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Picchiava la moglie, arrestato richiedente asilo. Il prefetto D'Alessandro: "La maggior parte non dà mai problemi"

carabinieri web2

“La donna, insieme ai due figli, è ora ospite presso una struttura protetta, gestita da un’associazione specializzata nel settore dell’assistenza a donne vittime di violenza, grazie alla “Rete territoriale locale antiviolenza”.

MONTEGRANARO – E’ stato arrestato un richiedente asilo con l’accusa di aggressioni fisiche e comportamenti violenti nei confronti della propria moglie, già ospite insieme ai figli di anni uno e anni due in altra struttura di questa provincia. L’uomo è ospite di una cooperativa che gestisce migranti.

L’operazione, coordinata dal capo di Gabinetto della Prefettura, Francesco Martino, è stata condotta dai carabinieri di Montegranaro, in stretta collaborazione con quelli di Fermo. La donna è stat ricoverata in ospedale, con una prognosi di 30 gironi per “contusione renale, trauma cranico, ecchimosi palpebrale e contusioni varie”. Dal prefetto D’Alessandro un plauso all’Asur che ha gestito nel modo più discreto e attento la complessa situazione, sia a livello psicologico sia clinico.

“La madre, insieme ai due figli, è ora ospite presso una struttura protetta, gestita da un’associazione specializzata nel settore dell’assistenza a donne vittime di violenza, grazie alla “Rete territoriale locale antiviolenza”. Al fine di non avere soluzione di continuità tra l’azione amministrativa posta in essere dalla Prefettura e le possibili misure di natura giudiziaria nei confronti del marito, si è immediatamente instaurato un virtuoso dialogo tra pubblici poteri dello Stato presenti sul territorio provinciale, che ha portato alla misura della custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo” spiega la prefettura di Fermo che ringrazia i carabinieri per l’azione info-investigativa.

A fronte dell’operazione, però Maria Luisa D’Alessandro precisa un aspetto importante: “La quasi totalità dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, ospiti nei centri di accoglienza straordinaria in questa provincia, sono persone che non hanno mai dato problemi di alcun genere e che, anzi, si sforzano nell’essere il più collaborativi possibile, anche attraverso le attività di volontariato di pubblica utilità con i Comuni nei cui territori sono ospitati. Persone che seguono i corsi di italiano e i tirocini formativi proposti dai gestori dei centri in cui sono ospiti, nella speranza di integrarsi nel tessuto sociale, premessa fondamentale per una pacifica convivenza”.

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