.

Che Pesci lascia al nuovo presidente. L’imprenditore, infatti, non si è ricandidato dopo quasi tre anni di mandato, “ho troppi impegni”, e il nuovo presidente Massimo De Luce, con il direttivo formato da 9 persone, ma è allargato a chi vuole lavorare, dovrà ripartire proprio da questo vuoto normativo.

“De Luce non pensava di uscire presidente, ma ha voglia e forza per far crescere l’associazione. Di certo anche per lui l’impegno è di far sì che il Comune attivi la possibilità di inserire nella carta d’identità la liberatoria per la donazione degli organi, come da richiesta della Regione Marche”. E’ rimasto indietro il Fermano, i Comuni che hanno aderito a ‘Una scelta in Comune’ sono Fermo, Sant’Elpidio a Mare, Porto Sant’Elpidio, Massa Fermana, Montefalcone e Pedaso, soprattutto rispetto al Maceratese dove sono già una trentina. “Per questo - concludeva la lettera rimasta senza risposta – la vostra adesione darebbe lustro e vanto alla comunità locale a fronte di un modestissimo dispendio di risorse economiche ed umane”. 

r.vit.

Bidoni col chip, più personale ed ecocentro: l’Onofaro inizia a pulire le strade di Montegranaro

Basso: “Subentreranno all’Ecoelpidiense che, fino a quel giorno, porterà avanti il servizio. In questi 35 giorni, necessari per il passaggio di personale, verranno comunque iniziati i lavori all'Ecocentro comunale". 

bass onofaro


MONTEGRANARO – Una rivoluzione. “Si tratta del contratto più oneroso della storia del Comune veregrense per un importo complessivo di 5.205.242,87 euro più IVA al 10%, pari a quasi 6 milioni di euro per con cinque anni di durata” esordisce il sindaco Ediana Mancini. È stato firmato stamattina il contratto per la raccolta dei rifiuti e l'igiene urbana tra l'Amministrazione di Montegranaro e le ditte Onofaro Antonino Srl, che gestisce con successo nelle Marche il comune di Mondolfo, e Caruter Srl, riunite in un'associazione temporanea di imprese (ATI).

Rivoluzione, quindi, perché cambia il sistema, a cominciare dai bidoncini a disposizione dei cittadini: “Tutte le famiglie montegranaresi dovranno ritirare, previa lettera di avviso, un kit formato da 5 bidoncini, uno per frazione, un contenitore per gli oli esausti, un calendario e la card per l'accesso all'Ecocentro”. Nei condomini con più di sei unità verranno messi invece bidoni condominiali dotati di serratura”.

I giorni di raccolta resteranno gli stessi ma il mercoledì si passerà dalla plastica al multimateriale dato che il metallo, una volta completata la consegna dei nuovi contenitori, andrà smaltito insieme alla plastica e non più con il vetro. “Tutti i bidoni avranno un chip per tracciare i vuotamenti ed evitare i furti dei cassonetti”. La convinzione dell’amministrazione è di riuscire così ad abbassare le tariffe delle utenze domestiche con il servizio dell’Onofaro inizierà ufficialmente il primo di aprile: “Subentreranno all’Ecoelpidiense che, fino a quel giorno, porterà avanti il servizio. In questi 35 giorni, necessari per il passaggio di personale, verranno comunque iniziati i lavori all'Ecocentro comunale che verrà chiuso per poi tornare a un'apertura dal lunedì a sabato”.

Scompaiono i sacchetti per carta e multimateriale, restano per l'organico quelli biodegradabili “Il calendario, che verrà consegnato alle famiglie ogni anno, servirà soprattutto per i giorni festivi. Infatti, nei giorni precedenti o successivi alla festa verrà ritirata la doppia frazione. Ad esempio: lunedì 25 aprile 2016 non sarà ritirato l'umido, ma martedì 26 aprile verranno ritirati umido ed indifferenziato” prosegue l’assessore Basso.

Ma il vero cambiamento sarà lo spazzamento, quello a oggi in teoria gestito dal Comune, che riguarderà tutto il centro urbano, frazioni incluse (Villa Luciani e Torrione) con frequenze variabili. Infine, nel nuovo accordo ci sono anche la pulizia della caditoie due volte l’anno e l’assegnazione di una persona per le pulizie del centro storico. “Più compiti, più personale: sei le persone che verranno assunte dalla ditta vincitrice” concludono soddisfatti gli amministratori veregrensi.

@raffaelevitali 

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