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Il piano Zeis Excelsa: "Dobbiamo licenziare per dare un futuro all'azienda. Parte della produzione resta a Montegranaro"

Zeis excelsa

Il calzaturificio quest’anno è tornato protagonista al Micam con tutti i suoi marchi. "Sono 54 i licenziamenti previsti, e non cento, ma speriamo di riuscire a farne meno" spiega Sara Moretti, ufficio risorse umane.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – La neve ha fermato lo sciopero dei dipendenti della Zeis Excelsa di Montegranaro e il freddo potrebbe anche far cambiare strada alla trattativa. “Formalmente, il 16 gennaio è stata aperta la procedura di licenziamenti collettivi per 54 unità” spiega Sara Moretti, che gestisce le risorse umane dell’azienda veregrense. Che poi aggiunge: “Mi sono confrontata anche poche ore fa con i sindacati. Siamo aperti a nuovo incontro. C’è margine di trattativa, visto che la Zeis al massimo dovrà licenziare 54 persone, ma la speranza è di dover ufficializzare meno esuberi”.

Licenziamenti mirati a garantire un futuro al calzaturificio, che quest’anno è tornato protagonista al Micam con tutti i suoi marchi. “Quando abbiamo comunicato il numero di 54, e non 100 come erroneamente letto nei giorni scorsi, ci siamo dati una forchetta ampia, sperando poi di avere un quadro migliore. Ci rendiamo conto dell’impatto sociale forte che abbiamo sul territorio, che va oltre a quello economico”.

Nel progetto previsto dai Pizzuti, una parte operativa della produzione resterà a Montegranaro. “Circa 150-200 paia di scarpe al giorno si farà in loco per garantire il made in Italy e l’alta qualità” precisa la Moretti. Poi ci sarà la delocalizzazione “per garantire il commercializzato”. Insomma, un nuovo modello di business pur conservando una produzione interna in cui restano i reparti di taglio, orlatura, “che non verrà intaccato”, e il montaggio, “ridotto ma confermato”.

Il nodo che preoccupa maggiormente i sindacati è la fine degli ammortizzatori sociali, prevista per marzo. “L’azienda è da quattro anni che usufruisce di ammortizzatori per riorganizzarsi e costruire la Zeis del futuro. Il piano ora è chiaro e definito, difficile pensare a nuovi ammortizzatori sociali legati a figure che l’azienda non utilizza più”. Un esempio, i negozi monomarca erano 80 prima della crisi, oggi sono una decina, chiaro che ci siano figure non più inseribili in un contesto cassa intergrazione o solidarietà. “A oggi noi vogliamo ripartire più snelli e pronti ad affrontare il mercato. Siamo convinti del percorso, vorremmo condividerlo con i sindacati, vediamo se riusciremo a incontrarci di nuovo. Noi siamo disponibili”.

@raffaelevitali 

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