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Sequestrati i trolley della droga: in viaggio tra Africa, Spagna e poi Montegranaro

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Le complesse indagini condotte da tempo dagli investigatori del Reparto Operativo unitamente a quelli del Nucleo Operativo della Compagnia di Macerata, al personale della Stazione di Monte San Giusto, consistite in servizi di osservazione, pedinamento e in numerose attività di tipo tecnico.

MONTEGRANARO - Sette trolley, due borsoni e uno scatolone. Ma dentro non c’era il classico campionario da portare in fiera, visto che erano tutte conservate nel garage di un calzaturificio non più in attività, ma 225 chili di hascisc. Il deposito era gestito da un 23enne veregrense.

Le complesse indagini condotte da tempo dagli investigatori del Reparto Operativo unitamente a quelli del Nucleo Operativo della Compagnia di Macerata, al personale della Stazione di Monte San Giusto, consistite in servizi di osservazione, pedinamento e in numerose attività di tipo tecnico, si sono incrociate con quelle della stazione di Montegranaro: alla fine è stato scoperto un sodalizio criminale con base a Monte San Giusto, ma deposito a Montegranaro. “La data del 13 aprile sarà ricordata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Macerata come un giorno importante nella lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti” sottolinea il comandante provinciale.

Alla fine, sono quattro i fermati, di cui uno a Montecosaro, fermato mentre era in auto pronto alle consegne a domicilio della droga. I trolley contenevano dai 7 ai 30 kg ciascuno, in panetti da 100 grammi. “Un quantitativo di una tale portata è la prima volta che si registra nella provincia di Macerata e anche nei dintorni fermani. Il percorso della droga è chiaro: arrivo dal Nord Africa, poi Spagna e Italia, passando da Ventimiglia e Milano”.

La piazza principale di spaccio erano le due province calzaturiere, anche se parte del carico, è stato ricostruito durante l’indagine, era destinata fuori regione, al Nord e Centro Italia. “Il gruppo criminale effettuava principalmente vendite da “grossisti” e non spaccio al dettaglio e – spiega il comando maceratese - il prezzo si aggirava intorno ai 1.500 euro al Kg”.

 

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