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L'autovelox non fallisce: corrono le auto dei cittadini e le parole dei politici lungo la Mezzina

multe

Gismondi, Ubaldi e Canigola: scintille sulla Mezzina.

MONTEGRANARO – Gastone Gismondi, ex sindaco di Montegranaro e oggi consigliere comunale di minoranza, ha preso la clava ed è andato all’assalto dell’autovelox sulla Mezzina. Non fisicamente, ma a livello dialettico insieme al senatore Remigio Ceroni e numerosi imprenditori che sulla strada a scorrimento veloce hanno la loro sede.

“L’esigenza di fare cassa da parte della Provincia è evidente, palpabile, sicura nel momento in cui si analizzano i fatti.  Se sono state emesse migliaia di multe nel tratto della Mezzina nel tratto del comune di Montegranaro un motivo ci sarà. Molti operai e non solo, che si recano al lavoro nelle aziende a ridosso della Mezzina si sono visti recapitare numerose multe, tanti dovranno rinunciare alla patente e difficilmente potranno recarsi a lavoro, visto che, anche sui trasporti, la provincia maggiore azionista della Steat, non pare abbia delle politiche rivolte alla mobilità per il lavoro, con buona pace di chi pensa che questa sia una sinistra che si occupa delle categorie più deboli”.

Un duro attacco seguito alle notizie di cronaca che hanno portato alla ribalda migliaia di sanzioni comminate nelle ultime settimane dall’ente guidato da Moira Canigola. Presidente che non ha fatto passare che qualche ora prima di rispondere, colpo su colpo, all’ex sindaco: “Non è vero che il numero di verbali è aumentato in maniera esponenziale, si è passati da una media di 1000/1200 al mese a 1400/1500. Il nuovo sistema, però, impedisce a molti automobilisti di imboccare strade secondarie per evitare il passaggio sotto i due rilevatori del tutor, eludendo così il rispetto delle norme e mettendo in pericolo se stessi e gli altri”. Chiarito questo, la Canigola, spiega anche il perché della scelta dell’autovelox, che ribadisce essere ben segnalato e a conoscenza di ogni cittadino: “Non possiamo invocare la sicurezza e farci grandi quando ci troviamo di fronte ad incidenti gravi e/o mortali piangendo vittime e poi difendere chi non rispetta i limiti di velocità. Chi non rispetta i limiti non può essere giustificato da nessuno e nessuno può accampare motivazioni che la Provincia ha “bisogno di far cassa”. Non abbiamo bisogno di far cassa abbiamo bisogno di far rispettare i limiti per far sì che le nostre strade, soprattutto quelle a scorrimento veloce come la Mezzina, non siano teatro di incidenti mortali come in passato”.

Ma se non è la Provincia a voler fare cassa, allora chi trae vantaggio? Per Gismondi, che ha organizzato per lunedì alle 21 un incontro pubblico al calzaturificio Corvari aperto a tutti quello che hanno preso multe, l’altro colpevole sarebbe il vicesindaco di Montegranaro Endrio Ubaldi: “La sinistra locale sta facendo sue le proposte del vice sindaco che da mesi con articoli sulla stampa sprona i vigili urbani a fare cassa e subito gli incassi si sono triplicati. Una filosofia quella di Ubaldi che come l’aviaria si è trasmessa a Perugini e quindi all’amministrazione della Provincia. Il tutor funzionava, gli incidenti sono quasi scomparsi, ma a quanto pare non portava soldi.  Qualcuno ha deciso che da rilevatore di velocità media l’impianto venisse trasformato in autovelox, per fare questo è bastato cancellare “tutor” sulla segnaletica esistente, peraltro piuttosto anonima, e senza pubblicizzare questa inspiegabile trasformazione si è proceduto”. E se Gismondi punta il dito, Ubaldi usa tutta la mano: “E’ assolutamente falso che il Comune di Montegranaro sia dotato di autovelox, mentre lo sono invece i Comuni a noi vicini che incassano a volte 10 volte di più rispetto a noi in materia di multe. Ciò che abbiamo in dotazione è invece una strumentazione OCR, vale a dire un lettore con videocamera che permette alla nostra Polizia Municipale (che, lo voglio ricordare, è composta da sole 6 unità) di verificare assicurazioni scadute e mancate revisioni. Si tratta, perciò, di un'attività di controllo perché non è tollerabile che si circoli con mezzi senza revisione e/o assicurazione, come invece previsto dal Codice della strada”.

Insomma, hanno ragione tutti. La realtà è che ci sono migliaia di verbali arrivati tutti in un colpo, e questo è un errore degli uffici provinciali che non hanno comunicato per tempo le sanzioni estive aspettando un paio di mesi, ma è anche vero che su quella strada si corre troppo e che dopo lo spegnimento del tutor deciso dalla provincia di Ascoli piceno, che aveva firmato i contratti, non c’è il tempo di frenare dopo aver corso per qualche chilometro. “Da agosto abbiamo informato con anticipo del cambio del sistema di rilevazione nel solo tratto. Informazione riportata sia sul sito internet della provincia che sui quotidiani locali cartacei e online” ribadisce la Canigola. Ma chi non crede che ci sia stata questa corretta informazione ora ha una alternativa: lunedì sera, ore 21, incontro pubblico con verbali in mano, il maxi ricorso sta per prendere piede.

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