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La coppia Zengarini - Richmond brilla tra le griffe e Fabi riparte: "Ottimi segnali dal Giappone"

micam fabi2017
zengarini richmond

“Si respira un’aria diversa. I grandi marchi non venivano a Milano perché questa è una fiera da affari, non era abbastanza fashion per loro. Non portano buyer, sia chiaro, anche se sono aumentati nei primi due giorni".

di Raffaele Vitali

MILANO – Affacciati sulla Fashion Square, ma uno sguardo basta, perché l’obiettivo è chiudere i contratti. Due figure diverse tra loro, ma unite dalla posizione dentro theMicam e dalla ricerca della qualità. Quasi ossessiva: Rodolfo Zengarini e Alessia Fabi.

Il primo è l’uomo delle firme e non poteva che avere il posto d’onore all’interno della Fashion Square, dove brillano Gucci, Prada, Fendi, Ferragamo e Tod’s. “Del resto – sottolinea Rodolfo Zengarini – anni fa qui con me sono arrivati Calvin Klein, Trussardi, Mattiolo e ormai fisso John Richmond”. Mentre lo dice, al suo fianco spuntano i lunghi capelli dello stilista inglese, che quest’anno ha passato due giorni al Micam: “Lui crede molto in questa fiera – prosegue Zengarini – basti dire che sono 17 anni che lavoriamo insieme”. “Del resto – interviene Richmond – è facile lavorare con Rodolfo. Alta qualità, precisione e grande serenità. Fa delle belle scarpe, ma se devo dirla tutta è nei profumi che è il numero 1. Mi ha dato consigli preziosi” conclude sorridendo. La presenza dei grandi marchi quest’anno per lo stilista che ama l’Italia è stato uno stimolo in più: “Si respira un’aria diversa. I grandi marchi non venivano a Milano perché questa è una fiera da affari, non era abbastanza fashion per loro. Non portano buyer, sia chiaro, anche se sono aumentati nei primi due giorni. Almeno non in questa edizione, ma di certo portano serenità e curiosità”.

Stessa linea per l’imprenditrice Fabi. “L’immagine serve e per questo domenica sono andata nello stand di Annarita Pilotti e l’ho ringraziata, facendole i miei complimenti”. Alessia Fabi si muove dentro lo stand, uno di quelli che presenta la collezione più ampia. “La ripresa è arrivata. I buyer sono tornati a ordinare. Certo, il parametro è con una delle edizioni più difficili di sempre, ma abbiamo quasi raddoppiato le firme da un anno fa. E siccome ero arrivata con le aspettative molto basse, sono soddisfatta, poi vediamo come andrà anche oggi”. L’imprenditrice di Monte San Giusto, originaria di Montegranaro, sta cambiando target. La Russia i muove, ma l’opera di riorganizzazione commerciale è in corso da un paio d’anni: “Molti giapponesi dentro lo stand perché il prodotto piace e perché dopo un anno e mezzo di intenso lavoro siamo entrati nel mercato. Il giapponese è attento ai dettagli, ma soprattutto alla storia dell’azienda. Vengono in fabbrica, si informano, vivono la scarpa”. Se il Giappone cresce, al Cina resta una zavorra: “Ci abbiamo investito tanto, ma per ora è una grossa delusione. Ma è un Paese immenso, quindi arriverà il suo momento”. Tre linee per i Fabi e una certezza: “Barracuda, la nostra collezione giovane e contemporanea, cresce e piace molto. Avanti così”.

@raffaelevitali 

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