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Dai solisti della Berliner Philarmoniker al miglior cornista del mondo: Montegranaro decolla con gli Amici della Musica

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Il programma si apre il 12 novembre con il concerto inaugurale, anticipato l’11 dal taglio del nastro di viale Gramsci con Eugenio Finardi. “Non è mai bello che un presidente la propria associazione si lodi, ma vi assicuro che una stagione concertistica come quella di Montegranaro non è facile da trovare di pari livello in Italia".

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – “Stupore” è la parola per quello che succede a Montegranaro quando si parla di violini, clarinetti e corni. Gli Amici della Musica sono gli amici di Montegranaro. E se poi sulla strada si incontra Giambattista Tofoni, con Tam si raggiunge la perfezione. “Da 23 anni la stagione concertistica di livello internazionale riparte. Merito di tanti, ma merito soprattutto di Francesco Di Rosa, che con la sua statura riesce a portare a Montegranaro nomi di assoluto prestigio” sottolinea Giacomo Beverati, assessore alla Cultura.

Il Comune contribuisce con settemila euro, “un contributo per noi importante che cresce ogni anno” ribadisce il vicesindaco Endrio Ubaldi, poi ci sono gli sponsor. Il ritorno del maestro Allegrini, “considerato il miglior cornista vivente”, è la nota lieta, Ezio Bosso, non ancora confermato, sarebbe la chicca dell’11 maggio per chiudere la rassegna insieme alla Form. Ogni concerto è abbinato a uno scritto di Parolo Peretti, docente al conservatorio e grande studioso.

“Montegranaro negli ultimi mesi ha ospitato il campionato europeo di softball, ha ospitato un mondiale rotariano e ospita una stagione musicale grazie a Mantovani, Tarabelli, Di Rosa, Chiurchiù e Mancini di livello altissimo” chiosa Ubaldi che lascia poi la parola agli organizzatori a cui promette di arrivare a diecimila euro in modo da unire in un’unica voce gli Amici con la Banda musicale. “La voglia di cultura è anche nell’apertura dal teatro, siamo passati da 80 a 110 all’anno”.

Il programma si apre il 12 novembre con il concerto inaugurale, anticipato l’11 dal taglio del nastro di viale Gramsci con Eugenio Finardi. “Non è mai bello che un presidente la propria associazione si lodi, ma vi assicuro che una stagione concertistica come quella di Montegranaro non è facile da trovare di pari livello in Italia. Magari uno può far arrivare anche Muti, ma è qualcosa di straordinario. Noi invece da oltre vent’anni portiamo sei spettacoli.  E se ci riusciamo è anche per la diponibilità dell’Amministrazione, che è molto sensibile. Peccato che la stessa sensibilità non ce l’abbia la Rai che è venuta una volta in 23 anni a fare un servizio” ribadisce Oddo Mantovani.

Il binomio Montegranaro – Stagione concertistica parte dai ‘Solisti della Scala di Santa Cecilia uniti a Nazzareno Carusi. È la prima di otto domeniche che hanno come filo conduttore ‘i grandi esecutori di repertori classico’. Presenti Mozart, Beethoven Brahams e Schubert. E la formula è quella che va dai quartetti ai solisti con cui tocchiamo il top il 25 febbraio con i Berliner Philarmoniker. “Anche se, lo ripeto ancora, il 12 novembre riavere Allegrini è un onore. Il New York Times gli ha appena dedicato una recensione in cui parla di ‘rapimento dalle note del corno’. È nostro socio onorario, è un mio amico personale. La mattina saremo a Verona e il pomeriggio alle 17 saremo al cineteatro La Perla”.

Il 10 dicembre arriva il Quartetto Adorno, “giovani e di livello già internazionale”; il 7 gennaio Canto Clarinetto e Piano con Stefania Donzelli, Ricci e De Blasis; l’11 febbraio secondo quartetto, l’Eirene tra Mozart e Brahams con violino, violoncello, viola e pianoforte. Si arriva così all’apoteosi dei Berliner, Horak-Van de Velde-Delparaire, che si immergeranno in Beethoven. Due appuntamenti furi programma con la Junior Orchestra del Conservatorio il 28 gennaio e la Form, che porterà il carnevale degli animali nelle scuole.

E Tam? “Che bello quando amministrazioni locali e associazioni si sposano, sopperendo a una mancanza di politica culturale regionale e culturale” tuona Tofoni che ha portato l’organizzazione: “Noi vogliamo creare un circuito nel Fermano, per rivalutare la musica seria, importante e bella. Per Duke Ellington c’è musica buona e cattiva. Ma resta il fatto che la musica classica e il jazz hanno bisogno del finanziamento pubblico, che invece non hanno quelle pop e sanremesi. Noi cresciamo artisti e talenti attraverso scuole e concerti, poi arriva l’industria musicale che può fare interessi. Questo ecosistema può essere distrutto in un attimo se manca la piccola provincia, come Montegranaro, Fermo o Grottazzolina, smette di investire sulla cultura musicale. Il rischio diventerebbe il monopolio culturale gestito dalle major che pensano, giustamente, a vendere i loro dischi” conclude Tofoni.

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