Renzi alla Romit. La crisi del calzaturiero spiegata dai dipendenti: "Non inseguiamo il prezzo, dobbiamo crescere nella qualità"

renziselfiedipendente
renzi scarpa fare
renziciccolaazienda

“Gli abbiamo fatto capire che è venuto in una azienda in cui noi ci sentiamo fortunati. perché qui il lavoro c’è, per fortuna. Ma non è così attorno a noi” spiega Lauro Salvatelli, storico impiegato della Romit.

di Raffaele VItali

MONTEGRANARO – “Si è presentato bene, ci ha chiesto come andava, ha voluto vedere come funzionava l’azienda, nel nostro reparto ha visto la scarpa quasi finita” racconta una delle donne del reparto ripulitura. I dipendenti di Enrico Ciccola, sono una settantina, erano al lavoro quando è arrivato, poi sono saliti al piano superiore, per ascoltarlo. “Gli abbiamo fatto capire che è venuto in una azienda in cui noi ci sentiamo fortunati. perché qui il lavoro c’è, per fortuna. Ma non è così attorno a noi” spiega Lauro Salvatelli, storico impiegato della Romit. LA VISITA (leggi)

“Non ci sono più rose e fiori, Ciccola ci ha fatto vedere i numeri del distretto, neppure noi li sapevamo. Ma qualcosa capiamo, soprattutto da quando vengono a suonare persone per chiedere un lavoro. Prima erano immigrati, oggi sono cittadini di Montegranaro che lavoravano in altre aziende”. Renzi per loro è ancora una possibilità, nonostante tutto. “È battagliero, determinato, spero ci prenda davvero a cuore”: è questa la speranza principale dei dipendenti del calzaturiero.

Incassa gli applausi dai camici blu, ma anche parole dure: “Non ci prendere in giro, a noi il made in Italy serve davvero. E poi facci guadagnare di più” ribaadsce un operaio della manovia mentre passa l’ex premier. “Vedete – aggiunge Salvatelli – il nostro lavoro è a un bivio. Noi non possiamo pensare di fare la guerra sul prezzo, perderemmo. Dobbiamo crescere nella qualità, puntare sul prodotto esclusivo. Il mercato c’è per questo e soprattutto non ci sono altri che possono farlo bene come noi”.

Un aiuto può arrivare dalle manovre fiscali promesse da Renzi, incluso il premio produzione detassato: “Un aiuto è anche ridurre la burocrazia che attanaglia l’impresa. Non può essere che perdiamo il 60% del tempo a interpretare norme e a compilare carte. Quel tempo potremmo investirlo in ricerca, in sviluppo, in produzione” prosegue Salvatelli che alla domanda finale, ma è ancora credibile Renzi, risponde senza esitare: “Prima eravamo governati da vecchi e criticavamo, poi è arrivato il giovane Renzi e critichiamo. Il problema è che a noi italiani non va bene nessuno. Mentre a me va bene chi mi dà risposte. Oggi ha preso appunti, vediamo se li renderà azioni in futuro. Venendo qui ha visto coni suoi occhi che l’Italia non è solo Fiat o meccanica, ma anche moda, manifattura. Ci serve attenzione. Ora speriamo”.

@raffaelevitali