09262018Mer
Last updateMar, 25 Set 2018 11am

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Andrea Vecchiola, mani in Cina e cuore a Montegranaro per Fessura: '20 anni fa le parole di mio nonno: buona idea, credici'

vecchiolanonno
fessura5
fessueabotti
fessuradentro5

L'imprenditore ha aperto uno showroom a Montegranro: "Mio padre è dottore. Mamma è una Botticelli, ma non è mai stata operativa dentro l’azienda. La mia fortuna è stato mio nonno, abitavamo insieme. E dai dieci anni lo seguivo tra pellami, scarpe e forme. Ho respirato questo mestiere”.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Per scegliere un locale così grande, lungo una strada ricordata più per la sua strettoia che altro, ci deve essere un motivo profondo. E Andrea Vecchiola, il 44enne che ha inventato vent’anni fa il marchio Fessura, ce l’ha. Lì, in via Cavallotti, si respira la storia e anche per questo dal sindaco, “la città deve credere in se stessa”, al presidente di Confindustria Melchiorri, “mio padre ha imparato a fare le scarpe qui dentro”, non sono voluti mancare all’inaugurazione.

Vecchiola, perché ha investito su questo palazzo, recuperandolo e rendendolo uno showroom milanese dentro Montegranaro?

“Sono passati vent’anni esatti da quando mio nonno, davanti a una mia idea embrionale di scarpa rivoluzionaria, mi disse ‘è una bella idea, prendi le chiavi dell’azienda da cui sono partito e impegnati’. Da quel giorno non mi sono mai fermato”.

Chi era suo nonno?

“Il commendator Aldo Botticelli. È partito facendo scarpe da bambino, poi ha diversificato e con Roberto il marchio è diventata una griffe mondiale”.

Si sente la seconda generazione?

“Indiretta, magari. Mio padre è dottore, la mia arte me la sono fatta da solo. Mamma è una Botticelli ma non è mai stata operativa dentro l’azienda. La mia fortuna è stato mio nonno, abitavamo insieme. E dai dieci anni lo seguivo tra pellami, scarpe e forme. Ho respirato questo mestiere”.

Poi ci sono i cugini, l’altra parte dei Vecchiola.

“Ho un ottimo rapporto con loro, per dieci anni ho prodotto made in Italy, poi abbiamo puntato sull’Oriente. Per me la Finproject è sempre stato il luogo dello sviluppo tecnologico, il laboratorio dove dare concretezza alle mie idee, un luogo di confronto”.

Dopo tanta Cina, il ritorno alle origini.

“Questo posto mi ha cambiato la vita è dove ho trovato il coraggio, grazie a mio nonno, di iniziare. Avevo 26 anni e in mano avevo solo l’idea di una scarpa. Per anni questo spazio è stato il cuore commerciale di Fessura, dove capimmo come guardare al mondo. Progettavamo in Italia e ci producevamo, ma eravamo a un passo dalla chiusura, i costi non erano sostenibili”.

Come mai, l’Italia non era il vostro mercato?

“Il concorrente nostro non è un italiano, ma Adidas e Nike, tutte multinazionali. Non basta il design, conta il prezzo. Sperimentare le produzioni Asia è stata la scelta per fare un prodotto in sintetico e hi-tech ottimizzando prezzo e distribuzione”.

Sneakers, il sogno nascosto di tutti i calzaturieri. Come si entra nel mercato?

“Il prodotto funziona anche grazie al prezzo. Davanti a una analisi di mercato e del target consumatore, abbiamo trovato la soluzione. Non crediate che fare il made in China sia semplice, ci siamo ricavati una fetta di mercato se pensate che il 50% del nostro fatturato viene dall’Asia stessa, noi produciamo ed esportiamo nel Paese di origine”.

Quanto vale oggi fessura?

“Produciamo 80mila paia l’anno, circa 3 milioni di fatturato. Dong Wang è la mia base in Cina, Montegranaro, oggi più che mai, quella in Italia”.

Come si resta sul mercato?

“Abbiamo lanciato l’elastico nel 1999. Oggi è un trend, noi siamo stati considerati i pionieri. Non possiamo fermarci, è una evoluzione continua di linee e modellerie. Innovazione. Basti dire che abbiamo depositato un nuovo brevetto: ‘Reflex’. Unisce la riflessologia ai materiali più innovativi e ipoallergenici. Stiamo facendo i prototipi, presto saremo nei negozi”.

Idee nuove da sviluppare e collezione da ampliare.

“Siamo entrati da due anni nel mondo del bambino. Facciamo un prodotto che non esiste. C’è il cuoio artigianale o il cinese economico. La nostra scarpa è completamente decostruita, slip on con fusbet anatomico. La mette mio figlio, questo fa capire quanto ci credo”.

E-commerce?

“Sarà il mercato del futuro. Fessura aveva iniziato nel 2002, siamo stati il primo e-commerce europeo, sviluppato con dei ragazzi di Montegranaro, dei visionari. Sforzi e investimenti, io resisto e cresco. Non è stato facile, e infatti l’azienda di Montegranaro che poteva essere la nostra Google si è fermata. In Italia c’è un limite grande, mancano i finanziatori. Dopo 2 anni chiudemmo il nostro sito, ora ripartiamo con un department apposito”.

Dove vende?

“Oltre alla Cina, l’America e la Russia sono gli altri mercati principali”.

Il suo target?

“15-25 ani è il target ideale. Vogliamo stare in quella fascia. Poi c’è l’uomo sportivo, quello che mette la nostra scarpa sotto l’abito e quindi può non avere età”.

Vecchiola, ma in questo spazio un cliente può comprare?

“È uno showroom con tanto di museo ‘evolutivo’ delle scarpe, dal primo modello con il nastro su una suola agli ultimi pezzi slip on e senza strappi. Al piano di sopra dci sono gli uffici commerciali e poi ci organizzeremo vendite speciale e sarà il puto di riferimento per chiedere un numero e trovarlo”.

È vero che lei è un bravo pittore?

“Sarebbe stata la mia strada se mio nonno non avesse creduto in me. Disegnavo sempre figure con delle fasce, con degli elastici. È lì che è nata la mia idea di scarpa, l’arte chiama arte”.

@raffaelevitali

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Crolla il tetto su una classe dell'Iti Montani: vigili del fuoco in azione

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.