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Rublo in decollo e made in lontano, calzaturieri appesi al Micam

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Testa alta e convinti delle proprie collezioni, 126 imprenditori fermani verso Milano.

MONTEGRANARO - Poco più di sette giorni per capire se le collezioni piacciono ai buyer. Le porte del Micam si stanno per aprire. Partono 126 imprenditori dal distretto fermano, altri 63 dal maceratese: per tutti direzione Rho, per riempire dal 16 al 19 settembre i padiglioni della Fiera.
Il quadro da riempire ha una cornice invecchiata, di quelle preziose che però hanno bisogno di un restauro. Arturo Venanzi, volto internazionale dell'azienda Francescehtti, già i suoi dubbi li ha espresso, “non possiamo inseguire il mondo delle sneakers”, ma ora servono ricette, idee che vanno oltre un nuovo trattamento della pelle.
Tra i mercati di riferimento, l’Europa resta quello principale, con Francia e Germania in testa, seguita dalla Russia e dal mercato orientale. Il Micam che si apre sarà importante per capire la risposta del mercato russo all’esplosione del rublo, tornato quasi a 80, il che significa che il costo della calzatura è più che raddoppiato. “L’importanza della Russia e dei Paesi ex Csi per il Fermano è sempre alta, anche perché seppur calando gli ordini resta alto il prezzo al paio di vendita. Il rublo a 80 è la prova tangibile che la politica contro la Russia, penso alle sanzioni, ha solo penalizzato l’Italia e ancora di più le Marche, che oggi sono in attesa del riconoscimento dello stato di crisi per sperare in un rilancio interno” ribadisce il vicepresidente vicario di Confindustria Centro Adriatico, Giampietro Melchiorri. Fa paura il rublo, ma forse lo fanno di più turchi e portoghesi che stanno mangiando fette di clientela. “Non possiamo non credere nella Russia, considerando anche che - dati Assocalzaturifici - il trend delle ultime 6 edizioni evidenzia un aumento di visitatori provenienti dalla Russia (+71,5%) e dall’Ucraina (+32,9%)” ribadisce il presidente dei calzaturieri Enrico Ciccola.
il distretto di certo non perde  l'orgoglio, anche perché  sa di essere uno dei motori a livello italiano insieme a Veneto e Toscana. “Questo - prosegue Ciccola - per il nostro posizionamento nella fascia di alta qualità, 53 le aziende che hanno lo stand nel padiglione Luxury, e del fashion, con 63 che fanno parte del padiglione Contemporary”. dati da Micam, dati che sercoNo a sperare: l’mportanza della fiera per il distretto fermano-maceratese è anche nell’ultimo dato: “I settori di maggior interesse per i visitatori sono il Contemporary (il 50% dei visitatori) e il Luxury (oltre il 25%). Ovvero i due padiglioni in cui siamo protagonisti con i nostri associati. E questo avviene perché l’organizzazione degli ultimi anni della presidente Annarita Pilotti e del suo staff non ha fatto mai mancare il supporto alle piccole e medie imprese, rendendole protagoniste nel mondo”.
Il Micam resta il punto di riferimento, anche se ordini e vendite sono già iniziate da un paio di mesi. La fiera è luogo di incontro con i buyer e la contemporaneità, per l’ultimo giorno che solitamente è più debole, con l’inizio della Settimana della Moda potrà dare nuovo slancio” ribadiscono Melchiorri e Ciccola. Quella moda che è  baluardo ddll’italianità: “Come Assocalzaturifici per il ‘Made In‘ siamo impegnati in una nuova attività di lobby a livello nazionale ed europeo. A settembre è ripartita l’attività del Parlamento Europeo e bisognerà vigilare con i nostri rappresentanti politici ed istituzionali sui lavori in corso che riguarderanno i vari emendamenti al provvedimento ‘pacchetto beni’ affinché l’obbiettivo di ottenere il ‘Made in’ obbligatorio possa essere raggiunto”. Ma ora è tempo di vendere.

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