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Gismondi all'attacco: "Più telecamere non significa più sicurezza. Il crimine va anticipato"

gastone gis

“La città negli anni è stata interessata da numerose ondate di immigrazione interna, da Puglia, Sicilia e Abruzzo, che ha migliorato la ricchezza della città.

MONTEGRANARO – “Non sono mille telecamere in città che ci rendono sicuri”. Gastone Gismondi, consigliere di opposizione a Montegranaro, parte da qui per smontare la teoria dell’amministrazione Mancini che la città sarebbe più sicura grazie al sistema di videosorveglianza implementato negli ultimi anni.

“Le telecamere sono uno strumento di indagine, non di prevenzione. E servono, se funzionano, dopo che qualcosa è successo” prosegue l’ex sindaco. “Un buon amministratore dovrebbe preoccuparsi del prima”. Oltre ala fatto che secondo Gismondi la Mancini non fa neppure questo, per il consigliere c’è un problema legato a chi commette i crimini. “La città negli anni è stata interessata da numerose ondate di immigrazione interna, da Puglia, Sicilia e Abruzzo, che ha migliorato la ricchezza della città. Allora non è stato necessario mettere telecamere, né abbiamo registrato accoltellamenti, risse, vandalismi”. Insomma, per Gismondi il problema sicurezza non è di matrice italiana.

“Nelle sparate del Sindaco non si tiene conto di tutte quelle persone che subiscono intimidazioni, effrazioni e quant’altro senza per questo sporgere denuncia, tanto sono rassegnati dall’inefficienza della giustizia Italiana troppo spesso basata sulla certezza che non c’è pena. I cittadini chiedono atti concreti, fatti. Che fine ha fatto il responsabile dell’atto vandalico che ha interessato viale Gramsci? È stato espulso come aveva promesso il sindaco?”.

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