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Città Vecchia: nuova presidente, Maria Antonietta Di Chiara, e nuove sfide: 'Restaurare il ponte in piazza'

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Franceschetti: “Sono orgoglioso che Antonietta abbia detto di sì. Quando è arrivata a ‘Città vecchia’ eravamo in difficoltà".

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Apre l’incontro con la stampa seduto al fianco della sua erede e chiude la sua esperienza Andrea Franceschetti alla guida dei 160 soci di Città Vecchia. Il timone passa a Maria Antonietta Di Chiara. “Quattro anni faticosi, intensi e ricchi di soddisfazioni, con l’inaugurazione della torre. Era il nostro obiettivo, lo abbiamo raggiunto” spiega Franceschetti che resta nel direttivo.

“Sono orgoglioso che Antonietta abbia detto di sì. Quando è arrivata a ‘Città vecchia’ eravamo in difficoltà. Erano usciti due membri dal direttivo, due fondatori. Eravamo frastornati ma con lei, entrata in punta di piedi, abbiamo trovato nuove energie e idee”. Poi c’è il motivo umano: “Rappresenta l’associazione nel miglior modo possibile perché è una donna di grande capacità” aggiunge l’ex presidente.

Deve crescere Città Vecchia anche perché gli obiettivi sono ambiziosi, ma non mancano gli aiuti, partendo da Alberto Pollastrelli, che guida la sezione giovani (unna quindicina gli iscritti): “Franceschetti ha dato fin troppo all’associazione e a noi guidandoci per crescere. Antonietta con la sua freschezza è una garanzia. Siamo tanti uomini dentro città Vecchia, ci serve la mente femminile da abbinare alle nostre braccia”.

Classe 1968, “sono una rivoluzionaria dentro”, la Di Chiara è carica: “Onorata, emozionata e orgogliosa. Tutti i membri del direttivo hanno visto in me la figura per sostituire un grande presidente. Il bravo presidente non è solo quello che propone, ma chi riesce a tenere unito il gruppo e Andrea lo ha saputo fare in un momento in cui c’erano delle crepe”.

Torna sulla parola ‘orgogliosa’. “Lo sono non per il ruolo, ma perché rappresento Città vecchia perché è una delle più belle associazioni (e serie, aggiunge un socio) della città”. Il tono di voce è deciso: “Loro non sanno che si sono incatenati da soli scegliendomi. Sono pignola e precisa, ma mi hanno scelto”. Gli obiettivi non cambiano: “Rivalutare e rallegrare il centro storico che è un po’ sottotono”. Per farlo la Di Chiara sa che non può pensare al ‘mulino bianco’ perché il confronto e la discussione dentro Città Vecchia non mancherà mai: Ma è anche discutendo che abbiamo riaperto la torre campanaria”.

Ora il recupero fisico ed economico dopo la torre, poi due progetti: la ristrutturazione del ponte che da piazza Mazzini arriva a via Enzo Bassi; il restyling dei lampioni di piazza Mazzini e corso Matteotti. “Ci aspettano tanti arrosticini da cuocere, tanti frascarelli e manifestazioni. E siamo già pronti per la cena del 4 agosto con le centinaia di persone pronte a contribuire e a vivere in festa con noi”.

Il nuovo direttivo è composto da: Martina Trapè vice, Simona Pelosi segretaria, Enrico Scarafiocca tesoriere. Consiglieri, “con novità per dare spazio a chi ha collaborato negli anni”, sono: Massimo Antinori, Antonino Baronello, Rosario Capponi, Raoul Catalini, Dino Foresi, Andrea Franceschetti, Lorenzo Gazzani, Nora Ignazi, Maria Latini, Ciriaco Lelli, Alberto Pollastrelli.

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