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Montegranaro, si fermano i dipendenti della raccolta rifiuti. I sindacati: "Non pagati uno stipendio e contributi"

raccolta differenziata

"L'azienda è in ritardo di alcuni mesi nel pagamento dei buoni pasto e dei versamenti al fondo di previdenza complementare delle quote che sono state già trattenute in busta paga ai lavoratori iscritti” scrivono i sindacati.

MONTEGRANARO – Sciopero. È questa la decisione presa dai dipendenti che raccolgono i rifiuti a Montegranaro per lunedì 5 febbraio. “Noi non vogliamo prendercela con il Comune, ma vogliamo che l’Amministrazione si informi e intervenga”. Visto che il tema sarebbe legato al mancato pagamento: “Chiediamo al Comune di sostituirsi al pagamento di quanto manca e di lavorare a una soluzione. Già in Consiglio comunale avevamo espresso dei dubbi un anno fa, perché il malumore tra i dipendenti serpeggiava, ma l’assessore Roberto Basso ha sempre detto che tutto era a posto” sottolinea Mauro Lucentini a nome dell'opposizione in Consiglio.

E invece ora c’è la Cgil Marche che interviene, “stupisce pure che il Pd non si sia accorto di nulla visto che ha esponenti della Cgil nel suo direttivo”, insieme alla Cisl. “Con la presente segnaliamo alla vostra attenzione la situazione dei lavoratori della Mondolfo Ambiente che opera nei servizi di spazzamento, raccolta e trasposto rifiuti urbani nei comuni marchigiani di Mondolfo, Terre Roveresche, Montegranaro e Cerreto d’Esi. Il pagamento della retribuzione del mese di dicembre non è stato ancora erogato nonostante (le retribuzioni mensili devono per contratto essere pagate entro il 15 del mese successivo). La tredicesima non è stata ugualmente pagata (è stato corrisposto solamente un anticipo di 500€ a fine dicembre). L'azienda è in ritardo di alcuni mesi nel pagamento dei buoni pasto e dei versamenti al fondo di previdenza complementare delle quote che sono state già trattenute in busta paga ai lavoratori iscritti” scrivono i sindacati.

“Possibile che i dipendenti che si lamentano con noi dell’opposizione da tempo non abbiano trovato risposte dal Comune?”. ma non è la polemica che ci interessa: “Mai avrei pensato di dover difendere ed elogiare l’operato dell’Ecoelpidiense, che non è a me politicamente vicino, ma che di fronte a problemi, ce ne sono stati anche sotto Basso e Gismondi, li risolvevamo. Oggi con chi si parla? Andiamo a Messina. Bisogna dialogare, non possiamo lasciare i lavoratori da soli che poi sono soggetti a velate minacce che mettono a rischio il loro lavoro”.

La soluzione quindi è semplice, visto che l’azienda si è giustificata “imputando le difficoltà nell'adempiere ai suoi obblighi nei confronti dei lavoratori per il ritardo da parte di alcuni comuni del pagamento del servizio erogato”. Il Comune deve pagare al posto loro. “Questa è la nostra richiesta, in attesa di capire se la situazione migliorerà”.

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