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Quando la cooperativa crea lavoro con utenti-imprenditori: Artemista riapre il bar dell'ospedale di Montegranaro

artemista nastro
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Santarelli: "Siamo nati per creare valore economico e, nello stesso tempo, per garantire opportunità occupazionali a soggetti svantaggiati offrendo soluzioni imprenditoriali a situazioni che di solito ricevono solo risposte assistenziali”.

MONTEGRANARO – Riqualificazione urbana, rigenerazione di spazi, inclusione sociale e posti di lavoro: tutto dietro il bancone del nuovo bar del distretto sanitario di Montegranaro. Dopo che l’Asur ha pian piano riattivato tutti i piani dell’ex ospedale, anche la base riprende vita e colore. Merito di Artemista, la nuova cooperativa nata su idea di Stefania Santarelli, vulcanica socia dell’Agenzia Nuova Ricerca Res guidata da renata Del Bello.

“Siamo nati per creare valore economico e, nello stesso tempo, per garantire opportunità occupazionali a soggetti svantaggiati offrendo soluzioni imprenditoriali a situazioni che di solito ricevono solo risposte assistenziali”. La cooperativa è infatti di tipo B, come spiega il direttore dell’Ambito Alessandro Ranieri: “Il loro scopo è dare lavoro. Sono una realtà a tutti gli effetti imprenditoriale, un modello da seguire e imitare che partendo da uno spazio, e da un rapporto con il pubblico si trasforma in impresa. In questo caso c’è il bar, ma non solo perché Artemista ha tanti obiettivi”: ed è vero, come ribadisce la sua presidente Santarelli:” Il bar è il primo e più importante passo, ma poi ci saranno incontri di formazione, convegni, progetti in comune con le altre associazioni che ci hanno aiutato a iniziare e che condividono questi spazi”.

Al taglio del nastro non sono voluti mancare due dei soggetti principali: il direttore dell’Asur Licio Livini, che è chi ha permesso la realizzazione del progetto, e il sindaco Ediana Mancini, che ha garantito tutte le autorizzazioni. “Un luogo di servizio e accoglienza, non un semplice bar”. Che però c’è e che è stato reso speciale, oltre che bello, dal vicepresidente Gianni Tappatà. “Il bello è che qui quelli che potrebbero essere degli utenti diventano soggetti attivi”. Artemista infatti farà lavorare sia soggetti con disabilità che normodotati, in un connubio di integrazione.

Se Stefania Santarelli è stata la visionaria, “la cooperativa è nata da poco, ha avuto l’idea, ha presentato un progetto con tanto di rendering e ha convinto l’Asur” spiega Ranieri, numerosi sono i partner di questa sfida che deve autoalimentarsi, tra i tanti il panificio 180 gradi e la Poderosa. il primo fornisce i dolsi del bar, la seconda ha creato qui il primo infopoint: “Il primo di una lunga serie che attiveremo nel fermano per dare un supporto informativo ai nostri tifosi” ribadisce Walter Cassetta.

“La prima parola che mi viene da dire è grazie. Siete una cooperativa che si è messa in gioco e lo fa con il sostengo della sanità pubblica, che – sottolinea il sindaco Ediana Mancini affiancata dagli assessori Ubaldi e Strappa - per me resta una eccellenza”. Incassa Licio Livini, che rilancia: “Giusto parlare di liste di attesa, di problemi, ma ogni tanto la sanità riserva anche belle notizie come questa che dimostra come la sanità sia un bene di comunità, come ognuno possa fare la propria parte”.

Insomma, l’ex ospedale c’è, cresce e ritrova un po’ di colore, sempre con la speranza che Asur o Comune decidano di pitturare la facciata, completando così, dopo aver riempito gli spazi, anche il contenitore.

Raffaele Vitali

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