09212017Gio
Last updateGio, 21 Set 2017 6am

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Montegranaro riflette. "La crisi del calzaturiero diventi una vertenza nazionale". "Basta illudersi con la Russia"

conscomscarpe

“I rappresentanti di categoria denunciano che non sono ascoltati e che le proposte non vengono realizzate e che la pluralità delle azioni non porti alla convergenza degli obiettivi e si sia sottovalutata la crisi del distretto. Forse perché i montegranaresi e dei paesi limitrofi sono abituati a non chiedere nulla” ribadisce.

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Uno striscione domina il cineteatro La Perla di Montegranaro mentre il sindaco Ediana Mancini apre il coniglio comunale dedicato alla crisi del distretto calzaturiero: ‘Lavoratori della Zeis in lotta’. Una delle ferite del territorio troneggia sulle teste di politici, imprenditori e operari.

“Questo vuole essere un progetto di supporto dell’economia. Siamo nel cuore del distretto calzaturiero, ma uno tsunami ci ha investito. Le istituzioni in questo momento vanno chiamate in causa, perché è nostro compito supportare le imprese e i lavoratori per uscire dalla crisi” esordisce il sindaco Ediana Mancini.

“I rappresentanti di categoria denunciano che non sono ascoltati e che le proposte non vengono realizzate e che la pluralità delle azioni non porti alla convergenza degli obiettivi e si sia sottovalutata la crisi del distretto. Forse perché i montegranaresi e dei paesi limitrofi sono abituati a non chiedere nulla” ribadisce.

Una linea di pensiero seguita anche dal prefetto Mara Di Lullo che ascolta il sindaco dire con forza: “Alziamo bandiera bianca”. Ma non è questo il messaggio che deve passare, non oggi, non davanti ai lavoratori e ai politici. “Dietro il made in Italy di cui si parla in televisione ci sono e imprese di questa terra e forse non si è alzata la voce come si dovrebbe. Dobbiamo metterci tutti insieme e agire compatti verso l’obiettivo della ripresa. Se si va disuniti non si raggiungono obiettivi”. Centra il tema il prefetto, che poco prima si era confronta con gli artigiani della Cna. Spunti subito incamerati: “In questo settore dove non c’è la serialità, ma dove domina l’originalità, si tende ad andare per proprio conto. La vostra forza sono le genialità e le esperienze e il Dna di originalità importante che non si può ripetere. È tipico di questa zona, è irripetibile, perché come chi ha il paesaggio noi abbiamo le scarpe. Agire uniti è fondamentale”.

Concorda il senatore Francesco Verducci che cita due parole: lavoro, tema chiave per il sindacalista Fiori, e strategia, tema cardine per il presidente della Cna Silenzi. “Noi dobbiamo far diventar questo documento una vertenza strategica. In modo che il manifatturiero, legato anche al calzaturiero, diventi una vertenza strategica per il sistema paese”.

Potrebbe essere una soluzione per affrontare il presente, che è tragico e riassunto dallo striscione sulla Zeis. “Molti slogan e buoni propositi. Il problema è la Zeis con i suoi lavoratori in lotta. Non dovete mai dimenticare la parola lavoratori e nel dirla pensate a questa azienda storica che non ha futuro. Anzi, non sappiamo il futuro dei dipendenti”. Soluzioni non facili, ma il confronto, avviato in questo consiglio comunale aperto dentro il teatro La Perla, è un punto di inizio. Quella che serve è la sintesi, tra gli spunti innumerevoli e applauditi di Enrico Ciccola, presidente calzaturieri di Confindustria, e la rabbia di chi il posto rischia di perderlo.

Alla fine è stata approvata un documento che da Montegranaro, cuore delle scarpe, passerà per altri consigli comunali e poi arriverà sui tavoli della politica a ogni livello. Di certo in Europa, visto che è intervenuta l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Laura Agea. Ma è a Roma che si gioca la partita più complessa. Gli applausi più grandi se li prendono quelli che criticano, dai consiglieri di opposizione alla grillina fino a Lara Ricciati, onorevole della Sinistra, ma è dalle parole di Paolo Petrini, deputato che ama parlare con i numeri che bisogna ripartire: “Le imprese devono essere presenti su tutti i mercati. Non ci salviamo con la Russia, chi lo dice, dice bugie e le dice grosse. La Russia ha aumentato del 36% le importazioni perché il petrolio sta sotto 50 euro. Non farà mai gli stessi ordini né pagherà il sovrapprezzo del passato. Chi lo pensa, si illude. Non accadrà mai più. Abbiamo vissuto 20 anni sull’illusione, convinti che bastasse fare le scarpe qua e avere un contatto con il grossista russo. E servono prodotti con un contenuto di ricerca sempre più forte”.

Internazionalizzazione, quindi, ma c’è un MA e lo ricorda, in chiusura, Monia Amaranti, Confartigianato: “Concordo con Petrini quando dice che dobbiamo esportare ovunque. Ma noi siamo piccole imprese non ci riusciamo, prima vanno individuati quelli di riferimento. Quindi dobbiamo poter partecipare alle fiere. Ma i bandi europei non sono per Pmi. La regione ci aiuta parzialmente in questo. Camera di commercio e aziende speciali non erogano più. Chi ci aiuta? Servono azioni di supporto, non chiediamo altro”. Che la sfida abbia inizio.

@raffaelevitali

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.